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Matteo Pallaver
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Zumtobel Illuminazione Srl.  
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Zumtobel Lighting GmbH
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  • 04/2012
    Soluzioni illuminotecniche

    Arte della luce nel museo del cinema EYE ad Amsterdam

    Atmosfera unica con il masterpiece Starbrick di Zumtobel

    Il 5 aprile il museo del cinema olandese ha inaugurato la sua nuova e soprattutto grandissima sede con una solenne cerimonia in presenza della regina Beatrice. La futuristica costruzione è la prima in assoluto a contenere un impianto illuminotecnico formato da 92 Starbrick dell’artista Olafur Eliasson. Starbrick fa parte dell’esclusiva collezione Zumtobel di masterpiece: opere d’arte di luce che l’azienda sviluppa collaborando con celebri architetti, designer e artisti.
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    Dal 5 aprile il più grande museo olandese del cinema, EYE, ha trovato la sua nuova sede di fronte alla stazione centrale di Amsterdam, sul lato nord del fiume Ij: una posizione esposta e ben visibile sin da lontano, anche perché la spettacolare struttura a sbalzo spicca sulla città come nessun altro palazzo. Il suo dinamico linguaggio formale è firmato dallo studio viennese Delugan Meissl Associated Architects che ha basato il progetto sull’idea di considerare il film un’illusione di luce in movimento da tradurre in architettura. L’intento, pertanto, era quello di fare in modo che l’edificio stesso diventasse una sorta di schermo che proietta un film i cui protagonisti sono la luce, la città, il paesaggio di Amsterdam. Come spiega l’architetto Roman Delugan: “Ci siamo posti come obiettivo quello di trasformare la percezione del museo EYE a seconda della prospettiva e del luogo in cui ci si trova. Analogamente a quanto accade muovendo una cinepresa, il visitatore che si avvicina all’edificio trova davanti a sé prospettive sempre nuove.”

    Un’altra peculiarità dell’edificio è la cosiddetta Arena, uno spazio di 1.050 metri quadri che accoglie i visitatori appena entrati. Rivestito quasi interamente in legno e pavimentato con un elegante parquet di rovere, questo grande foyer affacciato sul fiume offre uno splendido panorama della città. L’ambiente dà il benvenuto agli ospiti con un’atmosfera aperta e invitante che spinge subito a soffermarsi nel bar o nel ristorante. Non a caso i primi posti a riempirsi sono le tante poltrone sparse sulle panoramiche gradinate disposte come terrazze. “Lo spazio centrale dell’edificio, chiamato “Arena”, invita i visitatori a fermarsi. La sua particolare geometria è ideata proprio per favorire i contatti sociali”, precisa Roman Delugan. L’impianto d’illuminazione realizzato con Starbrick ha la sua parte di merito. Starbrick è un apparecchio della collezione masterpiece di Zumtobel, una linea di opere esclusive create dall’azienda insieme a partner di fama. Il versatile modulo luminoso scelto dal museo è firmato dall’artista Olafur Eliasson. “Starbrick è un elemento luminoso che genera spazio. Con il supporto di Zumtobel siamo riusciti a renderlo utilizzabile negli ambienti dove si vive tutti I giorni. Sono proprio felice di vederlo installato in una struttura pubblica. Il design geometrico di Starbrick nasconde in realtà un sistema espandibile, il che vuol dire che può crescere in tutte le direzioni. Nel foyer del nuovo museo EYE i moduli si compongono in figure somiglianti a nuvole luminose che suggeriscono l’atmosfera del cinema – stars for the stars“, commenta Olafur Eliasson.

    La costruzione geometrica di Starbrick è formata da un cubo sulle cui facce poggiano altri sei cubi angolati a 45°. I moduli si possono comporre in gruppi di qualsiasi dimensione: nel museo EYE ce ne sono da uno, due, quattro e anche sette moduli. Agganciati l’uno all’altro, gli elementi formano eteree sculture che uniscono con grande suggestione luce, arte e architettura.

    Il foyer “Arena” è illuminato complessivamente da 92 Starbricks ripartiti in 21 diversi raggruppamenti che sembrano quasi galleggiare nel nulla. Quando si fa buio il salone ne ricava un’illuminazione decisamente esclusiva. I moduli Starbrick contengono LED disposti in modo tale da emettere luce bianca. Al contempo però formano un luminoso e caleidoscopico nucleo sotto forma di ottaedro cubico di colore giallo. La regolazione di ogni singolo Starbrick è affidata al sistema di comando centrale. Il dimming dei LED permette al museo di attivare una serie di scene diverse: ad esempio funzionale luce diretta, oppure solo indiretta per fare atmosfera, o anche una combinazione di entrambe.

    Per gli appassionati del cinema il museo EYE, unico in Olanda, rappresenta una meta imperdibile anche per via della scenografica architettura. Il suo archivio custodisce 40.000 film che vanno dai primi capolavori del muto alle pellicole di fine secolo e alle produzioni digitali contemporanee. La struttura ospita quattro moderne sale di proiezione, un grande spazio espositivo e diversi reparti interattivi per adulti e bambini. Inoltre il museo offre un ricco programma di proiezioni all’aperto, festival ed eventi speciali per bambini.

    Zumtobel. La luce. 

    Informazioni sul progetto:
    Committente:
    EYE Film Instituut Nederland, Amsterdam/NL
    Architettura:
    Delugan Meissl Associated Architects, Vienna/AT
    Progetto illuminotecnico Arena:
    studio Die Lichtplaner, Limburg/D in ccoperazione con Symetrys, Lustenau/AT
    Soluzione illuminotecnica Arena:
    Zumtobel
    » Starbrick Masterpiece

  • 04/2012
    Azienda

    Design Plus by Light+Building: tre premi a Zumtobel

    Il sistema LED Microtools vince il Best of Design Plus
    Sono ben tre i premi „Design Plus Award powered by Light+Building“ che Zumtobel riceve per la categoria espositori.
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    La giuria è rimasta particolarmente colpita dal minimalismo del sistema LED Microtools e lo ha proclamato „Best of Design Plus powered by Light+Building“. Premiati anche i faretti LED Iyon e l’apparecchio rotondo Ondaria per il loro design d’eccezione abbinato a un’efficientissima tecnologia.

    Microtools – sistema modulare
    Il sistema modulare LED Microtools piace per lo stile minimalista, per l’accurata lavorazione e per la luce di qualità eccellente. Le testate LED sono attualmente le più piccole che si possano trovare sul mercato. Microtools pertanto, con il suo design e la sua luce d’alta qualità, offre un nuovo modo di illuminare i negozi con i requisiti più moderni.

    Iyon – serie di faretti LED
    I faretti Iyon sono sinonimo della tecnologia LED più avanzata in un design esclusivo, firmato dallo studio Delugan Meisl Associated Architects. È soprattutto la linea pulita dell’armatura a conferire al faretto una sobria eleganza oltre che estrema funzionalità. Il raffinato design nasconde un esclusivo sistema di lenti e riflettori per una luce d’accento precisa e brillante, con diverse caratteristiche di emissione.

    Ondaria – apparecchio opale rotondo
    In questo apparecchio rotondo il design (Stefan Ambrozus) e l’effetto di luce parlano lo stesso linguaggio: la superficie luminosa, in posizione arretrata e concava, perfeziona la morbidezza della forma. Ondaria si presenta con una luminosità omogenea che tiene nascoste alla vista le sorgenti – tradizionali o LED – diffondendo un’atmosfera di armonia.

    Zumtobel. La luce.

  • 04/2012
    Azienda

    Gli highlights di Zumtobel in fiera

    Panoramica dei diversi settori applicativi presentati nello stand

    Alla Light+Building 2012 Zumtobel presenta novità ed integrazioni delle sue linee di prodotti. Concentrandosi su innovazione, praticità per gli utenti, sostenibilità e impiego responsabile della luce.

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    Lo slogan scelto quest’anno da Zumtobel per il suo stand è “Your Light in a World of Change”: vale a dire soluzioni illuminotecniche che seguono con intelligenza le preferenze degli utenti, che contengono valore aggiunto e che rispettano le risorse ambientali. In ogni settore applicativo Zumtobel dimostra come i prodotti e le soluzioni presentate siano in grado di rispondere già oggi alle principali tendenze future del settore illuminotecnico. Chi visita lo stand potrà vedere da vicino in che modo una luce flessibile abbinata a moderni sistemi di comando incrementi il benessere e il rendimento, riduca i costi e crei valore aggiunto.

    Ecco in sintesi gli highlights di Zumtobel per ogni settore applicativo:

    Uffici e comunicazione
    Benessere e salute sul posto di lavoro acquistano un’importanza sempre maggiore, al pari dell’incessante progresso tecnologico, della digitalizzazione o della certificazione ambientale degli edifici. Alle differenti esigenze visive servono condizioni di luce flessibili e personalizzate. Zumtobel indica la strada con nuovi apparecchi LED e comandi intelligenti che sanno sfruttare la luce del giorno garantendo efficienza energetica e un’illuminazione della miglior qualità. Con le soluzioni LED nasce anche un nuovo modo di progettare: la regolazione della temperatura di colore (Tunable White) rende infatti possibile concepire impianti studiati per sostenere il bioritmo umano.
    Prodotti:
    downlight LED PANOS INFINITY Tunable White, apparecchio estensivo LIGHT FIELDS LED, apparecchio da incasso LUCE MORBIDA V, apparecchio a sospensione AERO II LED, downlight LED PANOS INFINITY +, linea luminosa SLOTLIGHT LED, comandi della luce LUXMATE LITENET con Tunable White

    Scienza e formazione
    Analogamente agli uffici, anche gli ambienti didattici hanno bisogno di un’illuminazione flessibile, capace di adattarsi alle molte attività svolte. Gli apparecchi ad emissione diretta/indiretta e i moderni elementi di comando danno la libertà di variare le condizioni, impediscono gli abbagliamenti e contribuiscono pertanto in modo sostanziale a migliorare l’atmosfera.
    Prodotti:
    apparecchio a luce diretta/indiretta ELEEA, apparecchio a luce diretta/indiretta ECOOS, comandi della luce DIMLITE

    Vendite e presentazioni
    Nel settore applicativo dedicato a vendite e presentazioni i visitatori conosceranno le molteplici possibilità di usare la luce per mettere in scena gli oggetti in modo naturale e autentico: sistemi d’illuminazione generale d’accento studiati su misura, con resa cromatica perfetta e innovativa regolazione della temperatura di colore. Soluzioni armoniose in ogni parte del negozio, dalla vetrina al bancone, dal point of sale allo scaffale, dalla boutique al supermercato.
    Prodotti:
    faretto LED IYON, faretto VIVO LED Tunable Food, sistema luminoso SHELF LIGHT, sistema di file continue TECTON LED, sistema luminoso CARDAN LED, sistema luminoso LED MICROTOOLS, faretto per proiezioni ARCOS LED, sistema luminoso CIELOS LED Move, apparecchio rotondo ONDARIA LED, unità di comando CIRCLE TUNE

    Arte e cultura
    Il tema centrale in questo settore applicativo riguarda l’illuminazione LED e lo sfruttamento intelligente della luce diurna per mettere in scena le opere d’arte salvaguardandole dal degrado. Zumtobel dimostra come si possa variare la temperatura di colore servendosi di innovativi apparecchi LED dotati di tecnologia Tunable White e relativi sistemi di comando. In questo modo viene ottimizzata la percezione dei materiali e dei colori. I LED contengono quantità trascurabili di raggi infrarossi e ultravioletti: pertanto possono essere avvicinati agli oggetti senza rischiare di danneggiarli. La temperatura di colore rimane inalterata anche con il dimming, consentendo quindi accenti di luce precisi e delicati anche da diverse distanze.
    Prodotti:
    faretto ARCOS LED Tunable White, faretto per proiezioni ARCOS LED, wallwasher PANOS INFNITY Tunable White, sistema LED MICROTOOLS, supporto LINARIA, sistema luminoso LED SUPERSYSTEM, Masterpiece eL, unità di comando LUXMATE CIRIA

    Salute e cura
    Con il procedere dell’età cresce il bisogno di luce. Gli illuminamenti più intensi, le luminanze equilibrate per una miglior percezione dei contrasti, i cambi di temperatura di colore sono tutti fattori che sostengono il ritmo circadiano e migliorano la qualità del sonno. Le soluzioni illuminotecniche di Zumtobel si compongono di luce generale estensiva, luce direzionata e sequenze dinamiche di tonalità che seguono l’andamento del giorno. Nell’insieme formano un’illuminazione adatta agli anziani e – come hanno dimostrato gli studi – ne migliorano il benessere.
    Prodotti:
    apparecchio rotondo ONDARIA LED, LED-Wallwasher PANOS INFINITY Tunable White, unità di alimentazione medicale IMWS, linea luminosa SLOTLIGHT LED

    Industria e tecnica
    La sezione dedicata all’industria si occupa primariamente dell’illuminazione da altezze diverse. L’assortimento di prodotti Zumtobel offre soluzioni complete, ottimizzate per capannoni alti e bassi, con relativi sistemi di comando che sfruttano la presenza della luce diurna. Le novità della gamma dimostrano che i LED si fanno valere sempre di più anche in questo settore: convincono infatti con qualità come la lunga durata e i costi di manutenzione ridotti.
    Prodotti:
    sistema di file continue TECTON LED, apparecchio stagno SCUBA LED, apparecchio stagno CHIARO II LED, riflettore industriale VALUEA, gestione della luce DIMLITE

    Hotel e wellness
    Pensando alle comodità dell’ospite, Zumtobel propone soluzioni che sanno creare un’atmosfera avvolgente in hotel e ambienti wellness, lasciando però sempre spazio alle preferenze individuali. Moderni apparecchi LED con scene di luce predefinite e sequenze colorate dinamiche: per un relax esclusivo.
    Prodotti:
    faretto LED APHRODITE, downlight MICROS Q LED, sistema luminoso CARDAN LED, apparecchio da incasso LEDOS III

    Facciate e architetture
    Lo stand di Zumtobel racconta in modo affascinante come realizzare una valida illuminazione di facciate. Le superfici dei vari settori applicativi sono messe in scena una per una, sia dall’esterno che dall’interno. La nuova gamma di prodotti Zumtobel per le facciate propone soluzioni idonee ad ogni tipo di allestimento negli spazi urbani: dai dettagli architettonici in risalto alle armonie di colori dinamici, dalle immagini ai messaggi guidati dai pixel. L’impiego di moderni ed efficienti LED di potenza contiene al minimo il consumo energetico, trovando così il necessario equilibrio tra esigenze culturali e attenzione per le risorse.
    Prodotti per illuminazione di facciate:
    PAN, ELEVO, SKENA, IKONO, PYLAS, HILIO, HEDERA, CAPIX

    Luce di emergenza
    Cosa succeda in caso di blackout è quello che simula la sezione dedicata alla luce di emergenza. Viene riprodotto un corridoio oscurato in cui si dimostrano le proprietà dei nuovi apparecchi LED per segnaletica di sicurezza. Fra i requisiti in cui eccellono sono da citare la distanza di riconoscimento, l’illuminazione delle vie di fuga e il collegamento ai sistemi di gestione della luce.
    Prodotti per illuminazione e segnaletica di sicurezza:
    ONLITE RESCLITE, ONLITE COMSIGN 150, ONLITE PURESIGN 150, ONLITE CROSSIGN 160

    Gestione della luce
    Questa sezione presenta i diversi elementi che compongono un sistema di comando, compresi l’apparecchio d’illuminazione e l’interruttore. Oltre alla gestione che include la luce di emergenza, la grande novità sta nei comandi della temperatura di colore. Il visitatore potrà capire di persona come sia possibile controllare con facilità persino edifici da 10.000 apparecchi d’illuminazione.
    Prodotti:
    gestione della luce LUXMATE, unità di comando LUXMATE CIRIA

    Zumtobel. La luce.

  • 04/2012
    Azienda

    Zumtobel si presenta alla Light+Building 2012 con soluzioni all’avanguardia

    Your Light in a World of Change – una nuova qualità della luce

    In un mondo in continuo mutamento, anche i requisiti dell’illuminazione moderna si evolvono. Zumtobel affronta la sfida con prodotti innovativi, intelligenti e sostenibili.

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    In un’epoca di incessanti cambiamenti tecnologici, economici e sociali, anche gli spazi di vita e di lavoro si trasformano radicalmente. Per questo Zumtobel partecipa alla Light+Building 2012 con il motto “Your Light in a World of Change” e presenta soluzioni illuminotecniche all’avanguardia: flessibili, a misura d’uomo e in equilibrio con le risorse ambientali. La qualità dell’ambiente e della luce assume un ruolo sempre più centrale, sia per le persone che per le aziende. Zumtobel conosce a fondo la luce e i suoi effetti ma anche le tendenze future nel modo di usarla. Alla Light+Building 2012 presenta soluzioni che per il cliente contengono un valore aggiunto quantificabile:

    • Soluzioni illuminotecniche intelligenti, capaci di adattarsi alle esigenze individuali e quindi in grado di migliorare il senso di benessere, la salute, la produttività e il valore dell’ambiente.

    • Soluzioni illuminotecniche sostenibili, che mettono in sintonia la qualità della luce e l’efficienza energetica, che riducono i costi, che rendono gli edifici più efficienti e più ecologici.

    • Soluzioni illuminotecniche comunicative, che con la luce aiutano aziende in tutto il mondo a trasmettere la loro identità e i loro messaggi in modo mirato.

    Stefan von Terzi, direttore marketing di Zumtobel, sottolinea: “In un mondo che vive di cambiamenti, la buona riuscita di una soluzione illuminotecnica non dipende più soltanto dalla validità degli apparecchi e dei loro comandi bensì soprattutto dalla loro capacità di adattarsi, di soddisfare le aspettative dei clienti. Per noi questo significa proporre una luce con una nuova qualità: una luce che sa reagire in modo intelligente ai cambiamenti, agli ambienti che variano, alle preferenze degli utenti. Sempre con la volontà di garantire ai nostri clienti una luce della miglior qualità e con la migliore efficienza energetica possibile.”

    Zumtobel. La luce.

  • 04/2012
    Soluzioni illuminotecniche

    Un luminoso salone interrato

    L’ampliamento del museo Städel a Francoforte

    Sin dall’inizio l’aspetto illuminotecnico è stato quello più importante nell’ampliamento sotterraneo del museo Städel Museums a Francoforte. Collaborando con gli architetti dello studio schneider+schumacher e con i lighting designer dello studio Licht Kunst Licht, Zumtobel ha fornito una soluzione speciale realizzata su misura. Rispettando in pieno gli aspetti conservativi e con una luce diventata parte integrante dell’architettura.

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    La nuova ala espositiva, da 3.000 m2 di superficie, si trova sotto il giardino del palazzo centrale. Un soffitto di aspetto elegante e leggero ricopre il salone alto 8,20 m. Sebbene interrata, la nuova costruzione si nota anche da fuori. Infatti il giardino ora ha assunto una forma leggermente convessa, anche se comunque percorribile, caratterizzata da una geometrica disposizione di lucernari circolari che servono ad illuminare gli spazi sottostanti.

    Il soffitto del sotterraneo, leggermente incurvato verso l’alto, è scandito da 195 lucernari rotondi di diametri che vanno da 1,5 a 2,5 m. Il salone ne ricava luce diurna e anche artificiale: i lucernari integrano infatti elementi anulari con LED di colorazione calda (2700K) e fredda (5000K). Si tratta di una soluzione speziale che Zumtobel ha sviluppato insieme ai lighting designer dello studio Licht Kunst Licht e agli architetti dello studio schneider+schumacher. Nelle ore serali, oppure quando il cielo è coperto, l’impianto di LED assicura un’illuminazione omogenea delle opere esposte.

    “La richiesta di una luce di prima qualità, di resa cromatica e distribuzione eccellenti, l’esigenza di integrare l’impianto nell’architettura e di tener conto degli aspetti conservativi, tutto questo ha costituito una grande sfida per il nostro team”, precisa Reinhardt Wurzer, direttore del reparto International Projects, Zumtobel Lighting. “Ci è stato affidato il compito di risolvere questa complessa problematica con una soluzione illuminotecnica globale. È stata la nostra esperienza in soluzioni su misura e la collaborazione con architetti e lighting designer a consentirci di sviluppare questo impianto LED molto particolare. Abbinando la tecnologia LED a comandi intelligenti siamo riusciti a ideare una concezione assolutamente individuale e flessibile, in grado di garantire la luce migliore in qualsiasi momento.”

    Anche l’amministratore dello studio Licht Kunst Licht, Andreas Schulz, si dichiara soddisfatto: “Per un lavoro ben riuscito ci vuole una comunicazione intensa fra progettisti e produttori, un’intesa critica ed anche appassionata. Lo stupefacente risultato testimonia come tutto questo abbia funzionato bene.”

    Il salone sotterraneo è suddiviso in piccoli spazi espositivi separati da pareti divisorie. Ad essi corrispondono i lucernari che li ricoprono, in modo tale da consentire un adattamento molto selettivo delle condizioni di luce. Con l’impianto studiato su misura da Zumtobel è possibile esporre in un certo spazio opere altamente delicate, come ad esempio disegni su carta, e immediatamente accanto avere un altro spazio dove ci sono sculture. Infatti gli illuminamenti si ripartiscono da ogni singolo lucernario in funzione delle esigenze. Se c’è bisogno di esaltare singoli oggetti o pareti, si attivano faretti di proiezione Arcos LED provvisti di varie ottiche e collegati ai lucernari. Questi ultimi sono coperti da teli diffusori che diffondono verso il basso una luminosità omogenea.

    Volendo assicurare uno sfruttamento intelligente della luce diurna, i responsabili hanno scelto il sistema di gestione Luxmate Professional di Zumtobel: questo provvede a dosare la luce artificiale in funzione di quella naturale e allo stesso tempo anche in funzione della quantità massima di illuminamento che le opere esposte possono sopportare. A tale scopo, sul tetto del museo è montato un eliometro che rileva la luminosità esterna e fornisce i dati al calcolatore. Il sistema non ha problemi nemmeno a modificare le impostazioni se le pareti divisorie vengono spostate. Formando spazi virtuali, i lucernari ad essi assegnati ricevono i corrispondenti comandi.

    Inoltre ogni lucernario è provvisto di una schermatura che serve ad attenuare la luce diurna dove le opere vadano protette. Si tratta di serrande che si movimentano a quattro livelli, fino al completo oscuramento. La loro posizione è guidata dal sistema di comando che la decide a seconda della posizione del sole e della luminosità esterna. I lucernari dispongono anche di fotosensori interni che trasmettono ai gestori eventuali situazioni anomale, per esempio un lucernario ricoperto dalle foglie. Di conseguenza la luce ideale è sempre assicurata, e con essa le condizioni per fruire dell’arte nel migliore dei modi.

    Zumtobel. La luce.

    Per ragioni di copyright la pubblicazione delle foto all’interno è subordinata all’approvazione da parte della società di competenza.
    Photo Credits: Zumtobel, © VBK Wien 2012

  • 04/2012
    Azienda

    Luminale 2012 a Francoforte

    Zumtobel sostiene due progetti della biennale di cultura della luce

    È ormai la sesta volta che in parallelo alla Light+Building si svolge la Luminale, un evento unico sia per il pubblico che per gli abitanti. Quando si fa buio prendono vita 160 installazioni luminose che avvolgono Francoforte in un’atmosfera del tutto nuova. Zumtobel sponsorizza due progetti: il primo consiste nella realizzazione di uno spazio interattivo, di luce e di suono, allestito in una nave container che staziona sul Meno, poco distante dal museo Städel appena inaugurato. Il secondo progetto riguarda il grattacielo di uffici TaunusTurm, attualmente in costruzione, la cui particolare forma della punta viene astrattamente messa in scena con linee luminose bianche.

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    Dal 15 al 20 aprile 2012, in contemporanea alla Light+Building, a Francoforte si svolge anche la Luminale. Si tratta di un evento in grande stile, una biennale della cultura della luce che propone 160 installazioni artistiche. Zumtobel ha sempre partecipato a questa strepitosa manifestazione che quest’anno si ripete per la sesta volta.

    Il direttore marketing di Zumtobel, Stefan von Terzi, dichiara: “Il legame tra luce, arte e cultura costituisce da sempre parte integrante della filosofia del nostro marchio. Per questo ci fa grande piacere seguire ben due progetti. L’evento abbinato alla Light+Building ci dimostra ancora come la luce possa dare nuovo fascino agli spazi in cui viviamo.”

    La Luminale si svolge in diverse località nei dintorni di Francoforte. Tra le città che vi partecipano figurano Aschaffenburg, Mainz, Offenbach e Darmstadt. I teatri principali dell’evento sono comunque Francoforte, con un centinaio di installazioni luminose, e Offenbach con una quarantina. Vi saranno artisti di fama internazionale che trasformano strade, grattacieli, chiese, facciate e musei in spettacolari composizioni notturne.

    Uno dei due progetti seguiti da Zumtobel è una nave portacontainer ormeggiata sulle sponde del Meno. Qui viene presentato uno spazio interattivo sotto forma di installazione di luci e suoni: ne sono autori il corso master “Comunicazione nello spazio”, della facoltà di architettura di interni dell’Università di Mainz, e il corso master “Arte del comporre i suoni” dell’Accademia di musica Johannes Gutenberg dell’Università di Mainz. L’installazione “resonate” sfrutta le imponenti murate di ferro della nave come cassa di risonanza di una serie di corde elastiche che si compongono formando oggetti interattivi. Facendo ruotare questi oggetti, il visitatore modifica la tensione e la posizione delle corde. Con una rete di linee luminose l’installazione diventa un’avvolgente esperienza di suono e di luce. Per informazioni sul progetto “Resonate” consultate » www.resonate.iamainz.de

    Il secondo progetto si trova nel quartiere delle banche di Francoforte. Qui è attualmente in costruzione il grattacielo di 40 piani TaunusTurm. Sarà ricoperto da una facciata di pietre naturali e riceverà la certificazione internazionale LEED Standard platino in virtù della sua concezione sostenibile. In occasione della Luminale, sul grattacielo troverà posto una scultura luminosa ideata dai lighting designer dello studio Lichtvision GmbH, dall’artista Laura Bernadet e dalla società immobiliare Tishman Speyer. Si tratta di una composizione di sottili linee luminose bianche che disegnano astrattamente la punta del grattacielo non ancora finito. Pertanto, grazie agli apparecchi resi disponibili da Zumtobel, l’originale profilo del futuro grattacielo sarà visibile in anteprima.

    Zumtobel. La luce.

  • 03/2012
    Prodotti

    Ben due premi red dot award al design dei prodotti Zumtobel

    Doppio successo per Zumtobel nel concorso “red dot award: product design 2012”.
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    La giuria ha promosso i faretti LED Iyon e le file continue LED Tecton apprezzandone il design d’alto livello e l’efficienza della tecnologia. Di principio gli apparecchi d’illuminazione Zumtobel sono studiati per dare all’uomo la miglior luce possibile, nella consapevolezza che un buon design nasce dal riguardo per le esigenze degli utenti. Il premio red dot award conferma ancora la qualità nell’innovazione e nello stile dei prodotti Zumtobel.

    Iyon – serie di faretti LED
    Nei faretti Iyon le due prerogative che colpiscono a prima vista sono la modernissima tecnologia LED e la raffinatezza del design, firmato dallo studio Delugan Meissl Associated Architects. Alla morbida eleganza delle forme si accompagna un’estrema funzionalità. L’esclusivo sistema di lenti e riflettori rende possibili accenti brillanti con diversi angoli di emissione.

    Tecton – file continue LED
    Il sistema di file continue Tecton di Zumtobel offre ad architetti e progettisti uno strumento con cui realizzare facilmente un impianto unitario per le funzioni illuminotecniche più svariate. Le nuove versioni Tecton LED possono essere installate nel binario precablato a undici poli conservando tutta la flessibilità e compatibilità del sistema. Altrettanto vale per il montaggio semplice e senza utensili, tipico di Tecton. Design: Billings Jackson Design.

    Zumtobel. La luce.
  • 03/2012
    Azienda

    Luce di una nuova qualità per l’ambiente e per l’uomo

    Le novità della Zumtobel alla light+building
    La Zumtobel, partecipante al salone di illuminotecnica light+building che si svolgerà quest’anno a Francoforte dal 15 al 20 aprile, presenterà nel suo stand B30/B31 del padiglione 2.0 innovative soluzioni illuminotecniche apportatrici di una luce migliore sia per l’uomo che per l’ambiente.
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    In sintonia con il motto «Your Light in a World of Change», la Zumtobel rivolge la sua attenzione ai cambiamenti globali e alle loro ripercussioni sulla nostra vita quotidiana e sul nostro ambiente di lavoro. Per le aziende e le organizzazioni di tutto il mondo la qualità dello spazio e della luce è sempre di più un fattore chiave per avere successo nell’adempimento dei propri compiti fondamentali. In un mondo soggetto al cambiamento la Zumtobel vede la necessità di una nuova qualità della luce, di soluzioni illuminotecniche capaci di sintonizzarsi in modo intelligente e personalizzato sulle esigenze che emergono di volta in volta, creando un valore aggiunto per il cliente, ma rimanendo allo stesso tempo in armonia con l’ambiente.

    Le novità della Zumtobel
    I requisiti odierni che uffici, negozi, enti sanitari o musei sono chiamati ad adempiere richiedono soluzioni illuminotecniche capaci di evolversi, soluzioni capaci di adattarsi alle molteplici sfide architettoniche e di garantire un livello di benessere adeguato. Le soluzioni e le idee che la Zumtobel presenta alla light+building mettono in risalto i vantaggi per il cliente. Lo stand della Zumtobel, installato su una superficie di 780 metri quadrati, catalizza l’attenzione dei visitatori grazie alla suggestiva cornice architettonica all’interno della quale viene presentato il tema della luce e alla qualità dell’allestimento. La luce viene proposta come protagonista di un giro che conduce i visitatori attraverso ambienti di lavoro e situazioni quotidiane di vari tipi. Per ciascun campo di applicazione la Zumtobel presenta le tendenze e i requisiti principali. Al visitatore viene dimostrato come delle soluzioni illuminotecniche adattative, combinate con dei moderni sistemi di controllo, siano in grado di aumentare il benessere e l’efficienza, di tagliare i costi e di creare identità e valore aggiunto.

    In ciascun campo di applicazione la Zumtobel presenta nuovi prodotti e ampliamenti di prodotto in grado di generare un vantaggio incomparabile per il cliente in termini sia di qualità che di funzioni:

    • Il Gruppo Zumtobel è la prima azienda del settore illuminotecnico ad accludere delle dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD = Environmental Product Declaration) ai prodotti dei marchi Zumtobel, Thorn e Tridonic. Nelle schede tecniche ecologiche, conformi alle norme internazionali, sono documentati tutti gli aspetti di un prodotto capaci di influenzare l’ambiente: emissioni di CO2, quota riciclabile, composizione dei materiali ecc. E questo in tutto il ciclo di produzione e per tutta la durata del prodotto. Con la presentazione delle nuove EPD la Zumtobel sottolinea il suo obiettivo: contribuire ad una produzione sostenibile di apparecchi con il massimo valore d’uso.

    • Un esempio delle molteplici possibilità di allestimento dell’illuminazione per musei è il faretto proiettore LED Arcos che consente di valorizzare il museo con accenti di luce originali. Ad entusiasmare la fiera riuscirà anche il sistema di luce LED Microtools, cui recentemente è stato assegnato il premio iF Gold, con la sua immagine minimalistica e la qualità brillante della sua luce, adatta a qualsiasi tipo di illuminazione per vetrine e scaffali.

    • Ma gli apparecchi LED della Zumtobel dimostrano le loro grandi capacità anche nel campo dell’illuminazione di emergenza con ben tre nuovi apparecchi di segnaletica di salvataggio ONLITE, mettendo al servizio dei clienti apparecchi dal design moderno e funzionale con qualità di luce ottima ed altissima efficienza sul piano energetico.

    • Un’ulteriore novità della fiera è costituita dall’unità di controllo Litenet Tunable White. Alle complesse soluzioni illuminotecniche in funzione della luce diurna, possibili fino ad oggi, si aggiunge ora una gestione luce ampliata ulteriormente grazie a nuovi controlli luce dinamizzati in funzione della temperatura del colore.

    Stefan von Terzi, direttore del reparto marketing della Zumtobel, sottolinea: «In un mondo caratterizzato dal cambiamento la luce deve essere capace di adattarsi. Per noi questo significa presentare ai nostri clienti una nuova qualità della luce: una luce capace di reagire automaticamente e intelligentemente e di adattarsi intuitivamente ai cambiamenti dell’ambiente e alle esigenze dell’utente. Con la prima pubblicazione delle nostre dichiarazioni ambientali di prodotto dimostriamo inoltre il nostro senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente e dell’essere umano. Entrambi i fattori, combinati, sottolineano il nostro desiderio di offrire ai nostri clienti la massima qualità della luce possibile ad un grado di efficienza sul piano energetico ottimale, in quanto partner competenti a livello mondiale per soluzioni illuminotecniche orientate verso il futuro.»

    Zumtobel. La luce.

  • 02/2012
    Azienda

    iF product design award 2012 a tre prodotti Zumtobel

    Il sistema LED Microtools vince il premio iF gold award
    Ancora una volta Zumtobel dà prova della sua competenza nel design al concorso iF International Forum Design. Sono infatti ben tre i prodotti Zumtobel che il 10 febbraio 2012 sono stati premiati con l’iF product design award.
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    Il primo di questi è il sistema LED Microtools, piaciuto in particolar modo alla giuria per il suo linguaggio minimalista e vincitore di uno dei 100 ambiti iF gold awards. Le testate LED di questo sistema sono attualmente le più piccole che si possano trovare sul mercato: Microtools pertanto, con il suo design e la sua luce d’alta qualità, offre un nuovo modo di illuminare i negozi con i requisiti più moderni. Gli altri prodotti premiati per il design e per l’efficientissima illuminotecnica sono il sistema di faretti Iyon e l’apparecchio rotondo Ondaria.

    Il direttore del marketing Zumtobel Stefan von Terzi dichiara: „Ogni prodotto Zumtobel nasce dalla nostra ricerca della luce migliore per l’uomo e per l’ambiente. Conoscere a fondo le applicazioni e le aspettative degli utenti rappresenta per noi il punto di partenza di un design ben riuscito. Per questo il disegno dei nostri prodotti, spesso realizzati insieme a designer esterni, non è mai una questione meramente formale bensì espressione del nostro marchio e dei nostri valori. Il fatto che il premio iF sia assegnato contemporaneamente a diversi nostri prodotti testimonia la validità della nostra filosofia, la qualità stilistica e la capacità innovativa di Zumtobel quale produttore mondiale leader nelle soluzioni illuminotecniche professionali. Ce ne rallegriamo insieme ai nostri designer e ringraziamo sentitamente la giuria del premio iF.“

    I premi iF awards sono considerati fra i più prestigiosi al mondo in tema di design. Vengono assegnati da giurie indipendenti e internazionali, formate da designer, imprenditori e professori di chiara fama che seguono criteri ben precisi. Ogni anno viene premiato il miglior design di aziende innovative in varie categorie. In altre parole il premio iF award è un indicatore dei futuri sviluppi del design e delle innovazioni. Quest’anno si sono candidati complessivamente 1.600 candidati internazionali per un totale di 4.322 prodotti. Di questi ne sono stati premiati 1.218. Saranno esposti alla iF design exhibition, dal 6 al 10 marzo 2012 ad Hannover, e per la prima volta anche in una mostra che verrà allestita nella seconda metà del 2012 nella HafenCity di Amburgo e che rimarrà aperta diversi mesi.

    Microtools – sistema luminoso LED
     » Microtools è un sistema modulare LED caratterizzato dalla linea minimalista e da una lavorazione d’altissima qualità, in alluminio anodizzato color argento. È concepito appositamente per l’illuminazione di scaffali: si può incassare o montare esternamente, si presta al fissaggio su legno, vetro e metallo. Il programma prevede vari moduli, combinabili con facilità, per differenziare l’illuminazione generale e d’accento. Le testate a snodo cardanico sono fra le più minuscole attualmente disponibili sul mercato. L’anello frontale sporge di soli 4 mm dagli spot LED di potenza 1,1 W. Con la sua eccellente resa cromatica (Ra > 90), Microtools mette elegantemente in risalto anche i dettagli più piccoli pur senza farsi notare.

    Iyon – serie di faretti LED
    I faretti  » Iyon sono sinonimo della tecnologia LED più avanzata in un design esclusivo, firmato dallo studio Delugan Meissl Associated Architects. È soprattutto la linea pulita dell’armatura a conferire al faretto una sobria eleganza oltre che estrema funzionalità. Il raffinato design nasconde un esclusivo sistema di lenti e riflettori per una luce d’accento precisa e brillante, con diverse caratteristiche di emissione. I flussi luminosi della versione Stable White - da 1.000 a 1200, da 1.700 a 2.100 e da 2.300 a 2.800 Lumen - sono in grado di sostituire con efficienza lampade HIT fino a 50 W. L’eccellente qualità di resa cromatica Ra > 90 assicura un’illuminazione del massimo livello, autentica e naturale. L’armatura in pressofusione di alluminio è studiata per la dissipazione passiva dei moduli LED.

     
    Ondaria – apparecchio opale rotondo
    In questo apparecchio rotondo il design (Stefan Ambrozus) e l’effetto di luce parlano lo stesso linguaggio: la superficie luminosa, in posizione arretrata e concava, perfeziona la morbidezza della forma e ne sottolinea l’aspetto tridimensionale. » Ondaria si presenta con una luminosità omogenea che tiene nascoste alla vista le sorgenti – tradizionali o LED – diffondendo un’atmosfera di armonia. Se montato ad incasso ricava una leggera retroilluminazione lungo la fuga. Il programma prevede tre misure e possibilità di montaggio ad incasso, plafone o sospensione, in modo da adattarsi con flessibilità alle diverse concezioni degli ambienti.

    Zumtobel. La luce.

    B1: © Roman Thomas
  • 02/2012
    Soluzioni illuminotecniche

    Sentirsi bene al lavoro

    Uffici ad efficienza energetica con l’insieme di luce naturale e artificiale
    Posti di lavoro dove sentirsi bene: nel nuovo quartier generale del gruppo HDI l’architettura e l’illuminazione moderna mettono a proprio agio, con una luce di qualità eccellente.
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    Numero crescente di impiegati e bisogno di unire diverse filiali in un’unica sede: queste le ragioni che hanno spinto la compagnia assicurativa HDI-Gerling a costruire un nuovo quartier generale nella periferia a nordest di Hannover. La gara bandita allo scopo è stata vinta dallo studio ingenhoven architects con un progetto di complessivi 75.000 m². Dall’atrio centrale si dipartono le sezioni di uffici disposte come un mulino a vento. La sobria eleganza della costruzione colpisce a prima vista: „Non volevamo un palazzo tipico delle assicurazioni“, ha dichiarato il direttore generale Christian Hinsch presentando la struttura di sei piani destinata a 1850 dipendenti, „ma non potevamo neanche sminuirci.“

    Il committente voleva un edificio rappresentativo, con posti di lavoro di livello adeguato, ma gli premeva anche che il consumo delle risorse e dell’energia fosse minimo. Tra gli elementi essenziali di questa concezione ecologica troviamo vetrate triple, attivazione termica di soffitti e davanzali, impianti di scambio termico derivante dall’atrio progettato come compensazione climatica, pompe geotermiche per riscaldamento e climatizzazione – ed anche soluzioni illuminotecniche Zumtobel, efficienti e flessibili, in tutti gli uffici.

    Interni inondati di luce diurna
    Al piano terra le vetrate coprono l’intera altezza delle sale; gli spazi sono accuratamente suddivisi in modo da intrecciarsi con il paesaggio circostante. Tutto questo fa apparire la struttura estremamente trasparente e leggera: un’impressione che si ricava fin dal primo momento, entrando nell’atrio. Qui il vetro e l’elegante struttura d’acciaio che sorregge un soffitto trasparente porta la luce ovunque. L’ambiente non serve solo per ricevere ma anche per ospitare manifestazioni con un pubblico di 1500 persone, funge da caffetteria e da punto d’incontro informale, oltre naturalmente che dare accesso a tutti gli uffici adiacenti.

    In ogni piano il passaggio tra atrio e uffici è definito da nuclei centrali, come incapsulati, dove trovano posto le scale di sicurezza, i locali secondari e i meeting points. Da qui si diramano i corridoi degli uffici, che gli architetti hanno concepito interamente con pareti di vetro anche per simboleggiare la cultura aziendale HDI, incentrata sull’apertura. Davanzali bassi e vetrate portano la luce diurna fin dentro alle parti più interne dell’edificio.

    Impianto illuminotecnico unitario in tutti i reparti
    Gli architetti hanno studiato la concezione illuminotecnica collaborando con Zumtobel e con lo studio Tropp Lighting Design. La richiesta era di trovare un sistema efficiente, flessibile, estetico e con comandi intelligenti che doveva funzionare in tutti gli uffici senza bisogno di integrazioni. Sono stati scelti apparecchi Ecoos di doppia lunghezza, disposti lungo gli assi dei locali. In totale l’impianto conta 3996 apparecchi. Una moderna unità di comando permette di dosare la luce artificiale nella misura strettamente necessaria. Gli automatismi predefiniti lasciano comunque la piena libertà di intervento manuale: cosa indispensabile ai fini del gradimento degli utenti.

    Flessibilità ed efficienza energetica anche nelle configurazioni future
    La facilità con cui si montano e si smontano gli apparecchi modulari Ecoos costituisce la premessa migliore per modificare la pianta senza problemi – ad esempio suddividendo locali grandi in unità più piccole. Per poter realizzare scene di luce particolari, negli uffici direzionali e nelle sale di riunione più grosse sono installati apparecchi in una variante con downlights LED centrali e laterali.

    Gli apparecchi Ecoos sanno risparmiare energia in gran quantità soprattutto grazie alla sapiente composizione di luce diretta, indiretta e laterale. Le lampade fluorescenti impiegate assicurano ottima efficienza luminosa e piacevoli colorazioni della componente diretta. Fa da contraltare il rifrattore che diffonde un’omogenea luminosità generale riflessa dal soffitto. La valida tecnologia MPO+ assicura ulteriore flessibilità riducendo al minimo l’effetto abbagliante delle sorgenti: in tal modo l’apparecchio può essere collocato anche direttamente sopra il posto di lavoro.

    Di principio la sede del gruppo HDI è stata progettata seguendo le direttive della società tedesca per l’edilizia sostenibile (DGNB). Tuttavia il committente, in qualità di proprietario e utente, ha rinunciato al processo di certificazione ufficiale investendo invece i relativi costi in ulteriori provvedimenti ecologici. Ne beneficiano anche le zone meno rappresentative, come ad esempio corridoi e scale, realizzate in uno stile elegante con raffinato cemento a vista e apparecchi Linaria incassati a filo.

    Zumtobel. La luce.

     

    Committente: HDI Gerling AG, Hanover/D
    Architetti:
    Ingenhoven architects, Düsseldorf/D
    Progetto illuminotecnico:
    Tropp Lighting Design GmbH, Weilheim/D
    Progetto elettrotecnico:
    ZWP Ingenieur-AG, Cologne/D
    Installazioni elettrotecniche: 
    Bauer Elektroanlagen GmbH, Halle (Saale)/D
    Soluzione illuminotecnica:
    Zumtobel
    » apparecchio a sospensione ECOOS
    » sistema luminoso LED SUPERSYSTEM
    » apparecchio da incasso MIREL
    » supporto LINARIA
    » luce di sicurezza LED RESCLITE
  • 01/2012
    Soluzioni illuminotecniche

    Uno shopping che è un piacere

    La casa di moda Vockeroth sfrutta la moderna tecnologia LED
    Con il moderno impianto LED di Zumtobel si risparmia il 25 % di costi energetici rispetto all’impianto precedente.
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    Da qualche tempo una delle 36 filiali della casa di moda Vockeroth, quella di Nordhausen, si presenta in nuova luce. È una moderna concezione LED a mettere in scena i 1400 m² del negozio. L’amministratore delegato Joachim Vockeroth spiega: „Puntavamo ad un’illuminazione moderna, più confortevole per il cliente e più genuina nel presentare gli oggetti in vendita, ma volevamo anche ridurre il consumo energetico. La soluzione che Zumtobel ha sviluppato per noi sembra coniugare i due aspetti in modo ideale.“  

    La nuova soluzione illuminotecnica adottata dalla filiale, in confronto ad un impianto con lampade convenzionali, fa risparmiare il 25 per cento di costi energetici. E non solo: calano anche i costi di esercizio visto che i LED hanno un ciclo di vita di 50.000 ore senza bisogno di manutenzione. Inoltre la tecnologia Stable White (uno speciale sistema di miscela), utilizzata negli apparecchi LED di Zumtobel, garantisce che la qualità di luce rimanga stabile per tutta la durata dell’impianto. „Tenendo conto di tutti questi aspetti, il tempo di ammortamento diventa relativamente breve, circa quattro anni. È questo che ci ha spinti ad investire“, precisa Joachim Vockeroth.

    Già dall’esterno la casa di moda completamente ristrutturata si presenta ai passanti in modo amichevole e invitante. Nel soffitto sono inseriti grandi apparecchi rotondi che diffondono una luce morbida in tutta la zona d’entrata. Proseguendo all’interno del negozio, moderno e luminoso, si trovano downlights e faretti LED che incorniciano i prodotti in accenti vivaci, tali da incuriosire. Combinati alla luce estensiva e diffusa, gli accenti generano interessanti contrasti. I downlights LED iniziano dall’ingresso e continuano all’interno, attirando inevitabilmente lo sguardo verso le parti più in fondo ai locali. L’illuminazione installata è in armonia con la struttura dell’ambiente ed assume anche una piacev ole funzione di orientamento per i clienti.

    I reparti di abbigliamento da uomo e donna, suddivisi in diverse zone, richiedevano un’illuminazione d’accento che sapesse valorizzare adeguatamente ogni tipo di capo, jeans sportivi o gonne colorate, camice eleganti o eccentrici accessori Young Fashion. Zumtobel ha trovato la risposta giusta con l’ancor giovane serie di faretti LED Iyon combinati al sistema luminoso Cardan LED. Il raffinato design dei faretti Iyon nasconde un esclusivo sistema di lenti e riflettori che dà come risultato un’illuminazione d’accento precisa ed omogenea, con varie caratteristiche di emissione. La stabile temperatura di colore calda (3000 K) e l’eccellente resa cromatica (Ra>90) mettono in risalto i diversi colori delle stoffe evidenziandone con freschezza l’autenticità.

    Anche in corrispondenza delle casse si è cercata un’illuminazione omogenea curando il design dell’impianto. Come già nell’ingresso, si sono scelti apparecchi rotondi in sospensione, forniti in una finitura particolare che sottolinea l’immagine del marchio: i bordi dell’armatura sono infatti neri, in sintonia con il soffitto scuro e in elegante contrasto il bancone. Il morbido linguaggio formale dell’apparecchio rotondo Ondaria di Zumtobel risulta perfetto in zone rappresentative di questo tipo.

    Un sistema illuminotecnico completo non rinuncia all’illuminazione di sicurezza. In questo progetto sono stati scelti spot LED Resclite, molto compatti e praticamente invisibili nella quotidianità. Se però ce n’è bisogno, sanno accompagnare verso l’uscita con assoluta sicurezza: si riconoscono da 23 metri di distanza e consumano veramente poco, solo 5 Watt. Danno un buon senso di sicurezza anche gli apparecchi segnaletici Comsign, caratterizzati da vetro acrilico trasparente e alluminio anodizzato che si integrano con armonia in un ambiente rappresentativo.

    Zumtobel. La luce.

     

    Informazioni sul progetto:
    Modehaus Vockeroth, Nordhausen/D
    Committente:
    Bekleidungshäuser K. Vockeroth GmbH, Melsungen/D
    Progetto e installazioni elettrotecniche:
    Electronic ELT GmbH, Nordhausen-Salz/D
    Soluzione illuminotecnica:
    Zumtobel
    » apparecchio da incasso ONDARIA
    » Downlight LED PANOS INFINITY
    » faretto LED IYON
    » sistema d’illuminazione CARDAN LED
    » apparecchio di sicurezza RESCLITE
    » segnaletica di sicurezza COMSIGN
  • 12/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Nuovo auditorium „Harpa“ a Reykjavík

    Carico di energia e di emozioni come la stessa Islanda
    Imponente. Affacciato direttamente sul porto di Reykjavík, il nuovo auditorium Harpa occupa 28.000 m² di superficie.
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    Forse non esiste un altro paese tanto plasmato come l’Islanda dalle forze primordiali della natura. L’isola a ridosso del circolo polare artico è un concentrato di minacciosi vulcani, laghi in ribollio, spruzzi di geyser, imponenti ghiacciai, tempeste di neve, misteriose albe boreali. Nella cosmopolita capitale Reykjavík vivono circa 120.000 persone che fino ad oggi non disponevano di un luogo adatto a grandi manifestazioni culturali. Ma da agosto 2011 c’è il nuovo auditorium „Harpa“ che offre spazio a congressi, conferenze, concerti, al teatro dell’opera islandese e all’orchestra sinfonica. Questa struttura, comprendente una sala concerti per 1800 spettatori ed altre tre sale minori, è destinata a diventare un gioiello culturale di fama internazionale. La sua architettura interpreta i fenomeni naturali tipici del paese, ma è anche fortemente ancorata alla tradizione islandese.

    La fusione tra elementi locali e globali è l’altro aspetto che hanno voluto rispecchiare i progettisti: e cioè gli studi Henning Larsen Architects e Batteríið Architects di Danimarca e Islanda più lo studio newyorkese di acustica Artec Consultants. Un ruolo essenziale è stato poi quello del celebre artista Ólafur Elíasson (islandese-danese), autore della sensazionale facciata. Per illuminarla ha fatto ricorso alla competenza illuminotecnica di Zumtobel con cui collabora ormai da anni. La sua concezione parte dall’idea di mettere in scena la luce come evento trascendentale, tenendo completamente nascoste le sorgenti.

    Arte e architettura, un insieme indivisibile
    Sullo sfondo del trafficato porto e della frastagliata costa atlantica, il nuovo auditorium di 28.000 m² si staglia come un lucido cristallo in tutta la sua solenne eleganza. I segmenti della facciata, inclinati ad angolature diverse, producono una serie di riflessi che talvolta lasciano intravedere l’interno, talvolta invece lo chiudono. Questi segmenti sono disposti con regolarità in una struttura a nido d’ape e si alternano di colore: verde, giallo, arancione o colori complementari. I vetri sono di tipo dicroico, vale a dire che riflettono determinate lunghezze d’onda della luce o le lasciano passare a seconda dell’angolatura, delle condizioni atmosferiche, dell’ora e della stagione. I riflessi e i continui cambiamenti di colore e di intensità conferiscono all’edificio un fascino magico.

    Questo effetto risulta di particolare plasticità sulla facciata sud, quella orientata verso il centro della città. Si tratta di una struttura leggermente inclinata verso l’esterno, fatta di un migliaio di vetri prismici sovrapposti in modo sfasato. La forma e la disposizione di questi elementi dodecagonali („quasi bricks“) racchiusi in spigolosi profili d’acciaio nasce da un’ispirazione di Elíasson che riprende le formazioni di basalto formate ovunque dalle eruzioni vulcaniche. „Questi elementi appaiono trasparenti e leggeri, come una facciata che non è fatta di nient’altro“, spiega Elíasson. La facciata però non va assolutamente intesa come opera d’arte posticcia bensì come parte integrante dell’architettura che assume anche funzioni concrete. Per esempio è la struttura portante del soffitto, fa da cuscinetto termico, isola acusticamente. „Il risultato è una facciata luminosa e di ampio respiro, in vivace contrasto con l’interno che tende al monolitico.“, aggiunge Elíasson.

    Giochi di luci ed ombre come un caleidoscopio
    Guardati dal foyer, i segmenti che formano il guscio dell’edificio sembrano smaterializzarlo, con una serie di riflessi e giochi di colori che ricordano il fenomeno delle luci boreali. L’effetto si fa particolarmente intenso in inverno, quando il sole rimane molto basso, e il foyer viene sommerso fin quasi al soffitto da un caleidoscopio di luci ed ombre. La scena è ulteriormente esaltata dagli elementi a specchio che rivestono il soffitto. Arte e architettura diventano un insieme indivisibile, evidente soprattutto quando la facciata sud inizia a brillare dopo il tramonto. Quello che invece sfugge anche agli osservatori più attenti, è la costruzione interna fatta di apparecchi LED di forma lineare. Elíasson e lo specialista illuminotecnico Zumtobel hanno studiato un tipo di apparecchio completamente nuovo che si fonde nella struttura diventando praticamente invisibile sia di forma che di colore. I primi prototipi di questi elementi illuminati erano pronti già all’inizio del progetto: sono stati presentati in anteprima alla biennale di architettura 2006 a Venezia e in seguito perfezionati fino ai lavori conclusivi dell’edificio.

    Luce artificiale per fare della luce un’arte
    La prima peculiarità di questi apparecchi, lunghi quasi 1,37 m e cadauno da 13,2 Watt di potenza, sta nel riprendere la geometria dei segmenti di vetro con una forma di altezza ridotta al minimo. Per dare l’impressione che i segmenti non siano banalmente illuminati ma che la luce provenga da essi stessi con un risultato di colore del tutto omogeneo, erano necessari soprattutto due accorgimenti: in primo luogo i LED RGB di tre colori non si dovevano delineare in alcun modo verso l’esterno. Inoltre non dovevano emettere luce a un’angolatura di 180°, come di consueto, bensì solo a 90°. Per ottenere questo risultato si è fatto ricorso a una speciale armatura che convoglia la luce dei LED in una sorta di „camera di miscela“, per poi mandarla in un profilo di materiale plastico che la diffonde verso l’esterno. Un altro aspetto obbligato era che non si dovevano vedere né fissaggi né cavi. Per tale motivo i LED sono collegati alla rete elettrica e dei dati tramite cavi nascosti in parte nella struttura portante, in parte nelle fughe delle guarnizioni dei vetri. Per quanto riguarda colore ed intensità, la richiesta era che le linee LED fossero regolabili una per una e dimmerabili fino all’1% della potenza massima: tutto questo per poter riprodurre scenari di ogni tipo, dalla sequenza colorata più fluida alle immagini mosse.

    Fuoco, acqua, terra e aria

    Nei primi mesi dopo l’inaugurazione, i LED immergevano il piazzale antistante e il foyer in una misteriosa luce blu che si rifletteva sui segmenti di vetro e sugli specchi del soffitto per poi dipingersi fluidamente sulle pareti di cemento delle sale, di colore grigio come il basalto. Con questa rappresentazione virtuale del ghiaccio contrasta la grande sala da concerto „Eldborg“. La parola, che significa castello di fuoco, è il nome di uno dei più bei vulcani dell’isola. E infatti la sala, con i suoi tre ordini di balconate nelle calde tonalità del rosso, sembra di fatto ardere in un’atmosfera tanto avvolgente quanto stimolante.

    Dietro alle pareti laterali si trovano due „camere acustiche“ che servono per l’appunto a ottimizzare l’acustica dell’auditorium. Queste camere sono separate dalla sala concerti tramite diverse pesanti porte di cemento che possono essere spostate per aumentare significativamente lo spazio (e la sua risonanza). Trattandosi dunque di un’acustica di assoluta precisione, gli apparecchi illuminanti hanno dovuto essere sottoposti ad esame preventivo e certificati come perfettamente silenziosi. Per gli stessi motivi i downlights dimmerabili Panos, preposti a diffondere una gradevole illuminazione di tonalità calda per esempio nelle pause, sono stati separati dai dimmer che trovano posto invece fuori dalla sala. L’illuminazione indiretta, sempre dimmerabile, delle pareti laterali, proviene dal sistema di file continue Tecton con reattori che già come standard – vale a dire senza modifiche o aggiunte – funzionano senza produrre alcun tipo di rumore. Le lampade sono state accuratamente sovrapposte per un effetto di luce senza ombre.

    Ognuna delle sale minori è dedicata a uno dei quattro elementi. „Kaldalon“ rappresenta l’acqua – prendendo spunto da un’insenatura a nordovest dell’Islanda. „Silfurberg“, simboleggia la terra con un traslucido spato calcareo, Norðuljós invece sta a significare l’aria. Il progetto illuminotecnico della sala Norðuljós aveva lo scopo di riprodurre l’aurora boreale, visibile anche a Reykjavík, facendo ricorso a pareti retroilluminate e foderate di lamelle di legno. Allo scopo Zumtobel ha sviluppato insieme agli architetti un’apposita soluzione LED, più volte testata con campioni e modelli 1:1, che riesce a generare eteree scene di colore. Al pari della facciata esterna, anche qui si è richiesto che la luce fosse percepita come evento trascendentale e che le sorgenti rimanessero completamente nascoste.

    La strada che ha portato dalle idee dell’architetto e dell’artista fino all’odierno auditorium Harpa ha imposto un’intensa collaborazione di tutte le persone coinvolte, una gran serie di prove, un lavoro meticoloso e dettagliato. Questo processo di realizzazione tanto faticoso, rimandato per anni a causa della crisi economica islandese, è ora premiato da un edificio imponente, carico di energia e di emozioni come l’Islanda stessa.

    Zumtobel. La luce.

  • 12/2011
    Azienda

    Arte e architettura inseparabili

    Zumtobel avvolge le facciate in una luce che dà fascino agli spazi urbani
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    Al giorno d’oggi le facciate illuminate caratterizzano qualsiasi centro abitato. Non appena si fa buio i centri storici si trasformano in luoghi dalla personalità unica. La luce mette in scena i musei e le chiese, i grattacieli e i centri commerciali, disegnandone i dettagli o dando risalto al volume. Di notte pertanto l’architettura acquista una sua particolare espressività. Il nuovo settore applicativo di Zumtobel si concentra su apparecchi e sistemi di comando studiati specificamente per l’illuminazione di facciate: dalla sobria illuminazione di un monumento alla facciata multimediale. Stefan von Terzi, direttore marketing di Zumtobel, spiega: „Il numero di edifici con le facciate illuminate è in continua crescita. I mutamenti architettonici, tecnologici e sociali pongono nuove sfide alla progettazione illuminotecnica. Con la nuova gamma di prodotti per illuminare le facciate puntiamo ad allestire gli spazi urbani in modo da trovare la migliore armonia possibile tra efficienza energetica e luce architettonica ispiratrice.“

    Nuova gamma di prodotti per gli spazi urbani
    Le facciate illuminate danno forma al paesaggio notturno. Aiutano ad orientarsi, trasportano emozioni, spesso imprimono agli edifici un’identità particolare. È fondamentale però non perdere d’occhio l’aspetto dell’efficienza energetica: oggi una soluzione illuminotecnica deve essere sostenibile, non sprecare le risorse, evitare un inutile inquinamento luminoso. Per questo difficile compito Zumtobel offre una gamma di prodotti appositamente studiata, con sistemi di comando intelligenti che uniscono in modo ideale gli aspetti scenografici e quelli energetici: ciò vale per progetti di ogni tipo, dall’illuminazione precisa di singoli dettagli architettonici a quella omogenea di intere facciate o anche ai giochi di luce multimediali. Tale risultato è possibile grazie ai moderni LED di potenza: sono questi infatti ad abbattere i consumi pur rivelando un’estrema efficacia, trovando dunque il punto di equilibrio tra finalità culturali e attenzione per le risorse.

    La facciata multimediale più grande del mondo è un’animata scenografia
    C’è un progetto che testimonia più di ogni altro come la luce sappia sparire nell’architettura e al contempo fungere da strepitoso mezzo di comunicazione: si tratta di un centro commerciale, la Galleria Centercity a Cheonan, in Corea. Qui la facciata e l’architettura dialogano su grande scala, in un gigantesco allestimento visibile anche da molto lontano: non soltanto per via delle dimensioni mozzafiato di questo tempio del consumo ma anche ma anche per la sua facciata multimediale di ben 12.600 metri quadrati. Vi sono installati complessivamente 22.000 punti luce LED che con le loro sequenze luminose dinamiche avvolgono l’edificio in un luccicante guscio. Zumtobel ha realizzato questo impianto unico al mondo collaborando con il noto studio tedesco di progettazione illuminotecnica a.g Licht e con i famosi architetti olandesi UN Studio. I proiettori LED RGB in protezione IP65 e gli spot LED bianchi, tutti di Zumtobel, combinano in modo affascinante luce, colore e movimento. Sono programmati uno per uno e governati da un comando DMX che trasferisce fedelmente le animazioni sulla facciata. I proiettori LED sono del tutto nascosti, invisibili dall’esterno. Di notte le loro fluide sequenze di luce, con passaggi morbidi fra un’immagine e l’altra, trasformano la Galleria Centercity in un oggetto quasi mistico. Questo centro commerciale costituisce un esempio emblematico di come le facciate possano diventare elementi interattivi del contesto urbano attraverso la luce – senza però provocare disturbi alle limitrofe zone abitate.

    Morbida illuminazione del Rookery Building a Chicago

    Trovandosi davanti al palazzo „The Rookery“, a Chicago, sembra di fare un salto nel passato. All’epoca fu il primo ad essere costruito in cemento armato, ricoperto da blocchi di granito rosso, ed ancora oggi si distingue maestosamente dai grattacieli che lo circondano. Quella del Rookery è una storia lunga: progettato dagli architetti Daniel Burnham e John Root, venne ultimato nel 1888 e con i suoi undici piani era il grattacielo più alto del mondo. A tutt’oggi è considerato precursore dei moderni grattacieli. Data la sua particolarità architettonica, nel 1970 è stato inserito nel National Register of Historic Places. E non sono soltanto gli interni, disegnati da Frank Lloyd Wright, a presentare un’architettura affascinante ed unica nel suo genere. La stessa facciata, ricca di dettagli e stucchi, forma parte integrante di questo gioiello architettonico. Nel buio lo scintillante palazzo sembra spuntare da una fiaba delle mille e una notte. Il merito è di un’innovativa concezione illuminotecnica progettata dallo studio OVI e realizzata da Zumtobel. Con lo scopo di ottenere un’illuminazione della facciata precisa, ancorché morbida, è stato sviluppato un prodotto LED speciale: si tratta di un apparecchio dotato di una particolare ottica ovale che accentua in modo perfetto i raffinati stucchi. Quando la temperatura si alza troppo, l’apparecchio si regola da solo fino a raggiungere il limite termicamente corretto. Naturalmente possiede la necessaria protezione IP65. Si è voluto ridurre al minimo l’inquinamento luminoso, che fra l’altro potrebbe danneggiare la delicata pietra: per questo gli apparecchi sono fissati su appositi supporti all’interno dell’intelaiatura delle finestre. Dalla strada le sorgenti rimangono invisibili. Il risultato è che di sera il palazzo „The Rookery“ diventa un simbolo mozzafiato della storia e un nuovo highlight del financial district di Chicago.

    Luce artistica nell’auditorium „Harpa“ di Reykjavík
    Si affaccia direttamente sull’animato porto di Reykjavik l’auditorium „Harpa“ costruito nel 2011. Quest’elegante costruzione di cristallo, che si estende su 28.000 metri quadrati, ricava la sua grazia da una facciata a nido d’ape fatta di innumerevoli segmenti di vetro dicroico. La luce del giorno vi si rispecchia facendola scintillare di verde, di giallo, di arancione o dei loro colori complementari. I riflessi, gli incessanti cambiamenti di colore e di intensità donano all’edificio un effetto magico. L’arte e l’architettura si fondono in un unico, inseparabile insieme.

    L’effetto si fa particolarmente suggestivo al calare della sera, quando la facciata sud acquista una misteriosa luminosità. I responsabili di questo gioco di luce sono apparecchi LED di forma lineare, installati all’interno della costruzione e invisibili di giorno. Il progetto è firmato dall’architetto Olafur Elíasson, che collaborando con Zumtobel ha ideato un tipo di apparecchio completamente nuovo, di forma e di colore tali da sparire nella struttura di prismi. Se ne ricava l’impressione che la facciata non sia illuminata ma brilli per conto suo. Gli apparecchi speciali, lunghi 1,37m e da 13,2 Watt di potenza, sono chiusi in un particolare involucro che fa passare la luce dei LED attraverso una „camera di miscela“ prima di diffonderla verso l’esterno con un profilo di materiale sintetico fatto di varie componenti. I cavi che collegano i LED alla rete sono nascosti in parte nella struttura portante e in parte nelle fughe delle guarnizioni tra i vetri, in modo da rimanere del tutto invisibili. Per quanto riguarda colore e intensità, le linee LED si regolano singolarmente con dimming fino all’1% della potenza massima: si possono così creare scenari dai più delicati e fluidi a quelli che presentano immagini mosse. Ogni sera il centro „Harpa“ diventa messaggero di emozioni e di energia, proprio come la stessa Islanda.

    Zumtobel. La luce
  • 12/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Riportato a nuova vita

    Zumtobel trasforma il museo della storia militare in luogo di storia in movimento
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    Ad ottobre è tornato ad aprire il museo della storia militare di Dresda, e i responsabili hanno osato addentrarsi in un tema non poco controverso: mettere in esposizione la guerra e la violenza. Eppure l’allestimento è riuscito bene – anche grazie all’insieme di architettura moderna, raffinate composizioni di luce e concezione dei contenuti. Il visitatore viene trasportato in un mondo che non glorifica la guerra e che lascia molto spazio alla riflessione. Il celebre architetto Daniel Libeskind ha progettato allo scopo un’architettura inusuale, rafforzata da una meticolosa concezione illuminotecnica di Zumtobel. Il congiunto di luce e architettura trasforma le sale espositive in un affascinante viaggio nel tempo, offrendo la possibilità di guardare in modo nuovo questo particolare tipo di museo. 

    Un’esposizione che ha un secolo di storia sofferta
    Si estende su 13.000 m² ed è il più grande museo di storia militare della Germania, esistente da oltre 100 anni con alternate vicende. Collegare vecchio e nuovo, e allo stesso tempo chiudere con il passato, questa era la grande sfida che dovevano affrontare architettura e concezione illuminotecnica. E infatti la modernità del nuovo allestimento dà un taglio al passato. Lo testimonia con evidenza la parte nuova, costruita come un cuneo che attraversa l’antico edificio classico. Una forma che riesce fastidiosa ma che sa unire la storia cittadina all’odierna modernità. La struttura nuova non si limita a stravolgere il volto esterno dell’edificio ma cambia anche i suoi interni. Dentro il museo il visitatore segue un percorso a tema nell’ala nuova e uno cronologico in quella antica. Il primo dei due, quello a tema, illustra esperienze e accadimenti fondamentali in relazione alla guerra e alla violenza di diverse epoche. Nella parte cronologica invece si segue un filo conduttore che porta dal tardo Medioevo fino ai nostri giorni. Nelle sale si alternano elementi espositivi classici e punti interattivi. L’uomo è visto come punto centrale e punto di partenza della concezione museale: per questo è coinvolto attivamente e stimolato a riflettere.

    Congiunto di luce e spazi
    L’affascinante atmosfera delle sale è merito di un particolare design della luce che Zumtobel ha studiato insieme a Daniel Libeskind. Qui traspare chiaramente l’interpretazione della luce del celebre architetto, che di fatto la utilizza come strumento del design. I pezzi esposti e i materiali impongono un’illuminazione di estrema flessibilità. Pompose uniformi, tecniche militari, armi o anche piani di evacuazione – ogni oggetto ha bisogno di stare in una luce particolare. L’illuminazione generale e i singoli accenti sembrano qui fondersi con naturalezza l’una con gli altri. I faretti scelti per la luce generale illuminano quello che deve attirare l’interesse del visitatore e si concentrano su quei dettagli importanti per gli occhi. Tale varietà di effetti è data dal sistema di faretti Arcos che Zumtobel ha sviluppato specificamente per le esigenze degli spazi culturali e artistici. Si tratta di un programma completo, con prodotti ideati per ogni particolare funzione. I faretti si installano con flessibilità sul sistema di binari portanti Tecton: quest’ultimo, dotato di 11 poli, sa adattarsi senza problemi alle misure delle sale e alle diverse concezioni espositive dei musei.
    A seconda delle finalità si possono scegliere faretti Arcos con lampade a ioduri metallici HIT, con lampade a bassa tensione oppure con LED, illuminando le sale in modo omogeneo oppure cercando accenti mirati. Pur trovandosi vicini ai pezzi esposti, i faretti non rischiano di esporli al degrado in quanto emettono un calore molto ridotto. Dove invece lo richiedano i colori o le caratteristiche dei materiali, si può ricorrere a filtri di correzione dei colori. I faretti Arcos possiedono un sobrio linguaggio formale che lascia l’impianto in secondo piano, cosa che vale del resto anche per l’indispensabile illuminazione di sicurezza. I modernissimi apparecchi LED Resclite, inseriti in modo ideale nei binari Tecton, rendono la luce di sicurezza del tutto invisibile durante la normale apertura del museo. In caso di emergenza però, gli efficienti LED diventano guide fidate con una distanza di riconoscimento di 16 metri.

    Dettagli in risalto con l’autenticità della luce

    La concezione illuminotecnica Zumtobel si fonde armoniosamente con quella del museo: da un lato crea una certa distanza dai pezzi esposti, dall’altro evidenzia con autenticità ogni dettaglio – cosa ben visibile nelle diverse vetrine. Ogni decorazione, ogni stemma sono messi in risalto in tutte le loro sfumature. Le fibre ottiche Starflex qui adottate puntano  sugli oggetti un’illuminazione senza calore e senza UV, restituendoli in modo del tutto genuino. Il cosiddetto Cat Walk, una sala dove si vedono fra le altre cose animali in dimensioni reali, si pone con una scenografia analoga: si è creata infatti un’atmosfera vivace che all’osservatore lascia intuire qualcosa dei remoti eventi. Anche in questo caso i faretti Arcos diffondono coni di luce precisi, a fascio stretto, in modo da guidare gli sguardi dei visitatori formando un avvincente insieme di luci ed ombre.

    Una scenografia riuscita
    Il sistema Tecton a 11 poli è inserito in profili di alluminio a forma di H e U. L’insieme alimenta la corrente alternata trifase, i comandi della luce DALI ed anche l’illuminazione LED di sicurezza e quella delle vie di fuga. La sua costruzione modulare si rivela perfetta per ottenere differenti effetti di luce con una concezione formalmente unitaria. Sia per l’illuminazione generale che per quella d’accento, Zumtobel ha scelto il sistema di faretti Arcos. Questo vasto programma prevede diverse misure ed angoli di emissione, oltre a una serie di accessori con cui risolvere problematiche particolari pur mantenendo un prodotto sempre dello stesso design. Persino l’acustica e la tecnica di sorveglianza sono state interamente integrate nelle armature dei faretti, in modo da non interrompere in alcuna maniera l’uniformità del soffitto. Nelle vetrine invece trovano posto fibre ottiche con lenti speciali, di vari angoli di emissione, e filtri IR/UV. Come richiesto dal museo, le sorgenti sono illuminatori Starflex con lampada alogena QR-CB da 100W e riflettore dicroico che convoglia perfettamente la luce. Nelle bacheche Zumtobel ha inserito supporti Linaria, installati a filo superficie lungo le pareti di fondo: ne risultano sottili linee luminose che non disturbano l’aspetto d’insieme ma che conferiscono una piacevole luminosità agli spazi delle vetrine.

    Nel complesso la scenografia di luce allestita da Zumtobel fa da ottima spalla al museo di storia militare di Dresda. La luce trasporta i visitatori in un viaggio nel tempo, e con le sue raffinate sfumature che esaltano i singoli elementi crea un ambiente vivace che stimola la riflessione.


    Zumtobel. La luce

     
    Informazione sul progetto:
    Militärhistorisches Museum Dresden (Museo della storia militare di Dresda)
    Committente: 
    Staatsbetrieb Sächs. Immobilien- und Baumanagement, Dresda/D
    Architetto: Studio Daniel Libeskind AG, Zurigo/CH
    Progetto illuminotecnico: DELUX AG, Zurigo/CH
    Progetto elettrotecnico:
    IPRO Dresden, Dresden/D; INNIUS GTD Dresda/D
    Installazioni elettrotecniche:
    Dresden West, Dresda/D;
    FAE Elektrotechnik GmbH & Co.KG, Heidenau/D
    Soluzione illuminotecnica:  

    Zumtobel
    » file continue Tecton
    » faretti Arcos
    » apparecchi di sicurezza LED Resclite
    » linee luminose Linaria
    » soluzione speciale di fibre ottiche Starflex con diversi angoli di emissione

  • 11/2011
    Prodotti

    Imbattibile varietà

    Zumtobel integra il sistema di file continue Tecton con una moderna versione LED
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    Il sistema di file continue Tecton di Zumtobel è da sempre imbattibile per varietà: nessun altro infatti mette in mano ad architetti e progettisti uno strumento con cui realizzare tanto facilmente un impianto unitario per le funzioni illuminotecniche più svariate. Ora Zumtobel ha integrato il programma con una nuova versione LED come standard. Nel binario precablato a undici poli si possono installare pregiate unità LED conservando tutta la flessibilità e la compatibilità del sistema. Altrettanto vale per il montaggio semplice e senza utensili, tipico di Tecton.

    Tecton LED assicura costi minimi di energia e manutenzione: i LED infatti durano molto a lungo, 50.000 ore con rimanente 70% del flusso. Inoltre questo modernissimo sistema di Zumtobel vanta un’efficienza luminosa fino a 80 lm/W, con flussi che arrivano a 5.050 Lumen. Meno consumo energetico, meno manutenzione e quindi anche meno interruzioni del lavoro comportano vantaggi indiscutibili sia per le aziende che per l’ambiente. E la qualità della luce rimane sempre ai massimi livelli: garantiti dalla resa cromatica Ra > 80 e da due temperature di colore, a scelta 3.000 o 4.000 Kelvin. La piena compatibilità della versione LED con tutto il programma Tecton offre la possibilità di sostituire facilmente apparecchi T16 o T26- già installati, inserendo le nuove unità LED senza alcun bisogno di utensili. Tecton pertanto diventa interessante anche nei risanamenti dove si vada cercando una soluzione illuminotecnica, moderna, duratura e chiaramente più efficiente.

    Tecton si avvale della tecnologia LED più moderna, destinata al futuro e quindi sicura come investimento. Il programma LED prevede quattro ottiche che coprono ogni possibile esigenza di luce in supermercati, capannoni di produzione o centri logistici. È solo grazie a queste sofisticate ottiche che si riescono a sfruttare tutti i vantaggi dei LED. Sono costruite in modo da ottimizzare gli illuminamenti orizzontali e verticali nei vari contesti. Non è più necessario aggiungere riflettori in quanto sono le ottiche stesse a direzionare la luce con la necessaria precisione.
    • - L’ottica Wide Beam si presta soprattutto ad illuminare scaffalature e corsie di altezza medio-alta (ca. 6-8 metri). Risulta perfetta anche per l’illuminazione omogenea di grandi superfici correlate.
    • - L’ottica a fascio stretto Narrow Beam è ideata specificamente per applicazioni nell’industria e nella tecnica. Diffonde un’illuminazione uniforme ed efficiente sui piani verticali delle scaffalature. Le sue specialità sono le altezze medio-alte (ca. 14-18 metri).
    • - L’ottica Double Wallwasher si rivela ideale negli ambienti di vendite e presentazioni. L’emissione è simmetrica e omogenea. Gli sguardi si concentrano pertanto sugli oggetti in vendita disposti sugli scaffali.
    • - L’ottica Wallwasher è invece asimmetrica, concepita per gli ambienti di vendita con scaffali monolaterali. Il sobrio riflettore che si fissa a scatto, senza bisogno di utensili, mette in scena abilmente gli oggetti esposti.


    Il nuovo apparecchio LED firmato da Billings Jackson Design convince per la sua linea molto ridotta. Si presenta infatti con sobrietà e conferisce al soffitto un aspetto riposante. Le file continue diventano perfettamente ininterrotte, senza alcun punto di giunzione in vista.

    In fatto di installazione, la fila continua LED risulta più pratica che mai: se fino ad ora c’era da montare sul binario l’unità, il riflettore e la lampada, ora invece Zumtobel fornisce una soluzione „all-in-one“: per Tecton LED serve solo montare l’unità sul binario e l’installazione è già conclusa. Per le opzioni individuali sono disponibili modelli di due lunghezze, una versione con EVG e una dimmerabile.

    Zumtobel. La Luce.

  • 10/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Risanamento d’effetto

    Il rinnovato impianto illuminotecnico fa risparmiare ad un’industria il 45% di energia
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    Nello stabilimento di Risse+Wilke, produttore tedesco di rulli di laminazione a freddo, si lavorava fino ad ora con un’illuminazione di tradizionali lampade a ioduri metallici, tipiche nei grandi cannoni industriali per garantire la necessaria quantità di luce sui posti di lavoro. Negli ultimi anni però l’importanza di una buona illuminazione nell’industria è sempre più sentita. Se impiegata correttamente, la luce aiuta ad ottimizzare le condizioni di lavoro, a incrementare l’impegno e la motivazione, a prevenire la stanchezza e quindi anche gli incidenti. Per questo motivo la ditta Risse+Wilke si è consultata con l’azienda di erogazione di energia Mark-E e con lo specialista di soluzioni illuminotecniche Zumtobel, con la richiesta di modernizzare l’impianto dotandolo di apparecchi più efficienti. Markus Sand, direttore del progetto da parte della Mark-E che ha costruito l’impianto in forma di soluzione contracting e che attualmente lo gestisce, dichiara: „Gli odierni riflettori industriali risparmiano molta più energia per via dei numerosi progressi tecnici di lampade, reattori ed apparecchi. Ristrutturando l’impianto del suo stabilimento, il nostro cliente oggi risparmia anche il 45% di energia all’anno!“  

    Sono stati installati 545 apparecchi Zumtobel della linea Valuea, che non solo hanno quasi dimezzato i consumi ma anche migliorato sensibilmente la qualità della luce per i dipendenti. Gli apparecchi funzionano con le lampade fluorescenti più moderne e sono dotati di riflettori ad alta precisione. L’ottima qualità di luce è testimoniata dall’indice di resa cromatica superiore a 80 e dall’uniformità molto migliorata rispetto a quella della soluzione precedente. Il flusso luminoso è rimasto costante e non sono un problema nemmeno le temperature ambiente di 35°C. „Questi apparecchi ci hanno convinti soprattutto per la possibilità di avere diverse distribuzioni fotometriche, ed anche per la loro regolazione in gruppi. Valuea ci è parso in generale un prodotto d’alto livello, in possesso di ottimi requisiti tecnici e garante di un potenziale di risparmio particolarmente valido“, riferisce Markus Sand.

    I responsabili hanno poi attribuito grande importanza ad un sistema di comando basato sulla luce diurna, voluto proprio per risparmiare energia il più possibile. Dal momento che il 90 per cento di consumo energetico si verifica nel ciclo di vita di un apparecchio, mentre cioè si trova in funzione, il potenziale più ingente sta proprio qui. Servirsi di un moderno sistema di gestione della luce rappresenta dunque il mezzo migliore per utilizzare gli apparecchi risparmiando energia. Non a caso, al momento di presentare i riflettori industriali Valuea, il loro funzionamento con moderni reattori compatibili con un sistema di gestione della luce ha riscontrato grande approvazione. Basta anche solo il semplice dimming per abbattere il consumo energetico del 30 per cento in confronto a un impianto non dimmerabile. Se poi si aggiunge il funzionamento basato sulla luce diurna, il potenziale di risparmio cresce ulteriormente. Un altro aspetto che il cliente ha trovato vantaggioso è la luce priva di sfarfallamenti sulle macchine rotanti. Rispetto agli apparecchi convenzionali azionati in tecnica a 50 Hz, le lampade fluorescenti funzionano a 22 KHz e di conseguenza impediscono l’effetto stroboscopico.

    Il sistema di gestione Dimlite fornito da Zumtobel per questo progetto si mette in funzione con facilità in principio plug-and-play. Al modulo base si agganciano gli elementi aggiuntivi desiderati che si attivano con autosetup. In altre parole il cliente ha dovuto fare ben poca fatica per ottenere un ulteriore risparmio energetico. Senza alcun problema è stato impostato un comando che suddivide gli apparecchi per gruppi regolandoli individualmente secondo l’incidenza di luce diurna. Il risultato è che la luce artificiale viene dosata solo nella misura necessaria ad un livello di illuminamento a norma. L’illuminamento massimo di 300 Lux, obbligatorio nei capannoni industriali, rimane immutato e sempre garantito dagli apparecchi Valuea. Se necessario, si può pensare di integrare nel sistema di comando anche i segnalatori di presenza.

    Il risultato lo sintetizza il Dr. Kai Wilke, amministratore delegato di Risse+Wilke, cogliendo nel segno: „La nuova illuminazione migliora la qualità dei posti di lavoro dei nostri dipendenti, tutela le risorse e alleggerisce il lavoro quotidiano. È una combinazione perfetta – anche perché ora con l’aiuto di questi comandi possiamo reagire flessibilmente ad ogni modifica in produzione o in magazzino.“

    Informazioni sul progetto: Risse + Wilke Kaltband GmbH & Co.
    Committente: Risse + Wilke Kaltband GmbH & Co., Iserlohn/D
    Progetto elettrico: Mark-E, Hagen/D
    Soluzione illuminotecnica: Zumtobel
    » Riflettori industriali Valuea
    » gestione della luce Dimlitee

    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

  • 08/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    L’arte di illuminare conservando

    L’Albertinum risplende grazie al sistema di faretti Arcos della Zumtobel
    Da quando gli interni del museo sono stati sottoposti a vasti lavori di restauro, resisi necessari dopo l’alluvione dell’Elba avvenuta nel 2002, la camera delle armi in stile rinascimentale, costruita originariamente nel 1889, ha assunto un nuovo carattere.
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    L’Albertinum, una collezione d’arte nazionale con sede a Dresda, contiene circa 10.000 fra dipinti e sculture di fama mondiale dal romanticismo ai nostri giorni. Da quando gli interni del museo sono stati sottoposti a vasti lavori di restauro, resisi necessari dopo l’alluvione dell’Elba avvenuta nel 2002, la camera delle armi in stile rinascimentale, costruita originariamente nel 1889, ha assunto un nuovo carattere. Nelle sale si avverte ora un alone di romanticità e allo stesso tempo di magia. Man mano che il visitatore percorre le varie sale gli si offre un approccio all’arte sempre diverso. Determinante per la novità di questo spazio-ambiente è il rapporto armonico fra la rettilineità della componente architettonica, i colori attenuati e l’illuminazione generata da faretti di alta qualità. Dato che gli oggetti esposti nei musei hanno sempre un certo valore e la loro conservazione richiede normalmente dei metodi particolarmente delicati, il programma di faretti Arcos concepito dalla Zumtobel appositamente per le esigenze dell’arte e della cultura, ha trovato il pieno consenso della direzione del museo. Gli speciali filtri di cui sono dotati permettono ai faretti di proteggere i dipinti dai raggi ultravioletti o infrarossi, evitando il danneggiamento o lo sbiadimento delle opere d’arte, mentre la schermatura integrata nel design del faretto neutralizza fastidiosi riflessi.

    La concezione illuminotecnica è opera della Lichtvision GmbH in cooperazione con la Zumtobel. Il progettista illuminotecnico Karsten Ehling conferma di aver dovuto rivolgere un’attenzione particolare al trattamento dei preziosi oggetti esposti, spiegando anche che: „una progettazione illuminotecnica non vuol dire soltanto una bella idea. La concezione dev’essere tecnicamente realizzabile e si deve tenere conto anche della manutenzione dell’edificio. Nei musei, in particolare, si debbono considerare anche gli aspetti conservativi, ad esempio: quanta luce si deve proiettare su un quadro antico“. Sono proprio questi gli aspetti di cui hanno tenuto conto i progettisti illuminotecnici ed elettrici insieme con la Zumtobel nel realizzare la soluzione illuminotecnica poi adottata per tutto l’edificio.

    I visitatori arrivano direttamente dall’area di accoglienza del museo alla sala delle sculture, sede di opere finemente lavorate. A fianco si apre il cortile interno, del tutto ristrutturato. Il cortile, precedentemente inutilizzato, è stato trasformato da Staab Architekten in un cortile a lucernario di rappresentanza, sopraelevato con un deposito a due piani. Il deposito, lungo 70 metri, largo 25 e alto 10, è sospeso come un enorme ponte sull’atrio del cortile interno senza sostegni, avente una superficie di 1.700 metri quadrati. In tal modo lo studio degli architetti guidati da Volker Staab ha creato, adottando una soluzione raffinata, una specie di „arca dell’arte“. „Abbiamo rivestito il lato inferiore del deposito con una coperta elastica semitrasparente capace di generare l’effetto ottico di un soffitto luminoso dimmerizzato“, spiega Volker Staab. In realtà passa dalle strisce di tetto esterno solo luce diurna filtrata. In più sono state installate delle file luminose Zumtobel che, in caso di necessità, possono aggiungersi al circuito tramite un sistema di gestione luce. Una sonda di misura della luce diurna, installata sul tetto dell’Albertinum, misura la luce diurna assorbita. Quando questa non basta per ottenere l’illuminamento desiderato, il sistema di gestione luce Luxmate Professional aggiunge automaticamente le file continue Tecton. In tal modo si ha la garanzia, ad esempio, che anche in caso di maltempo o d’inverno, nelle prime ore del mattino, il cortile a lucernario non perda in fascino e che la luce avvolga il nuovo ambiente in un’atmosfera mistica. Su tutta la lunghezza delle fasce soffitto, inoltre, si trovano dei faretti montati su due barre elettrificate trifase Arcos. Grazie al comando DALI sussiste la possibilità di indirizzare e controllare ciascun singolo faretto tramite il sistema di gestione luce Luxmate Professional. L‘illuminazione di accento focalizzata viene impiegata soprattutto quando si organizza un evento. In tal modo l’area, spesso molto vasta, può essere illuminata in base alle molteplici sfaccettature con un’ampia gamma di possibilità tecniche: dall’illuminazione di base uniforme ai coni di luce sfumati.

    Girando per le sale del primo piano superiore il visitatore può ammirare vari oggetti d’arte, dall’antichità ai nostri giorni. Su tutto il piano la Zumtobel ha montato faretti Arcos montati su barre elettrificate Tecton. I faretti, coordinati tramite comando DALI, possono essere posizionati con esattezza estrema. „I faretti ci consentono la massima flessibilità, ad esempio quando dobbiamo spostare o staccare dei dipinti. La possibilità di orientare e controllare ogni singolo faretto ci permette di sentirci assolutamente liberi di allestire lo spazio come vogliamo“, spiega Michael John, direttore del reparto tecnico. Il binario a 11 poli utilizzato, inoltre, viene impiegato per la moderna illuminazione LED di sicurezza: grazie alla loro alta efficienza e alla distribuzione ideale della luce bastano pochi apparecchi compatti LED Resclite per illuminare le sale espositive in caso di emergenza. Essendo integrati nella barra Tecton, inoltre, gli apparecchi sono pressoché invisibili. Grazie all’esigua potenza di allacciamento (5 Watt) e alle lunghe durate (50.000 ore) il risparmio energetico per il museo si traduce direttamente in denaro contante.

    Mentre le sale d’arte contemporanea sono in tonalità bianche e moderne, ma tranquille, la Klingersaal, bene culturale tutelato dallo stato, ricorda ancora l’allestimento originale. Colonne finemente decorate, pareti in un mistico rosso vino e bordure accuratamente dipinte riportano il visitatore all’epoca dei dipinti e delle sculture esposte. Dato che, per motivi di tutela dei beni culturali, non è possibile effettuare modifiche costruttive troppo ampie, questa è anche l’unica sala priva di impianto dell’aria condizionata. Ciò nonostante è stato possibile adattare l’illuminazione ed è proprio qui che i faretti Arcos hanno dimostrato la loro flessibilità. Nonostante la grande altezza dei soffitti i singoli oggetti esposti risaltano molto bene grazie alla luce molto focalizzata che permette di sottolineare adeguatamente anche le tonalità e i materiali più sottili. Per ottenere un’illuminazione estesa delle pareti sono stati usati per i wallwasher degli speciali accessori contenenti una lente speciale e un riflettore wallwasher. In corrispondenza di altri punti, invece, sono state impiegate alette di schermatura per ridurre in modo efficace e flessibile la luce diffusa all’esterno dell’oggetto illuminato. Nelle lampade QT 12 impiegate sono già integrati dei filtri per raggi infrarossi e/o ultravioletti per garantire un’illuminazione uniforme dell’intero museo secondo criteri di conservazione.

    Arrivati al secondo piano il carattere dello spazio cambia nettamente. I dipinti qui esposti risalgono principalmente al 1945, arrivando via via ai nostri giorni. Artisti come C.D. Friedrich, Gerhard Richter o Georg Baselitz sono rappresentati in vari gabinetti. Mentre il primo piano superiore era caratterizzato da tre grandi sale espositive disposte lungo gli assi longitudinali e soltanto due depositi esposti al pubblico erano esposti nei lati frontali, il secondo piano è suddiviso in tanti piccoli gabinetti. In giro per la mostra il visitatore ha la sensazione di partecipare a un eccitante viaggio nel tempo attraverso la storia dell’arte. A differenza delle altre sale del museo, la concezione illuminotecnica prevede qui un soffitto a griglia retroilluminato indirettamente. Si crea in tal modo la sensazione che la luce diurna arrivi direttamente dal soffitto. L’immagine calma offerta dal soffitto, inoltre, ingrandisce otticamente le sale e conferisce ai dipinti un forte campo d’azione.

    Nell’affrontare l’opera di risanamento, infine, non si è pensato soltanto alle situazioni tipiche di tutti i giorni. La luce deve garantire sicurezza e orientamento anche in casi eccezionali. Oltre agli apparecchi di sicurezza LED installati sono presenti pertanto anche apparecchi segnaletici di salvataggio. Nelle situazioni quotidiane gli apparecchi, molto slanciati, non attirano molto l’attenzione su di sé. L’elegante cornice in alluminio di soli 3 mm, il basso spessore di montaggio e la distanza di visione di 30 metri rendono evidenti le possibilità oggi offerte dalla tecnologia LED, facendo anche di una visita al museo un’esperienza da godersi in tutta calma e sicurezza.




    informazioni progetto:
    Albertinum Dresda/D
    Committente: Staatsbetrieb Sächsisches Immobilien- und Baumanagement, Dresda/D
    Architetto: Staab Architekten, Berlino/D
    Progettazione illuminotecnica: Lichtvision GmbH, Berlino/D
    Progettazione impianti elettrici: DEIB GmbH Dresdner Elektro – Ing.-Büro, Dresda/D
    Installazione impianti elettrici: Elektro Dresden West GmbH, Dresda/D
    Soluzione illuminotecnica: Zumtobel
    » Sistema faretti ARCOS,
    » sistema file continue TECTON,
    » apparecchio di sicurezza LED RESCLITE ESCAPE,
    » apparecchio segnaletico di salvataggio LED PURESIGN,
    » apparecchio a sospensione FREELINE,
    » sistema luce PERLUCE


    Immagini: Pubblicazione gratuita autorizzata dietro citazione della Zumtobel
  • 07/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Un arcobaleno sul tetto

    Zumtobel mette in scena „Your rainbow panorama“ di Olafur Eliasso
    La passerella „Your rainbow panorama“ chiusa da vetri colorati è illuminata da una soluzione speciale elaborata dagli specialisti Zumtobel.
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    Si può davvero attraversare un arcobaleno? Da qualche tempo sì, e cioè nel „Aarhus“, per la precisione sul tetto del museo d’arte danese ARoS. Qui il celebre artista Olafur Eliasson ha montato un’installazione spettacolare: un percorso panoramico lungo 150 metri intitolato „Your rainbow panorama“. Si tratta di un arcobaleno circolare, situato a 50 metri di altezza, che ai visitatori offre una vista mozzafiato della città. Ogni singolo segmento della vetrata circolare è un pezzo unico, curvo e di un diverso colore dello spettro. Guardando verso l’esterno si ha costantemente l’impressione di trovarsi dentro un arcobaleno. Volendo dare la possibilità di vivere l’installazione non solo di giorno ma anche di notte, Eliasson ha chiesto l’assistenza di Zumtobel con cui collabora ormai da anni: la soluzione illuminotecnica sviluppata si compone di 116 apparecchi ad emissione indiretta incassati lungo il diametro interno. Quando si fa buio i soffitti bianchi della passerella si trasformano in sorgente luminosa che fa apparire il percorso panoramico come fluttuante arcobaleno.

    L’idea dell’opera ce la descrive Olafur Eliasson: “Your rainbow panorama dialoga con l’architettura su cui poggia esaltando ciò che esisteva da prima, e cioè la vista della città. Ho voluto creare uno spazio dove i confini fra esterno ed interno si fondono, dove si rimanga nel dubbio se ci si trovi in una parte del museo o in un’opera d’arte. Quest’incertezza mi preme perché stimola le persone a guardare e a pensare oltre i confini in cui ci si muove abitualmente.“

    „Your rainbow panorama“ è l’ultimo pezzo che va a completare il museo d’arte ARoS finito di costruire nel 2004. La costruzione cubica di nove piani, con la sua facciata di vetro e il suo spazioso viale interno, sembra quasi predestinata a questo sculturale arcobaleno. La passerella circolare situata a 50 metri di altezza misura 52 metri di diametro e poggia su sottili colonne di tre metri e mezzo che sporgono dal tetto del museo. Una volta entrati nell’anello „Your rainbow panorama“, ai visitatori si apre una strepitosa vista panoramica attraverso le vetrate. Ogni singolo vetro colorato è un pezzo a se stante, prodotto con un’apposita curvatura. Il cerchio di vetro è l’unica struttura portante del tetto. Di giorno la luce solare attraversa i vetri facendo brillare l’intera installazione nei colori dell’arcobaleno. Al tramonto e di sera la luce diurna viene sostituita da 116 apparecchi speciali Zumtobel montati ad incasso.

    Per ottenere lo stesso effetto della luce diurna era necessario che nessun apparecchio fosse visibile direttamente. Gli specialisti hanno risolto il problema con un’illuminazione indiretta di sviluppo speciale: allo scopo gli apparecchi con lampade T16 sono incassati nel pavimento lungo il perimetro interno della passerella, chiusi da una schermatura calpestabile. I riflettori e i materiali sono stati ottimizzati in modo tale che la luce emessa illumini in modo simmetrico tutta la superficie del soffitto. Quest’ultimo pertanto si trasforma in una sorgente luminosa virtuale che dall’esterno fa brillare i vetri colorati, mentre dall’interno si gode il panorama in modo indisturbato.

    Il commento del Dr. Harald Sommerer, CEO del marchio Zumtobel: „I progetti di questo tipo ci danno la possibilità di mettere alla prova la nostra competenza in progetti professionali per arte e cultura. Ci fa grande piacere che la nostra concezione illuminotecnica sia in grado di valorizzare il percorso panoramico di Olafur Eliasson anche nelle ore serali, offrendo ai visitatori un’indimenticabile esperienza di luce e di architettura.“


    Informazioni sul progetto:
    Your rainbow panorama, Aarhus/DK
    Committente: ARoS Kunstmuseum, Aarhus/DK
    Architettura: Studio Olafur Eliasson, Berlin/D
    Progetto elettrico: NIRAS, Aarhus/DK
    Armature/statica: Rohlfing, Stemwede/D
    Installazioni elettriche: Risskov Installatoer Forretning A/S, Risskov/DK
    Installazione illuminotecnica: Zumtobel
    Soluzione speciale: 116 apparecchi ad emissione indiretta con riflettori in tecnologia speciale (1/54 W)

    Pubblicazione gratuita citando © Ole Hein Pedersen

  • 07/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Giochi di luce nella Galleria Centercity

    Zumtobel mette in scena una delle facciate multimediali più grand
    Morbide sequenze di luce, intensi colori dinamici, e addirittura immagini e messaggi messi in scena con la luce trasformano la facciata in un’opera unica nel suo genere.
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    La Corea ha un nuovo record: il centro commerciale Galleria Centercity di Cheonan. Un’opera gigantesca, già visibile da lontano percorrendo gli 80 km che la separano dalla capitale. Sono mozzafiato non solo le dimensioni di questo tempio dei consumi ma anche la facciata multimediale che ricopre 12.600 metri quadrati. Oltre 22.000 punti luce LED mettono in scena con dinamismo il luccicante involucro della costruzione che si staglia sul contesto urbano. Zumtobel ha prodotto appositi proiettori LED ad alta potenza, disegnati in modo tale da sparire quasi per intero nella facciata. Le sequenze di luce colorata si muovono ora veloci ora lente, con un fascino irresistibile sui passanti. Quest’installazione unica nel suo genere è stata realizzata collaborando con il rinomato studio di lighting design ag Licht di Bonn e con l’altrettanto famoso studio di architetti UN Studio di Amsterdam.

    Wilfried Kramb, direttore del progetto di ag Licht, riassume: „In questa facciata il nostro scopo era mettere in scena una superficie talmente grande da far combaciare l’impressione che si riporta di giorno con quella della notte. Volevamo fare in modo che il nostro lighting design rispecchiasse la stratificazione della facciata e il gioco con i profili che si sovrappongono. Di qui è poi nata l’idea di proiettare la luce dai profili sullo strato posteriore. Un progetto che per noi ha rappresentato un’autentica sfida: quella di sviluppare idee innovative, tali da entusiasmare tutti.“

    Il progetto testimonia in pieno il successo di Zumtobel nell’illuminazione delle facciate. Fra tutte le soluzioni realizzate finora, quella della Galleria Centercity è indubbiamente la più grande. Una pietra miliare nell’illuminazione di facciate multimediali.

    „In Asia i centri commerciali non sono frequentati solo per il desiderio di consumo. Luoghi come la Galleria Centercity sono anche teatro di rapporti sociali“, riferisce Ben van Berkel, architetto del progetto e direttore dello studio olandese che proprio per questo motivo ha curato che gli ambienti fossero particolarmente amichevoli. Infatti l’offerta del centro commerciale spazia dalle mere possibilità di shopping ai molti punti d’incontro culturale.

    „Per dar vita agli spazi era necessario concepire sia all’esterno che all’interno qualcosa di unico che attiri i visitatori, che li spinga a rimanere e a ritornare“, prosegue Ben van Berkel. La facciata multimediale interpreta alla perfezione quest’idea: morbide sequenze di luce e di colore animano l’edificio con affascinanti movimenti ondulati. Le animazioni, studiate al computer dall’UN Studio, sono integrate anche nel lighting design. Con i comandi DMX gli spot LED sono programmati uno per uno in modo da trasferire sulla superficie le animazioni fin nel minimo dettaglio. Il congiunto di tutti i LED fa nascere sulla facciata messaggi e immagini vive. I fluidi passaggi tra sequenze di immagini e di colori generano colpi d’occhio di totale magia. A dispetto delle sequenze fisse, adattate specificamente all’architettura, nessuna immagine sembra uguale all’altra, di modo che lo sguardo rimane catturato da una sorta di partitura luminosa che sembra non avere mai fine. Di giorno la costruzione cubica si presenta con un’architettura riflettente, non immediatamente intuibile, con un pizzico di aura mistica, mentre di notte si trasforma in un scintillante magnete cittadino in eterno mutamento.

    La facciata ideata dagli architetti è una costruzione speciale di doppi profili di alluminio, montati verticalmente e sovrapposti in modo asimmetrico: quello che ne deriva è un effetto moiré. Lo strato lamellare posteriore è formato da pannelli di alluminio, quello anteriore invece da appositi profili di alluminio di sezione triangolare coperti da vetro temperato. Quest’ultimo dettaglio è di particolare rilevanza per l’effetto di luce: infatti gli spot LED RGB sviluppati da Zumtobel sono integrati per intero all’interno di questi profili della facciata esterna. Di qui la luce viene proiettata sulla facciata interna che a sua volta la riflette sulla superficie dell’edificio. Il risultato pertanto è una luce indiretta, totalmente schermata, che trasforma i punti luce LED, di per sé molto concentrati, in punti estensivi delle immagini. Zumtobel ha impiegato tre tipi di pixel che si differenziano attraverso le corrispondenti ottiche e gli effetti di luce che ne derivano: negli angoli dell’edificio viene usata una risoluzione minore, di 400 x 400 mm pixel, nei passaggi tra superfici diritte ed angoli una risoluzione media. La risoluzione più alta, di 800 x 800 mm pixel, è invece quella ideale per l’enorme dimensione delle superfici diritte. Gli apparecchi d’illuminazione installati sono 22.000; di questi 12.399 da 3,6 W in esecuzione RGB, gli altri 10.000 da 1,2 W in tonalità bianca. La concezione dei pixel a luce indiretta estensiva garantisce non solo luminanze armoniose ma anche una spiccata efficienza della superficie illuminata.

    La Galleria Centercity rappresenta pertanto un esempio magistrale di come le facciate possano diventare elementi interattivi di un contesto urbano e di come gli spazi cittadini possano essere strutturati dalla luce. Tutto questo senza che la luce, indiretta e schermata, provochi alcun disturbo sulla limitrofa zona abitata.

    Informazioni sul progetto:
    Galleria Contercity, Cheonan/KR
    Committent: Hanwha Galleria, Cheonan/KR
    Architettura: UNStudio Amsterdam/NL
    Architetti esecutori: GANSAM Architects & Partners, Seoul/KR
    Progetto illuminotecnico facciata: ag Licht, Bonn/D
    Installazione elettrica facciata: B2, Seoul/KR
    Sequenze facciata (contenuti): UNStudio, Amsterdam
    Impresa generale illuminazione facciata: Hwangduck, Korea
    Soluzione illuminotecnica facciata: Zumtobel
    Proiettori speciali LED RGB in protezione IP65 e spot LED bianchi
    Comandi DMX: Lightlife, Berlin/D

    Pubblicazione gratuita citando: Galleria Centercity, 2011, UNStudio © Kim Yong-kwan

  • 06/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    La Deutsche Bank di Francoforte sul Meno

    L’intelligenza crea valore aggiunto
    Oltre ad una piacevole atmosfera, le intelligenti soluzioni illuminotecniche offrono anche delle sorprese ottiche in molte aree della sede centrale della Deutsche Bank. Il risanamento si rivela così un valore aggiunto in fatto di estetica e qualità delle zone di permanenza.
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    Adesso, la sede centrale della Deutsche Bank si ripresenta come un vero gioiello. Dall’esterno nulla lascia supporre che le due torri da 155 metri del 1984 “sono state sottoposte ad un radicale risanamento”, così si esprime l’architetto Giulio Castegini, responsabile di progetto dello studio milanese Mario Bellini Architects. Eppure sorprendono i pregi interni delle doppie torri che nel linguaggio popolare sono state chiamate “Dare” e “Avere”. Dopo tre anni di risanamento queste si presentano come il simbolo di un’azienda dall’orientamento globale ma radicata a Francoforte sul Meno e consapevole della sua responsabilità sociale. La targhetta in platino della certificazione LEED conferita dall’U.S. Green Building Council e il certificato d’oro della Deutsche Gesellschaft für Nachhaltiges Bauen (DGNB) dimostrano l’approccio integrativo di tutte le opere nonché la molteplicità di soluzioni orientate al futuro e specifiche al progetto. Oltre al risparmio di risorse e all’efficienza energetica, il risultato è stato anche un accogliente ambiente di lavoro per circa 3.000 persone.

    In questo modo è stato possibile ridurre il consumo energetico del 50 %, il consumo di acqua di oltre il 70 % e le emissioni di CO2 di quasi il 90 %. Nel valido concetto estetico dell’architetto Mario Bellini il motto “meno è meglio” illustra anche la limitazione a materiali di qualità: i pavimenti in pietra naturale, il ferro nero cerato per allestimenti che creano spazio, lo stucco encausto per le pareti, e il vetro satinato con retroilluminazione LED sono sinonimi di franchezza e sostenibilità.

    L’atrio ristrutturato permette di vivere la simbologia che le torri doppie hanno non solo per la Deutsche Bank ma anche per la città di Francoforte e per la piazza finanziaria tedesca. A tale scopo, il piano di basamento è stato aperto ed entrambe le torri sono state condotte fino al suolo. Un lucernaio di 18 metri di diametro offre una vista sul profilo di queste, inondando il locale di luce naturale. Concepita come area esterna, l’estensione della facciata della torre è costituita da elementi a sandwich in vetro con struttura alveolare in alluminio ed è retroilluminata a LED di colore bianco luce diurna. In questo modo l’entrata acquista altezza, trasparenza e luminosità. Questa impressione è rafforzata dal portone d’accesso che è realizzato come una vetrina e che funge da unione con l’ambiente urbano circostante.

    L’intera area del basamento è accessibile al pubblico. Lì si trovano tra l’altro la nuova filiale bancaria nonché un’area per un ristorante pubblico con terrazza orientata verso la vecchia opera. Questa zona è stata utilizzata in occasione della riapertura delle torri, soprattutto da parte di artisti internazionali per il programma “Globe. For Frankfurt and the World” e per film, video, musiche e discussioni attraenti.

    Mario Bellini considera la “sfera”, accentuata grazie ad una luce mirata, come il punto centrale virtuale dell’edificio. Per gli architetti la scultura sferica in strisce d’acciaio non trattate, che fluttua nello spazio aereo dell’atrio, riflette il passato, il presente e il futuro di un’organizzazione stabile e affidabile caratterizzata dalla dinamica del cambiamento. La “sfera” viene introdotta tra le torri da due ponti di collegamento retroilluminati. Ma, poiché attribuita all’ambiente esterno, si annuncia qui una luce bianco neutrale che si differenzia dall’impressione più fredda della facciata. L’ambizione di riprendere all’interno l’ambiente urbano circostante mediante diversi colori di luce si estende con costanza per tutto il complesso edile. La luce, con l’esatto mix di illuminazione diurna e artificiale, è qui un essenziale strumento organizzativo.

    Ciò è dimostrato anche dalla straordinaria soluzione illuminotecnica nei piani dell’ufficio. Ai dipendenti della Deutsche Bank viene offerto un ambiente moderno con uffici ampi o con uffici a zona separati da pareti in vetro, completato da una business lounge, da una sala riunioni, da think tank, da punti di assistenza e da una stanza per il personale. L’apparecchio a spada sviluppata da Zumtobel appositamente per il progetto offre, in combinazione con l’intelligente tecnologia dell’edificio, il suo contributo ai fini del risparmio energetico dell’edificio. Per via del nuovo concetto energetico e di climatizzazione sono state eliminate le condotte dell’aria sopra le zone di lavoro, cosicché è stato possibile portare l’altezza dei locali da 2,65 a 3,00 metri. L’impianto di immissione e scarico dell’aria, che integra i soffitti di riscaldamento e di raffreddamento, è alloggiato nei vani del soffitto, i quali procedendo parallelamente a facciate
    e corridoi riducono l’altezza a 2,65 metri.

    Gli apparecchi illuminanti a spada sono fissate ai vani del soffitto nello schema ad assi dell’edificio e, in considerazione della complessa pianta dagli insoliti rapporti spaziali, offrono dei vantaggi rispetto ad una soluzione convenzionale, per esempio con apparecchi a stelo a irraggiamento indiretto/diretto oppure semplici apparecchi sospesi. Sono così nati dei piani dalla chiara struttura che soddisfano l’ambizione di un’omogenea impressione spaziale e che permettono un ammobiliamento flessibile. Ma l’apparecchio a spada punta anche su aspetti energetici: utilizza una lampada fluorescente T16 da 35 W e raggiunge un rendimento d’esercizio dell’82%. Perché durante i processi di certificazione che accompagnano la pianificazione vengono valutati i consumi specifici del sito. E come spiega Wilfried Kramb, progettista illuminotecnico presso a•g Licht a Bonn, ogni Watt risparmiato negli uffici amplia la libertà d’azione, per esempio nelle sale per conferenze dove è richiesta un’ottimizzata soluzione illuminotecnica con più sorgenti luminose. Con circa 8 W/m2 – 9 W/m2, insieme agli apparecchi da tavolo attivabili separatamente, l’apparecchio a spada sta ben al di sotto della soglia di 11 W/m2 necessaria per la certificazione LEED. Ma non solamente la potenza allacciata è minimizzata, bensì anche il consumo energetico. Perché il controllo a zone della luce, completato con sensori a luce diurna e rilevatori di presenza, garantisce un’illuminazione degli edifici adeguata ai fabbisogni.

    Inoltre, l’apparecchio a spada assume una funzione modello in fatto di qualità della luce. Grazie all’elevata limitazione dell’abbagliamento, l’ottica con struttura a micro-piramidi MPO+ offre delle buone condizioni ergonomiche presso le postazioni di lavoro con monitor, indipendentemente dal loro orientamento. La luce viene diretta prevalentemente verso il basso, ma in parte anche verso l’alto al fine di illuminare il soffitto. In questo modo si ottiene una luminosità di 300 lx definita come la luminosità ambiente per superfici adibite ad uffici. Grazie all’integrazione con lampade da tavolo, sulla superficie utile sono presenti i 500 lx richiesti dalla DIN EN 12464. L’apparecchio a spada mostra il proprio fascino anche nella versione sospesa. Le lampade flourescenti poste su ambo i lati indirizzano la luce attraverso i prismi a forma di spada incorniciati in un profilato portante illuminando le postazioni di lavoro nella loro totalità.

    Queste straordinarie soluzioni illuminotecniche rientravano nel programma di risanamento della sede centrale della banca. Ciò vale anche per le sale riunioni nei locali del consiglio di amministrazione. Dei controsoffitti a vela, adeguati formalmente ai tavoli da conferenza e alle geometrie spaziali, acquisiscono un proprio carattere grazie ai canali luminosi Slotlight II integrati nel caos ordinato. Una sfida è rappresentata dai giunti senza fughe agli incroci. Insieme all’opalina copertura in PMMA, i LED da 1,2 W, con temperatura cromatica da 3.000 K e con ampio angolo di irradiazione, assicurano un aspetto omogeneo. La dotazione LED e il rendimento d’esercizio del 73 % sono inoltre esemplari in fatto di efficienza energetica e di criteri LEED. Del tutto speciale è l’ampia sala conferenze al 35esimo piano della torre A: la struttura della parte centrale di soffitto in pannelli d’acciaio con funzioni di riscaldamento, di raffreddamento e di acustica ricorda un “lago ghiacciato”. Dei profilati luminosi, disposti apparentemente in maniera irregolare e poggianti sul sistema a canali Logic-S, offrono una piacevole illuminazione dalla funzionalità ottimale.

    Informazioni di projetto:
    Deutsche Bank AG, Frankfurt am Main/D
    Committente: Deutsche Bank AG, Frankfurt am Main/D
    Architetto design: Mario Bellini Architects, Milano/I
    Studio di architetti esecutivo: gmp Architekten von Gerkan, Marg und Partner, Amburgo/D
    Progettista illuminotecnico:
    ag Licht - Gesellschaft von Ingenieuren für Lichtplanung, Bonn/D
    Soluzione illuminotecnica:

    Zumtobel
    Soluzione speciale apparecchio a spada,
    » linea luminosa LED SLOTLIGHT,
    » sistema d’illuminazione modulare STARFLEX,
    » sistema d’illuminazione LOGIC-S



    Immagini: Pubblicazione gratuita citando 1: Deutsche Bank; 2-5: Zumtobel

  • 06/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Un nuovo tempio dell’arte

    Zumtobel illumina la mostra di Zaha Hadid nel Mobile Art Pavilion
    Zumtobel ha firmato l’illuminazione della mostra: delicata luce LED, angoli di emissione precisi e sobrio design dei faretti conferiscono all’ambiente un fascino assoluto.
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    Dalla fine di aprile il piazzale parigino antistante l’Institut du Monde Arabe ospita un nuovo tempio dell’arte: il Mobile Art Pavilion della celebre architetta Zaha Hadid – una struttura mozzafiato costruita con fluidità assoluta. Fino a quest’autunno il padiglione presenta la mostra „Zaha Hadid, une architecture“. Zumtobel ha progettato un’illuminazione in sintonia con l’avvincente stile organico dell’architettura. Per la parte espositiva sono stati sono stati scelti faretti LED Arcos in versione speciale e minimalisti spot LED della linea Supersystem.

    La collaborazione con rinomati artisti, il confronto tra luce, arte e architettura è sempre stato di fondamentale importanza per Zumtobel: dai progetti internazionali con architetti, artisti e lighting designer nascono innumerevoli impulsi all’innovazione. È il caso del Mobile Art Pavilion, un’esperienza del tutto nuova nell’interagire fra luce, architettura e arte.

    Mobile Art è un padiglione d’arte che l’architetto premio Pritzker Zaha Hadid ha progettato nel 2007 per la maison CHANEL. Negli scorsi anni questa struttura organica a forma di guscio ha stazionato a Hongkong, Tokio e New York. Ora CHANEL l’ha donata all’Institut du Monde Arabe, che in futuro la sfrutterà per esposizioni di artisti contemporanei del mondo arabo.

    L’attuale mostra inaugurativa è dedicata alla stessa autrice del Mobile Art e presenta i suoi progetti. Il visitatore si trova quindi letteralmente avvolto nel repertorio formale e concettuale di Zaha Hadid: il Mobile Art Pavilion traduce tutto ciò che è mentale e fisico in un’esperienza dei sensi. L’architettura si rivela attraverso mezzi differenti, con sequenze di spazi che generano un’unicità sorprendente.

    L’idea dell’arte mobile è così commentata da Zaha Hadid: „ Credo che la nostra architettura sia capace di offrire alle persone la prospettiva di un mondo alternativo, da cui lasciarsi entusiasmare. È intuitiva, radicale, internazionale e dinamica. Il nostro impegno sta nel mettere a punto opere in grado di regalare esperienze originali, insolite ed uniche, capaci di trasmettere sensazioni simili a quelle che si provano nel conoscere un nuovo paese. Sono questi i principi che hanno ispirato il Mobile Art Pavilion.“

    Il linguaggio formale di Zaha Hadid si caratterizza per il suo modo di realizzare forme sensoriali con una logica coerente. E infatti il Mobile Art Pavilion simboleggia una nuova concezione del costruire. „Si tratta di un linguaggio architettonico fatto di fluidità e natura – spiega l’autrice del progetto – ottenuto grazie a strumenti digitali che ci hanno consentito di realizzare un padiglione dalle forme organiche, in luogo del mero ordine ripetitivo che contraddistingue l’architettura industriale del XX secolo“.

    La fluidità del Mobile Art Pavilion, unica nel suo genere, si estende dal guscio esterno ad ogni dettaglio interno, dove crea una suddivisione a spirale che in architettura viene chiamata “toro”. „Zaha Hadid, une architecture“ presenta una serie di progetti e ricerche cui si è dedicato negli ultimi anni lo studio Zaha Hadid Architects. Allo scopo si fa ricorso a vari strumenti, come modelli architettonici, proiezioni o „silver paintings“, tutto accompagnato da un’illuminazione appositamente studiata. L’insieme di architettura, arte e luce genera una scenografia viva e dà al visitatore la possibilità di recepire l’architettura di Zaha Hadid sia attraverso le opere esposte che attraverso le forme stesse del Mobile Art.

    „L’illuminazione interna di una struttura tanto originale come il Mobile Art era per noi un’opportunità unica di dimostrare l’enorme capacità di influenza che esercita la luce“, spiega Burkhard Ehnes, direttore del progetto Zumtobel. Attraversando le sale espositive si è aiutati nell’orientamento da una luce fortemente focalizzata che guida l’attenzione e genera effetti emotivi tangibili, trasmessi all’architettura, alle opere esposte e ai visitatori. Questa composizione drammaturgica è resa possibile dalla moderna tecnologia LED. Zumtobel ha scelto faretti LED Arcos che guidati da comandi DALI variano la tonalità della luce da 2.700 a 6.500 Kelvin senza soluzione di continuità. Gli oggetti esposti ne ricavano un’illuminazione d’accento molto differenziata – ancor più incisiva con l’ausilio degli spot LED Supersystem. La concezione illuminotecnica, fatta di singoli punti luce meticolosamente studiati, riesce a mettere in risalto la struttura architettonica del Mobile Art. Lo stesso vale per il tipo di montaggio degli apparecchi: sia i soffitti che i pavimenti sono uno snodarsi di curve che racchiudono piccole superfici di tessuto elastico. L’insieme forma una rete tridimensionale composta da due materiali: un’intelaiatura nera, fatta di binari in CNC fresato e verniciato a polvere, più membrane tessili bianche. Gli apparecchi d’illuminazione sono fissati nei binari neri, in modo da seguire perfettamente le geometrie dell’ambiente. La luce così disposta diventa elemento strutturale del Mobile Art e accompagna il visitatore in un seducente dialogo tra forme, logica, sensualità ed emozioni.


    Immagini : Pubblicazione gratuita citando: 1 – 4 Francois Lacour

  • 06/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Levi’s Green Store di Parigi

    Impegno verso l’ambiente
    Il nuovo Levi’s Green Store nel centro di Parigi mostra un mondo commerciale compatto che erige i criteri della sostenibilità a elemento fisso della propria immagine. Il riciclaggio di materiali e il ridotto consumo energetico sono degli aspetti integrati nel concetto di allestimento del negozio certificato LEED.
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    Con le sue alte vetrine, il nuovo Levi’s Green Store si affaccia sulla strada nelle vicinanze della stazione Saint Lazare di Parigi e sulla galleria commerciale Passage du Havre. Nei suoi locali interni ben visibili, gli scaffali e i porta-abiti nonché il bancone e le cabine di prova sono organizzati come una compatta unità funzionale. Solo ad una seconda occhiata si rivela l’interno, dove si profila la disinvolta immagine della marca di jeans californiana in veste di formale attuazione di un ampio concetto di sostenibilità. Conformemente agli elevati standard ambientali dell’U.S. Green Building Council, durante la progettazione il team di design di Levi’s ha tenuto conto non solo della posizione centrale del negozio e delle sue superfici di vendita ben visibili. L’efficienza operativa, il consumo energetico, la massima riduzione possibile di materiali e la compatibilità ambientale di questi sono stati dei criteri determinanti ai fini della ristrutturazione dei vecchi locali.

    Già all’entrata, il concetto globale del negozio si presenta con dettagli insoliti: con dei profilati in acciaio e dei semplici pavimenti in legno, i robusti scaffali si rivelano essere una semplice patina. Gli elementi a parete e i divisori liberi sono stati in parte ripresi da vecchi negozi Levi’s e riutilizzati nel Green Store. E a questo look vintage si adattano le pareti nude non intonacate o non pitturate nell’area di vendita. In alcuni punti sono state ricoperte con semplici tavoloni in legno che si allungano anche sul pavimento. Per l’allestimento del soffitto il team di design di Levi’s ha optato per una riduzione dei materiali, nonché contro vernici non ecologiche o delle coperture ottiche. Senza il rivestimento protettivo cavi e sospensioni per la luce sono visibili. Tuttavia, non sono in alcun modo dei fattori di disturbo, bensì fanno parte di un globale concetto di design.

    Il ridotto consumo energetico assume una particolare importanza nella concezione del Green Store certificato LEED. L’impianto d’illuminazione del negozio è stato sviluppato puntando chiaramente sul LED. La tecnologia può essere adattata con flessibilità a mutevoli esigenze stagionali; inoltre, essa crea degli standard grazie al suo ridotto consumo energetico e vanta una durata notevolmente maggiore rispetto ai tradizionali sistemi d’illuminazione. Nella vetrina, gli spot LED fanno risaltare degli highlight luminosi sui modelli di jeans esposti. A seconda dei raggi solari e delle condizioni atmosferiche, un sensore luce diurna regola la luce d’accento, cosicché è possibile ridurre il consumo totale di energia. Oltre alla luce diurna che filtra nei locali interni attraverso la vetrina, l’illuminazione di base della superficie di vendita è fornita anche da quattro quadrati luminosi LED che pendono dal soffitto. Inoltre, vengono garantite delle accentuazioni mirate grazie a dei faretti che possono essere mossi su una rotaia continua fissata al soffitto. Facilmente girevoli e orientabili, questi possono essere riposizionati a seconda delle necessità e della collezione. Un sensore di movimento integrato controlla l’illuminazione nelle cabine di prova in legno robusto che si trovano sul retro; la luce si spegne automaticamente se la cabina non viene utilizzata, un ulteriore dettaglio per una gestione economica dell’energia.

    Quando nel 2008 è stato inaugurato il primo Levi’s Green Store a Münster, già in poco tempo era stata registrata una riduzione del 33% del consumo energetico. Attraverso l’esemplare e migliorato negozio di Parigi, Levi’s vuole mostrare nuovi mezzi e vie per il futuro. Oltre alle soluzioni tecniche ed estetiche sono coinvolti anche altri aspetti della vita quotidiana: nel back-office si scrive su carta riciclata e i rifiuti vengono separati; l’elettricità viene acquistata da un fornitore “verde” che punta al 100% sulle fonti rinnovabili. E non per ultimo, vicino alla cassa il team Levi’s ha collocato un box di riciclaggio per jeans usati, dove vengono raccolti circa due paia di pantaloni a settimana, che vengono poi donati ad un’organizzazione di pubblica utilità con scopi umanitari. “Alcuni clienti indossano i loro nuovi jeans e lasciano i vecchi nel box” afferma la giovane manager del negozio Katja Khiat. Il nuovo Green Store di Parigi dimostra che la sostenibilità rappresenta anche uno stile di vita adottato volentieri da molti clienti.


    Informazioni di projetto:
    Committente: Levi’s Francia (Levi Strauss Continental SA/BE)
    Design: Levi’s In House Design Team
    Progettazione illuminotecnica: Levi’s In House Design Team
    Soluzione illuminotecnica: Zumtobel
    » Lampada da incasso e plafoniera LED CAREENA,
    » impianto d’illuminazione modulare LED SUPERSYSTEM,
    » faretto LIVIANO,
    » faretto LED SL 1000,
    » Controllo della luce LUXMATE Daylight


    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

  • 06/2011
    Azienda

    Il lato sensuale della luce

    The Making of IYON
    Intervista a Roman Delugan e Christian Schrepfer di Delugan Meissl Associated Architects sulle esigenze e modifiche del design di prodotto nel caso di Iyon
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    Efficienza assoluta e linea chiara, la serie di faretti LED lyon combina un sensuale linguaggio delle forme con la massima funzionalità. Con il suo ambizioso design, il faretto accoglie uno straordinario sistema con riflettore a lente ai fini di un’efficiente e qualitativa illuminazione delle aree di vendita.

    La combinazione di tecnologia e design ha trovato una particolare espressività nell’apparecchio lyon: in un movimento fluido, corpo e tecnica, design e funzionalità giungono ad un’unione affascinante. La particolare costruzione del corpo in alluminio pressofuso permette un raffreddamento del tutto passivo dei moduli LED, garantendo così una lunga durata. La tecnologia LED integrata nel corpo del faretto convince per il rendimento della lampada fino a 65 lm/W. Tuttavia, lyon non mostra all’esterno la sua ampia funzionalità: la superficie opaca color nero o bianco e il morbido linguaggio delle forme rendono possibile un’integrazione armonica in ogni ambiente architettonico, conferendo alla luce un’insospettata capacità di trasformazione.

    Il faretto è stato sviluppato dallo studio di architetti Delugan Meissl Associated Architects di Vienna. Gli architetti concepiscono un edificio o un oggetto sempre come la combinazione dei fattori più disparati. L’esigenza è quella di prendere parte ogni volta a qualcosa di nuovo, a qualcosa che non esiste ancora sul mercato in quella forma. Durante lo sviluppo di lyon è nata quindi l’idea di riprodurre la sensualità della luce in un fluente linguaggio delle forme, nonché di creare un’estetica fisiologica gradita a tutti i sensi dell’uomo.


    Secondo Lei dove stanno le sfide nel caso di progetti illuminotecnici destinati ad aree di vendita?

    Roman Delugan: La costante mutazione delle condizioni di vita ha creato un’idea estesa del nostro comportamento consumistico. L’acquisto viene percepito come componente naturale della nostra vita quotidiana, e i negozi si sono trasformati in “terze case”. Nell’organizzazione di questi, la sensualità e l’atmosfera acquistano sempre più importanza. Questa esigenza deve essere soddisfatta sia a livello architettonico che illuminotecnico.


    In che modo la serie di faretti lyon si pone di fronte a queste necessità?


    Christian Schrepfer: Il faretto dispone di numerose possibilità di regolazione, dalla luminosità e dalla dinamica della temperatura cromatica fino a diversi flussi luminosi. Gli aspetti sensuali della luce si riflettono nel corpo del faretto lyon.


    Qual è l’ambizione del design di lyon?


    Roman Delugan: Le aree di vendita sono paragonabili a uno scenario mutevole, e questa esigenza è al centro delle nostre riflessioni. Il prodotto soddisfa questa necessità grazie alla sua capacità di adattamento e alla sua formale discrezione, e si distingue per la sua massima versatilità. La sagomatura, le proprietà della superficie e l’illuminotecnica funzionale sono state inoltre scelte con omogeneità. Il colore neutrale del prodotto, nero scuro o bianco, facilita l’ottimale integrazione dell’oggetto nei locali focalizzandosi sull’efficacia della luce.

    Christian Schrepfer: Nel caso di lyon abbiamo riunito il complesso pacchetto tecnologico con il corpo di un classico riflettore. Dalla fusione di questi due componenti è nato un gioco armonico dato dall’oggetto e dal mezzo luce.


    Tradizione e innovazione: Lei dove posiziona lyon tra questi due parametri opposti?


    Roman Delugan: In ogni progetto l’innovazione costituisce la centrale idea dominate del nostro lavoro. Ciononostante, la tradizione non rappresenta alcuna componente negativa, poiché talvolta è il punto di partenza della creazione. Il design di prodotto implica tanto la tradizione quanto l’innovazione.

    Christian Schrepfer: Per quanto riguarda lyon, si tratta di una buona idea perché i due parametri sono visti come fusi insieme. Per la tradizione parlano l’ultramoderna e brevettata lente con camera di miscelazione, che segue le leggi naturali della luce e che con precisione orienta la luce sull’oggetto attraverso fessure sul riflettore. Per l’innovazione vi è invece la piastrina LED che è costruita in maniera modulare e che si presta al rapido sviluppo tecnologico. In questo modo le due componenti, la forte innovazione della lampada nonché il sistema ottico che segue le leggi della natura, sono combinate tra loro.


    Osservando il design di prodotto di ieri e quello di oggi cosa è cambiato fondamentalmente?


    Christian Schrepfer: Poiché oggi intere realtà di prodotti sembrano dissolversi nel mondo digitale, è molto importante creare prodotti di qualità. Ovvero prodotti con particolari proprietà fisiche e palpabili, come nel caso di lyon. La superficie e la forma generano qui un oggetto che si discosta intenzionalmente da altri prodotti.


    Secondo Lei nei prossimi anni cosa cambierà nel settore dell’illuminazione di aree di vendita? Ha una visione?


    Roman Delugan: Comprare su Internet assume maggiore importanza per via dell’uso sempre più facile delle relative piattaforme. Forse presto sarà possibile immergersi in spazi tridimensionali. Tuttavia, i mondi virtuali non possono sostituire la percettibilità degli ambienti fisici di reali locali di vendita. Le nuove tecnologie LED o la dinamica della temperatura cromatica offrono possibilità estremamente individuali per la presentazione di prodotti, le quali sono adattabili alle stagioni e alle ore. lyon permette questo impiego all’interno di un faretto. Tali impressioni non possono essere offerti da Internet o dal monitor. In questo modo chiudo il cerchio che avevo aperto con la mia prima dichiarazione: il negozio come “mia terza abitazione” dove mi sento a casa, e dove gli ambienti, le atmosfere e la sensualità rappresentano gli elementi centrali della percezione fisiologica.


    Progetto

    Delugan Meissl Associated Architects è uno studio di architetti attivo a livello internazionale con sede a Vienna. Fondato nel 1993 con il nome Delugan Meissl ZT GmbH da parte di Elke Delugan-Meissl e Roman Delugan, nel 2004 è stato rinominato Delugan Meissl Associated Architects (DMAA). Altri partner dello studio sono i pluriennali collaboratori Dietmar Feistel e Martin Josst. I primi successi sono giunti negli anni Novanta nel settore dell‘edilizia abitativa. Tra i progetti più noti si conta anche il Porsche Museum di Stoccarda. Lo studio è inoltre attivo nei settori dell’urbanistica, del design interno e del design di prodotti.
    » Alla famiglia di prodotti IYON


    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

  • 06/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Splendore interno

    Il Museo del Novecento di Milano
    Palazzo dell’Arengario in Piazza del Duomo di Milano ha condotto a lungo un’esistenza anonima. Ma adesso risplende di una nuova luce dopo essere stato convertito in museo per l’arte italiana del XX secolo. Il progetto ha trasformato la costruzione, dalle forme severe e risalente agli anni Trenta, in un museo d’arte ricco di sfaccettature per una collezione di prestigio.
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    Nonostante l’eminente posizione, solo a pochi metri dal Duomo di Milano, nei decenni scorsi Palazzo dell’Arengario era poco presente nella coscienza pubblica e trasmetteva un effetto distaccato. Eretto alla fine degli anni Trenta nel linguaggio delle forme monumentali tipiche del periodo, l’edificio è stato completato solo negli anni Cinquanta. Con i loro monumentali archi, i due avancorpi cubici offrono un potente gesto urbanistico. La città di Milano ha riconosciuto il potenziale spaziale di questo luogo per la sua ampia collezione d’arte italiana del XX secolo. Il gruppo di progettazione capitanato dall’ architetto Italo Rota ha vinto la gara per la conversione degli ex spazi da ufficio ed espositivi in “Museo del Novecento”, che comprende anche la lunga ala posteriore dell’edificio e il secondo piano di Palazzo Reale. Il progetto riunisce gli edifici esistenti in un museo a più livelli che integra gli elementi architettonici di allora, li completa attraverso interventi di contemporaneità e li schiude alla città.

    Sebbene la facciata sia stata appena modificata (è stata vetrata solo la finestra ad arco murata nel piano intermedio), di sera l’avancorpo a torre su Piazza del Duomo ha l’effetto di un corpo trasparente che sembra retroilluminato, offrendo così uno sguardo nella sua vita interna. Dietro l’ampia vetrata si profilano la rampa d’entrata e il bar, e al di sopra splende fino a Piazza del Duomo l’installazione illuminotecnica di Lucio Fontana “Struttura al neon”. Per questa nuova schiettezza la costruzione è stata in gran parte svuotata e riorganizzata in zone di libero accesso. Una dinamica rampa a spirale si avvita verso l’alto intorno al nucleo centrale in cemento armato, e guida i visitatori verso le sale espositive partendo dall’entrata della metropolitana su una passerella acquamarina. La facciata in vetro, che avvolge la rampa, permette degli sguardi all’interno e all’esterno che ad ogni passo cambiano come nella sequenza di un film. Il concetto illuminotecnico della rampa con lampade puntiformi sottolinea questo progredire, nonché rafforza l’effetto dello spazio e la leggerezza dei gesti architettonici. I punti luminosi seguono le superfici arcuate grazie a due loro varianti: dei faretti integrati nel soffitto delineano il passaggio e illuminano la superficie della rampa, mentre dei piccoli spot LED sul parapetto irradiano verso l’interno una luce verde-blu. Così, la spirale diventa un oggetto luminoso che attira i passanti in maniera quasi suggestiva e crea una traccia per l’arte modera del XX secolo.

    La luce come strumento organizzativo gioca una ruolo importante anche nei punti d’unione delle diverse aree del museo. Dei “portali luminosi” caratterizzano così le entrate delle sale espositive: dei moduli luminosi piatti fungono quasi da telai di porte accentuando i passaggi negli introversi locali della galleria. La sala principale al piano nobile, dedicata ai futuristi intorno a Umberto Boccioni, sorprende con le sue monumentali colonne di marmo e il suo tetto riccamente decorato. I più piccoli locali espositivi dell’ala Arengario sono stati completamente riorganizzati. “Il nostro obiettivo era quello di creare una tranquilla impressione spaziale con colori neutrali ed un’atmosfera luminosa omogenea, perché spetta alle opere d’arte giocare il ruolo principale” spiega Alessandro Pedretti, architetto responsabile del progetto degli interni e progettista illuminotecnico dello studio Italo Rota. Le pareti e i pavimenti sono mantenuti tono su tono; i nuovi punti e superfici espositivi secondo i progetti degli architetti si inseriscono nei locali in una bianco e grigio dall’eleganza discreta. Il soffitto luminoso Cielos assicura un’illuminazione di base uniforme e diffusa; conformemente alle piante dei locali, i suoi moduli sono disposti in forma quadrata o a fasce luminose lineari. L’illuminazione uniforme delle sale viene regolata mediante il sistema centralizzato per controllo della luce Luxmate Litenet. A differenza della luce superficiale del soffitto delle gallerie, le aree di accesso sono illuminate con linee luminose verticali integrate a raso nelle pareti.

    I livelli espositivi sono collegati attraverso scale mobili in una nuova sezione all’estremità dell’ala Arengario. Qui, la facciata completamente vetrata fa apparire a portata di mano la finestra ad arco ogivale di Palazzo Reale. Al piano superiore della torre Arengario si apre uno spazio inondato di luce con le opere di Lucio Fontana ed un fantastico panorama su Piazza del Duomo. Una vista straordinaria sui dintorni è offerta anche dal ponte di collegamento in vetro che da un’altezza aerea conduce a Palazzo Reale. E addirittura nelle introverse gallerie espositive continuano a essere presenti le immagini della città, per esempio nel piccolo gabinetto laterale il cui soffitto in vetro permette alla Madonnina della guglia del duomo di guardare nella galleria. Il giro attraverso la collezione di 400 opere dal Futurismo all’Arte Povera diventa una passeggiata nella storia della città: sempre attraverso dei panorami, offerti consapevolmente come immagini, il progetto presenta la città come una natura morta nella quale è presente l’architettura di diversi secoli, dal duomo gotico fino agli edifici bancari dei nostri tempi. Dopo la sua conversione in museo, Palazzo Arengario, testimone di pietra del periodo del duce, offre adesso un altro contributo al tessuto storico della città riunendo il vecchio e il nuovo in un’unità illuminata.


    Informazioni sul progetto:


    Committente: Comune di Milano, Milano/I
    Architettura: Italo Rota, Fabio Fornasari, Milano/I
    Progetto di concorso ed esecutivo: Gruppo Rota: Italo Rota, Fabio Fornasari, Emmanuele Auxilia, Paolo Montanari
    Progettazione interior design e illuminazione : Alessandro Perdetti, Milano/I
    Installazione elettrica: Cooperativa Cellini Impianti Tecnologici, Prato/I
    Soluzione illuminotecnica: Zumtobel
    spot LED in versione speciale,
    » Faretti LED PANOS INFINITY,
    » apparecchi LED HEDERA,
    » Impianto d’illuminazione modulare CIELOS,
    » linea luminosa LINARIA,
    » apparecchio PERLUCE,
    » apparecchio per ambienti umidi SCUBA,
    » sistema per controllo della luce LUXMATE LITENET,
    » apparecchi per illuminazione di sicurezza ARTSIGN e  » COMSIGN


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  • 06/2011
    Azienda

    Non esiste alcuna frattura tra il passato e il futuro

    Intervista a Odile Decq
    Attraverso progetti come il museo Macro di Roma da poco inaugurato, Odile Decq ha realizzato delle visioni architettoniche che riuniscono sotto un unico tetto il passato e il futuro.
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    L’architetto e urbanista francese professa un’estetica contemporanea che punta ugualmente sulla continuità e sul contrasto. Nel 1996 ha ricevuto il Leone d’oro della Mostra internazionale di architettura di Venezia. Sin dalla morte del suo partner Benoît Cornette, continua a gestire lo studio ODBC architectes urbanistes attivo a livello internazionale e dal 2007 dirige l‘École Spéciale d’Architecture di Paris. Odile Decq ha sviluppato il suo significativo linguaggio architettonico basandosi sull’analisi di incontri che lei completa attraverso i suoi interventi e schiude al futuro.


    Madame Decq, il Suo studio di architetti si trova nel quartiere Marais nel centro di Parigi. Questo ambiente storico rappresenta una fonte di ispirazione per Lei?


    Odile Decq: Sono 30 anni che vivo e lavoro a Parigi. Per me è molto importante stare in pieno centro città. Ai miei occhi, l’ambiente storico in sé non ha alcuna rilevanza; è per lo più una questione di posizione. Qui in centro tutto è vicino e noi siamo collegati al meglio in fatto di mezzi di trasporto e di spostamenti in città. Ho scoperto i nostri attuali locali 18 anni fa. Una volta qui c’era un’officina per tubi in rame; nel XVIII e XIX secolo in quest’area erano presenti molti di questi stabilimenti. Oggi questi vengono utilizzati da studi di architetti, per questo ve ne sono molti nel quartiere di Marais.


    Nei dintorni c’è qualcosa di simile a un modello personale di architettura storica?


    Odile Decq: Per me il Centro Pompidou fa già parte della storia. Studiavo ancora architettura quando è stato costruito oltre 30 anni fa. Ricordo bene che quella nuova costruzione cambiava sostanzialmente la nostra idea sull’architettura moderna. Faceva veramente notare il confine tra storia e tradizione da un lato e un nuovo inizio dall’altro. Per la società il Centro Pompidou è stato sicuramente un grande shock, una specie di sensazionale colpo di tamburo che metteva in mostra delle insospettate e nuove possibilità per lo spazio urbano.


    I Suoi progetti sono noti per una significativa estetica contemporanea. Quale significato si addice al tempo stesso ai parametri della continuità e del contrasto?

    Odile Decq: La continuità tratta la questione su come gli edifici siano inseriti in un determinato contesto. Ciò significa che essi sono stati progettati solo per un determinato luogo e non possono essere trasferiti o semplicemente costruiti altrove. Per esempio, il museo Macro di Roma interpreta la continuità con la città in maniera contemporanea. La città entra all’interno dell’edificio estendendosi nell’atrio e sulla terrazza. Le strutture dell’edificio permettono quindi continuità, organizzando tuttavia i locali in modo nuovo, ovvero contemporaneo. Secondo me la continuità è anche in relazione con il corpo umano e con i modelli di movimento di questo. Non è una categoria di formale linguaggio architettonico, bensì riguarda l’organizzazione di spazi e parti d’edificio. Per contro, il contrasto concerne la questione su come qualcosa di contemporaneo venga sviluppato in un contesto storico. Le costruzioni nuove inserite nel patrimonio esistente contrastano sempre, non importa dove esse si trovino.


    Quando gli edifici giungono ad un dialogo con il contesto urbano, dove stanno le qualità che l’architettura contemporanea deve offrire?


    Odile Decq: Non possiamo dare una risposta generale, perché il dialogo dipende sempre dal contesto preesistente dell’area edificabile. Per questo durante le fasi di concepimento cerco di capire cosa rappresenta la città, chi vi ha vissuto, come essa si è sviluppata e come posso continuare questo sviluppo in una maniera nuova. La sfida sta nell’aprire nuove strade che conducono al futuro.


    Quindi l’analisi fa parte del Suo metodo di concepimento?


    Odile Decq: Certo. Io analizzo molto. Lo scopo è quello di sviluppare un programma e un modello per edifici nuovi. Qui, la questione della forma e dell’aspetto non sta in primo piano. Prima di tutto è necessario sondare le strutture di un luogo.


    Secondo Lei il riferimento al passato è importante al fine di costruire le future città?


    Odile Decq: Assolutamente! Non esiste alcuna frattura tra il passato e il futuro. Entrambi sono uniti tra loro in una corrente continua.


    Le ristrutturazioni, gli ampliamenti e i risanamenti stanno diventando sempre più importanti in architettura. Cosa considera di questo nuovo settore?


    Odile Decq: Grazie al museo Macro di Roma ho fatto diverse esperienze in questo settore. L’ex edificio della birreria risaliva al XX secolo, quindi non è veramente vecchio per una città come Roma. Ciononostante abbiamo dovuto conservare la facciata. Abbiamo mantenuto il muro esterno come uno schermo e dietro vi abbiamo eretto un nuovo edificio. Non lo ritenevo sensato. In Francia esiste addirittura un termine per questo metodo, noi lo chiamiamo “Fassadisme”. Tuttavia non bisognava agitarsi su questo punto. Oggigiorno molte persone hanno paura dell’architettura contemporanea e al posto di questa preferiscono mantenere il vecchio.


    In Francia c’è stato il fenomeno dell’avanguardia. Lei crede che anche oggi le idee avanguardiste in architettura abbiano ancora una chance?


    Odile Decq: L’avanguardia è un movimento storico. Oggi in Francia non viene più sicuramente realizzata alcuna architettura avanguardista. Forse vi è stata una fase negli anni Settanta e più tardi l’era dei “Grands projets” che per lo meno hanno portato una fresca ventata nell’architettura. Ma ciò non era veramente d’avanguardia. Penso che oggi non ci sia più alcuna avanguardia, perché gli architetti sono troppo vicini al potere.


    Da dove prende le Sue idee?


    Odile Decq: Per me in architettura si tratta di riflettere sul futuro, di sognare, di esplorare le strade del vivere di domani e di costruire case per il futuro. Ciò può non essere accettato oggi, ma si mostrerà nel mondo di domani.


    Quale ruolo giocano le innovazioni tecniche per il Suo lavoro?


    Odile Decq: È molto importante scoprire nuovi strumenti con i quali possiamo creare nuovi edifici e migliorare l’edilizia stessa. A volte non è semplice persuadere sulle innovazioni i committenti, i costruttori e le autorità di controllo. Ma è fantastico quando alla fine si riesce.


    L’architettura viene proclamata sempre di più come disciplina guida dei nostri tempi. Condivide questo punto di vista?


    Odile Decq: Sicuramente! Essere architetto è un mestiere nel quale bisogna pensare in anticipo e restare fedele ad un’idea per lunghi periodi. Gli architetti devono pensare al domani, essere curiosi sul mondo al di là del nostro odierno orizzonte e scoprire come la società si svilupperà. Un architetto non costruisce mai per l’oggi, bensì per il domani. Per questo motivo l’architettura è una delle poche discipline che può contribuire a creare il mondo di domani.

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  • 06/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    L’EPFL Rolex Learning Center di Losanna

    PAESAGGIO MOVIMENTATO
    Dall’esterno, soprattutto nelle prime ore serali, l’ampio edificio dell’EPFL Rolex Learning Center offre una vista mozzafiato. Il carattere scultoreo si manifesta chiaramente attraverso la luce proveniente dall’interno.
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    Non è un’esagerazione quando alcuni architetti affermano che con ogni sua costruzione SANAA reinventa l’architettura. Questo vale soprattutto per il Rolex Learning Center, il nuovo cuore del campus universitario del Politecnico Federale di Losanna EPFL. Ma che cos‘è un Learning Center? Questo micro-campus interno al campus riunisce su una superficie di 17 000 m2 un’ampia biblioteca, aule per riunioni, postazioni di lavoro per studenti, uffici per i ricercatori, bar, un ristorante di classe, una libreria, una auditorio multifunzionale e, tipicamente svizzero, una filiale bancaria. Tuttavia, in questo progetto si va bel al di là della semplice messa a disposizione di funzionali offerte di spazio. La nuova costruzione deve promuovere lo scambio interdisciplinare di scienziati, ma soprattutto deve supportare il posizionamento dell‘EPFL in un paesaggio globale di ricerca richiamando ricercatori di spicco attraverso un ambiente attraente. Questo è più che giustificato dal padiglione progettato da SANAA con lati 166 x 121 metri, dal quale i 14 cortili con diametro da 7 a 50 metri sembrano essere frutto di una punzonatura.

    Mentre nel loro museo del vetro a Toledo rafforzano con costanza il tema del corpo in vetro completamente smaterializzato e nel museo d’arte di Kanazawa studiano il concetto degli spazi circolari dentro un padiglione bianco e rettangolare, Kazuyo Sejima e Ruye Nishizawa riuniscono nel loro nuovo edificio a Losanna questi due principi di costruzione introducendo un ulteriore elemento decisivo, ovvero la topografia movimentata di pavimenti e soffitti. Il risultato non è solamente una tipologia d’edificio mai esistita fino ad ora, ma anche un affascinate e vivace paesaggio costituito da stretti passaggi e ampie aperture, da locali alti e spazi bassi, da luoghi di scambio e comunicazione ma anche di ritiro, tranquillità e concentrazione. “Se si osserva il soffitto arcuato, è possibile notare che le superfici sono completamente indisturbate. Abbiamo tenuto lontano tutte le installazioni al fine di mantenere questa continua impressione. Le singole aree funzionali sono ripartite non mediante muri divisori, bensì attraverso differenti ambienti luminosi. Inoltre, il soffitto non cambia solamente con la luce diurna, ma anche la luce artificiale si ritira nei locali, proprio come se essa uscisse fuori da faretti a muro, da lampade da tavolo e a stelo o da lampade sospese.” dichiara Kazuyo Sejima. Durante il suo primo giro nell’edificio completato, evidentemente Sejima è rimasto impressionato dalla perseverante attuazione della sua idea di architettura minimalista, nella quale nessun dettaglio costruttivo figura in primo piano, nessuna necessità tecnica disturba l’impressione globale.

    Le esigenze in fatto di struttura portante, facciata e allestimento interno dovute alla complessità della geometria hanno dato vita a qualcosa di tutt’altro che ovvia. L’aspetto dei locali eguaglia l’eleganza di un pattinatore su ghiaccio che seduce per l’armonia dei movimenti e che durante l‘esibizione fa dimenticare le fatiche del duro allenamento. Così, il pesante carico della costruzione in acciaio del tetto è ripartito su pochi e delicati supporti circolari; una gran parte di esso grava sulle colonne a facciata dei cortili che a seconda delle necessità sono realizzate come snelli profilati a T o come profilati cavi. Sui supporti e sulle colonne delle facciate sono fissati apparecchi d‘illuminazione appositamente concepiti e anch’essi completamente in bianco, che in qualità di cilindri astratti si assoggettano all’architettura e ciononostante contribuiscono in maniera notevole ad un’atmosfera dalla riservatezza raffinata. Come per la facciata e la struttura portante, gli architetti hanno stabilito fin nei minimi dettagli l‘aspetto unitario e semplice. Al fine di poter ricoprire le atmosfere luminose di volta in volta diverse utilizzando un unico elemento costruttivo, le lampade sono state montate come singoli apparecchi oppure a gruppi di due o tre. Il sostegno orientabile permette differenti angoli rispetto al soffitto a riflessione diffusa. Eppure anche la performance tecnica e la vita interna sono adattate singolarmente alle situazioni di turno: in molti dei 282 apparecchi speciali appositamente sviluppati per l‘EPFL Rolex Learning Center, oltre ad una lampada ad alogenuri metallici HIT da 35 Watt con speciale sistema di riflessione IOS, è montata in via supplementare una lampada alogena da 100 Watt avente la funzione di luce d’emergenza. Inoltre, nell’atrio e alla reception, apparecchi LED incassati a soffitto e delle eleganti linee luminose forniscono una luce funzionale e producono degli accenti organizzativi. Negli uffici realizzati come tonde celle spaziali, delle minimaliste lampade a stelo creano una piacevole atmosfera di lavoro nel caso in cui l’abbondante luce diurna non fosse sufficiente. La particolare attenzione degli architetti si è rivolta ad un’illuminazione uniformemente chiara e al contempo anabbagliante nelle postazioni di lettura della biblioteca. Grazie alle lampade sospese filigranate il soffitto sorvola indisturbato come un cielo bianco anche sopra i tavoli di lettura e, attraverso un‘ottica con struttura a micro-piramidi, orienta la luce in modo mirato sulle superfici dei tavoli senza condizionare l‘atmosfera dell’illuminazione di base.

    Ma l‘EPFL Rolex Learning Center dispiega il suo massimo splendore poco prima del tramonto: quando avviene la sovrapposizione dei riflessi del sole sullo sfondo e del blu scuro del cielo con i locali bianchissimi i quali fuoriescono in modo sempre più evidente, per un magico momento questa ineguagliabile costruzione si trasforma in una straordinaria scultura di spazio e luce.

    Il 17 maggio 2010, per la sua intera opera lo studio di architetti SANAA ha ricevuto l’ambito Premio Pritzker per l’architettura.

    Informazioni di projetto:

    Committente: Losinger Construction SA, Bussigny/CH
    Architettura: SANAA, Tokio/J
    Progettazione impianto elettrico: Scherler SA, Le Mont/Losanna/CH
    Installazione elettrica: ETF, Bulle/CH
    Soluzione illuminotecnica: Zumtobel
    Apparecchi speciali,
    » apparecchi ad incasso SLOTLIGHT II,
    » faretti LED CRAYON,
    » apparecchi a stelo MINIUM LITE,
    » apparecchi sospese FREELINE

    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

  • 06/2011
    Azienda

    È uscito LIGHTLIFE 6!

    Edizione primavera 2011 della rivista Zumtobel per i clienti
    Deutsche Bank a Francoforte, intervista a Odile Decq, prodotti highlight della primavera 2011: troverete questo e molto altro nel nuovo numero di LIGHTLIFE 6 intitolato „Di quanta tradizione ha bisogno il futuro?“
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    La sesta edizione della rivista Zumtobel per i clienti si dedica al legame fra architetture storiche e moderne, un argomento che va acquistando rilevanza sempre maggiore.
    Fra gli argomenti che troverete nella rivista LIGHTLIFE 6:

    • Progetti selezionati
    Ristrutturazioni e risanamenti ben riusciti, con l’essenziale contributo di un’illuminotecnica moderna: ne parliamo sull’esempio di progetti come la Deutsche Bank di Francoforte o l’Angel Building di Londra.

    • Interviste
    Rispondendo al titolo della rivista „Di quanta tradizione ha bisogno il futuro?“, l’architetto Odile Decq ci racconta in dettaglio il suo modo di vedere il legame fra tradizione e modernità nell’architettura. Roman Delugan e Christian Schrepfer, dello studio Delugan Meissl Associated Architects, prendono spunto dal faretto IYON per spiegare i mutamenti nel design dei prodotti e le nuove sfide nell’illuminazione dei negozi.

    • Prodotti highlight

    Nel nuovo numero di LIGHTLIFE sono illustrati anche i nuovi prodotti e integrazioni della primavera 2011.
    » Questo capitolo lo potete scaricare anche separatamente.

    Per leggere LIGHTLIFE 6:
    » Come tutte le precedenti edizioni, anche LIGHTLIFE 6 è disponibile in versione da scaricare come download o da ordinare come stampato.
  • 06/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Guardare il mondo con altri occhi

    Il museo Übersee di Brema sfrutta la LED nella nuova esposizione
    Nel museo Übersee di Brema Zumtobel ha studiato una moderna concezione illuminotecnica LED per la mostra permanente „Vivere ciò che muove il mondo“.
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    Fare atmosfera, creare accenti, mettere in scena: Zumtobel ha messo in luce la nuova esposizione permanente del museo “Oltremare” (Überseemuseum) di Brema con un moderno impianto LED. Gli apparecchi che lo compongono sono principalmente faretti Arcos, studiati su misura per questo progetto: forma semplice, corpo cilindrico, vasta scelta di ottiche sono le caratteristiche che fanno di Arcos una soluzione perfetta nelle diverse aree espositive. Nei musei le prerogative che contano di più sono l’alta qualità di luce, lo scarso consumo energetico e una manutenzione semplificata. La tecnologia LED dei faretti Arcos di Zumtobel soddisfa in pieno queste esigenze. La direzione del museo è entusiasta della scelta: „Oltre al considerevole risparmio energetico, Arcos ci offre una grande versatilità d’impiego. Con questo sistema possiamo formare accenti, illuminare superfici, regolare la luce calibrandola a seconda dell’opera esposta. Una simile flessibilità è qualcosa di fantastico in un museo“, commenta la direttrice del museo, Prof. Dr. Wiebke Ahrndt.

    Il Museo Übersee è uno dei più visitati di tutta la Germania. Riunisce collezioni di scienze naturali ma anche di etnologia o merceologia. „Vivere ciò che muove il mondo“ è il motto della nuova esposizione permanente che occupa un intero piano del museo, 1.200 metri quadrati in totale. I visitatori la possono attraversare seguendo sette percorsi che li portano a scoprire fenomeni globali e relativi legami. Vi si trattano temi come comunicazione, economia mondiale, mutamento climatico, identità sessuale, migrazione, tempo, diritti umani. La mostra è resa vivace dall’alternarsi di foto e immagini, suggestive opere e modelli realistici. Numerosi punti interattivi invitano a esplorare, a entrare di prima persona nel contesto globale scoprendo i punti di vista culturali.

    Allo scopo di rendere tangibili i sette temi esaminati, l’agenzia MUSEUMSREIF! ha progettato una scenografia scrupolosamente studiata per dare emozione all’apprendimento. „Quello che cerchiamo di fare è tradurre temi espositivi in spazi scenografici“, spiegano i responsabili di quest’agenzia specializzata in concezioni innovative per musei, mostre o altre iniziative di formazione. „In questo caso, in accordo con l’idea del museo, il nostro obiettivo era mettere in scena un ’centro del museo’ in un’architettura rigorosa, servendoci soltanto di strumenti che sì caratterizzino ma che non disturbino o separino“, precisa Jörg Werner dell’agenzia MUSEUMSREIF!.

    Per seguire questa filosofia, la concezione illuminotecnica di Zumtobel ha trovato come interprete ideale il programma di faretti Arcos. Montati unitariamente su binari elettrificati, i faretti LED emettono la luce con differenti angolature, da spot a flood, e possiedono temperature di colore di 3.000 o 4.000 K. Di conseguenza la luce è sempre mirata: ora diffusa, ora concentrata, ora calda, ora neutra, plasmando un ambiente di effetto vivace. Tuttavia gli apparecchi si mantengono sobriamente in disparte confondendosi con il soffitto bianco. Le sofisticate lenti dei moduli LED diffondono una luce omogenea e morbida. L’assenza di radiazioni IR/UV permette di illuminare le opere più delicate salvaguardandole dal degrado, con un’ottima qualità di resa cromatica pari a Ra > 90. Il lighting designer Andreas Witt, dello studio Enjoy Witt & Roggenkamp, osserva: „Quando parliamo di soluzioni illuminotecniche moderne per l’arte e la cultura, la tecnologia LED per noi è diventata imprescindibile dati i suoi potenziali di risparmio energetico, la qualità della luce e la lunghissima durata. In questo caso i criteri che ci hanno spinti a scegliere il programma Arcos di Zumtobel sono stati l’opzione della temperatura di colore a scelta, l’eccellente qualità della luce ed anche l’agilità del design. “

    Nel settore dedicato alla comunicazione le vetrine sono concepite come unità altoparlanti che trasmettono informazioni. Caratterizzate da un fresco colore giallo, le singole stazioni raccontano le peculiarità delle forme comunicative umane e animali. Qui l’illuminazione è costituita da downlights LED Micros incassati a filo soffitto: si tratta di apparecchi minuscoli, pratici e versatili che sostituiscono perfettamente lampade a bassa tensione da 20 o 35 W. Tutti gli apparecchi Zumtobel collegati all’impianto sono dimmerabili per un ulteriore potenziale di risparmio energetico.


    Informazioni sul progetto:

    Committente:  Übersee-Museum Bremen, Stiftung öffentlichen Rechts; Brema/D
    Concezione espositiva e allestimento:  MUSEUMSREIF! GmbH, Bielefeld/Brema/D
    Progetto illuminotecnico e installazioni elettriche:  Enjoy Witt & Roggenkamp, Paderborn/D
    Soluzione illuminotecnica: Zumtobel
    » Faretti LED ARCOS,
    » downlights LED MICROS

    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

  • 05/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Un nuovo look che conviene

    Una Giunta provinciale beneficiando della moderna tecnologia
    Gli uffici della Giunta provinciale di Marktoberdorf accolgono il pubblico in un’atmosfera luminosa e moderna.
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    Gli uffici della Giunta provinciale di Marktoberdorf accolgono il pubblico in un’atmosfera luminosa e moderna. I reparti dei servizi danno un’impressione di apertura, cosa che si nota fin dal primo momento nello spazioso foyer. Molti stentano a riconoscere questo primo lotto della radicale ristrutturazione ultimata solo a fine marzo. L’atmosfera profondamente trasformata – in meglio – è merito in buona parte della concezione illuminotecnica di Zumtobel: dal foyer ai servizi del cittadino si è guidati da linee luminose, gli uffici ricavano una piacevole luminosità da apparecchi a sospensione, nei corridoi sono montati apparecchi che creano accenti favorendo l’orientamento.

    L’intero progetto di ristrutturazione prevede di ampliare l’edificio con una nuova ala ad est e di risanare tutta l’ala sud. Il primo lotto appena concluso ha trasformato la sede amministrativa in un centro servizi moderno sia tecnicamente che otticamente. Proprio per tale motivo si è curato in particolar modo l’uso attento delle risorse e dell’energia. „In questo risanamento l’illuminazione assume un ruolo fondamentale“, spiega il lighting designer Ernst Körbl, dello studio ingegneri Körbl + Feneberg GmbH, che prosegue: „I moderni apparecchi Zumtobel consumano molto di meno ma al contempo danno una luce di qualità migliore. Ora la Giunta provinciale risparmia il 43 per cento di energia all’anno rispetto al consumo precedente.“

    Il complesso di circa 9.500 metri quadrati non era mai stato toccato per tre decenni e quindi in diverse parti aveva bisogno con urgenza di interventi. Si è cominciato quindi a ristrutturare a fondo i servizi al cittadino, le sale di riunione e gli uffici, fra l’altro ampliando la superficie sportelli di 2.300 metri quadrati circa. Le opere strutturali sono firmate dallo studio di architetti Stadtmüller.Burkhardt.Architekten: „Abbiamo scelto di unire il vecchio al nuovo con una modernizzazione architettonica ma non solo. Ci premeva anche migliorare la qualità del lavoro dei dipendenti e offrire al pubblico un’atmosfera amichevole“, commenta l’architetto Wendelin Burkhardt.

    Il nuovo stile della Giunta provinciale è caratterizzato in modo evidente da quasi 500 metri di linee luminose. Installati a filo soffitto nelle aree pubbliche e in quelle di passaggio, i sottili apparecchi Slotlight diffondono una luminosità piacevole ed uniforme. La cosiddetta tecnica Tetris, con lampade T16 in posizione sfasata e riflettori separati in lamiera d’acciaio bianca, dà come risultato una distribuzione quasi priva di ombre. Gli apparecchi sono coperti da rifrattori in PMMA in modo da garantire perfette condizioni visive sui tavoli, senza alcun tipo di fastidioso riflesso nei monitor. Di conseguenza i posti di lavoro possono essere disposti nel modo preferito.

    Per la facciata esterna e per i rivestimenti degli interni gli architetti hanno scelto in prevalenza legno, per i pavimenti pietra naturale. Gli elementi che disturbavano sono stati rimossi oppure sostituiti da corrispondenti strutture in vetro, cosa che conferisce agli ambienti un aspetto moderno e aperto. Oltre alla nuova illuminazione, gli accorgimenti che ottimizzano l’efficienza sono un nuovo impianto fotovoltaico, nuovi cablaggi, un nuovo impianto di condizionamento e finestre a vetri tripli.

    Per illuminare i posti di lavoro negli uffici i progettisti hanno cercato apparecchi ad alta efficienza e con limitazione dell’abbagliamento a norma. La scelta è caduta su Claris II che diffonde un’adeguata luce diretta/indiretta. Lineare, minimalista ed essenziale, questo apparecchio a sospensione convince per il suo ingombro molto ridotto. Vanta un rendimento del 93 per cento ed assicura un perfetto comfort visivo oltre che efficienza energetica. Ne deriva un ambiente gradevole, con una buona atmosfera di lavoro ma senza sprechi.

    A tutto questo si aggiungono freschi colori che portano vivacità nei corridoi - una volta piuttosto bui - migliorando ulteriormente l’ambiente. L’effetto è merito anche dell’illuminazione d’alta qualità: i supporti Linaria montati nei corridoi di ogni piano formano veri highlights e aiutano ad orientarsi in una luce piacevole. Tutti gli apparecchi sono dimmerabili e provvisti di segnalatori di presenza che garantiscono economicità nel funzionamento.



    Informazioni sul progetto :
    Committente :           
    Landkreis Ostallgäu, Marktoberdorf/D
    Architettura :       
    Stadtmüller.Burkhardt.Architekten, Kaufbeuren/D
    Progetto illuminotecnico :
    Ing.-Büro Körbl + Feneberg GmbH, Füssen/D
    Installazioni elettriche : Elektro EWR, Füssen/D
    Soluzione illuminotecnica :       
    Zumtobel
    » Linee luminose SLOTLIGHT,
    » apparecchi singoli e linee luminose LINARIA,
    » apparecchi a sospensione CLARIS II,
    » downlights MICROS LED


    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel
  • 05/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Cucina esclusiva in luoghi fuori dal comune

    Zumtobel illumina un ristorante di design in movimento
    È un’esperienza gastronomica unica nel suo genere quella offerta del ristorante mobile „Cube“ della ditta Electrolux.
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    Cucina eccellente e design d’alto livello in luoghi fuori dal comune: è così che si può riassumere l’idea di „Cube“, il ristorante mobile del marchio di elettrodomestici Electrolux. Gli architetti e designer dello studio Park Associati di Milano hanno progettato una struttura da 140 metri quadrati con terrazza panoramica, che nei prossimi mesi girerà per l’Europa sostando esclusivamente in location di speciale attrazione dove nei dintorni non si trovano altri ristoranti. Il “Cube” è attualmente alla sua tappa di partenza, il Parc du Cinquantenaire a Bruxelles. Non si trova però direttamente nel parco bensì sopra l’arco di trionfo, in modo da offrire un esclusivo panorama. Per una concezione tanto originale, i responsabili volevano un ambiente altrettanto straordinario. Sono stati gli stessi architetti, che già avevano collaborato in un precedente progetto, a consigliare Zumtobel come specialista della luce. La soluzione è stata naturalmente progettata su misura.

    Matteo Menghini, Project manager di Zumtobel Italia, racconta: „Dalla necessaria luce funzionale nella cucina all’invitante atmosfera dell’entrata e agli accenti suggestivi sui tavoli, ovunque abbiamo cercato una soluzione armoniosa che renda giustizia anche alla modernità del design. Ci siamo posti come obiettivo apparecchi che non si notino ma con un effetto di luce tangibilmente piacevole.“

    Con queste premesse, Zumtobel ha studiato e prodotto un apparecchio apposito per il foyer, dal design dello studio di architettura Park Associati di Milano e dall’esperienza della ditta Hasenkopf, specializzata nella lavorazione del Corian con marchio registrato Du Pont. Questo nuovo apparecchio piace soprattutto per la sua forma cristallina. L’ottica MPO+ brevettata da Zumtobel elimina ogni fastidioso abbagliamento e diffonde una luce piacevolmente omogenea.

    L’interno del “Cube” è allestito in modo flessibile per adattarsi a diversi eventi. Il tavolo più grande offre spazio a 18 persone, ma prima e dopo il pasto viene issato sul soffitto. Il ristorante pertanto guadagna spazio e si trasforma rapidamente in una comoda lounge. La luce che segue ogni situazione è quella del multifunzionale Supersystem, installato sia nella cucina aperta che in tutto il ristorante. I minuscoli ed efficienti spot led della famiglia Supersystem, si integrano con armonia in quest’architettura moderna e purista. Inoltre emettono una luce molto focalizzata, perfetta per creare accenti. L’intero ambiente risulta messo in scena con raffinata efficacia.

    Ben integrati nel soffitto sono anche gli innovativi downlights LED Panos Infinity che illuminano la zona d’ingresso. Nella cucina aperta trovano posto linee luminose Linaria, più che convincenti nella loro arte della semplicità: con una luce uniforme che garantisce l’indispensabile comfort visivo.

    In viaggio per l’Europa, attraversando Belgio, Italia, Svizzera, Russia e Svezia, il ristorante stazionerà di volta in volta per tre mesi e presenterà sempre chef diversi, selezionati fra i migliori del paese ospitante.

    Guardate dal vivo Cube su You Tube:


    Per informazioni e prenotazioni andate su:
    » http://www.electrolux.co.uk/Cube/


    Informazioni sul progetto:
    Committente : Absolute Blue, Bruxellesl/B
    Architettura e design di interni : Park Associati, Milano/I
    Installazioni elettriche : Greenville, Milano/I
    Soluzione illuminotecnica (interni) : Zumtobel
    apparecchio speciale IBLA
    » Sistema LED SUPERSYSTEM,
    » linea luminosa LINARIA,
    » downlight LED PANOS INFINITY,

     

    Immagini: Pubblicazione gratuita autorizzata dietro citazione della
    1,2: Carol Kohen; 3: Park Associati: Andrea Martiradonna
  • 05/2011
    Prodotti

    Zumtobel presenta Iyon, un nuovo programma di faretti

    Massima efficienza LED e linea perfetta
    Qualità della percezione ed efficienza: Iyon mette in scena i negozi con accenti precisi creati da potenti moduli LED.
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    Iyon è il nuovo programma di faretti LED ideato da Zumtobel per l’illuminazione efficiente e di qualità nei negozi. Il raffinato design nasconde un esclusivo sistema di lenti per una luce d’accento precisa ed omogenea, con diverse caratteristiche di emissione. Resa cromatica eccellente, moduli LED di potenza, spiccata efficienza energetica: con questi requisiti Iyon è la soluzione perfetta per mettere in scena negozi e showroom. Il programma è proposto in due misure, varie potenze, versioni Stable White e Tunable White.

    Il faretto LED Iyon nasce dalla collaborazione con lo studio di architetti austriaci Delugan Meissl Associated Architects. È soprattutto la linea pulita dell’armatura – realizzata in pressofusione di alluminio – a conferire al faretto una sobria eleganza oltre che estrema funzionalità. Roman Delugan descrive il design di Iyon come fluido interagire fra oggetto e mezzo: „Puntavamo alla massima versatilità d’uso. Forma, finitura, funzioni illuminotecniche e comandi contribuiscono a questo risultato, sia dal punto di vista estetico che da quello funzionale.“ L’armatura è costruita in modo da indurre la dissipazione passiva dei moduli LED assicurandone così una lunga durata.

    L’efficienza di Iyon va da 55 a 77 lm/W e non ha nulla da invidiare ai faretti in tecnologie convenzionali. L’ottima qualità della luce è merito dei validissimi moduli LED: la versione Advanced Stable White è quella che garantisce la massima stabilità di colore ed omogeneità, in tonalità 3.000 o 4.000 K, mentre le versioni Essential Plus ed Essential Stable White sono studiate per accenti precisi e potenti, con un’efficienza straordinaria. I flussi luminosi - da 1.000 a 1200, da 1.700 a 2.100 e da 2.300 a 2.800 Lumen - sono in grado di sostituire con efficienza lampade HIT fino a 50 W. La serie convince non solo per la qualità di luce costante ma anche per il potenziale di risparmio energetico dato dal dimming e per l’assenza di manutenzione nelle 50.000 ore di durata, superate le quali il flusso scende al 70%.

    Oltre alle versioni sopracitate, da maggio 2012 Iyon sarà disponibile in tecnica Tunable White e due potenze: con una resa cromatica Ra 90, la temperatura di colore si regola a piacere da 2.700K a 6.500K. Questa flessibilità nel variare la luce bianca torna utile in particolare dove si cambiano spesso gli assortimenti di prodotti e si vogliono esaltare i colori migliorando la percezione in un’atmosfera confacente. L’assenza di radiazioni IR/UV rappresenta un ulteriore vantaggio: infatti si possono illuminare a distanza ravvicinata anche materiali delicati, come i tessili o i cosmetici, senza procurarne il degrado.

    Tutti i faretti Iyon possiedono riflettori di precisione (intercambiabili) realizzati in policarbonato con alluminio applicato in sputtering, garanti di un’emissione brillante e previsti per diversi angoli di emissione a fascio largo o stretto. Inoltre le versioni Advanced Stable White e Tunable White sono provviste di una speciale lente brevettata a camera mista che miscela perfettamente i colori.

    Questo vasto programma di faretti – due misure, riflettori e accessori sostituibili senza utensili – rappresenta una soluzione indicata per un gran numero di esigenze illuminotecniche. Lo si può installare in binari elettrificati trifase e sarà disponibile anche per semi-incasso e per file continue Tecton.

    La regolazione di luminosità dal 10 al 100% si effettua via DALI. Di serie gli apparecchi sono proposti in finitura satinata, bianca o nera. L’intero programma è coperto da una garanzia di cinque anni che comprende anche alimentatori e LED. Iyon è disponibile da maggio 2011 nelle versioni Stable White. Le versioni Tunable White seguiranno a primavera 2012.

    » Alla famiglia di prodotti IYON

    Illustrazioni: Pubblicazione gratuita citando: Zumtobel;    B5 : Udo Titz

  • 04/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Euroluce – binomio di design e tecnologia

    Zumtobel presenta nuovi prodotti e nuove tecnologie
    All’Euroluce di Milano, che si è conclusa il 17 aprile 2011, Zumtobel era presente con molti nuovi prodotti e soluzioni
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    Dal 12 al 17 aprile Zumtobel era all’Euroluce di Milano per presentare le sue novità. Abbinata al Salone del Mobile, questa fiera biennale costituisce un importante appuntamento per i produttori illuminotecnici che puntano al design.

    Nei 250 metri quadrati di stand erano esposte soluzioni complete per i settori applicativi vendite e presentazioni, arte e cultura, uffici e per la prima volta anche facciate. I protagonisti tecnologici sono stati i LED e i sistemi di comando per risparmio energetico. Il pubblico ha avuto modo di conoscere da vicino le possibilità di gestione della luce, sperimentando di persona come si coordinano apparecchi e serrande a seconda della posizione del sole.

    I moltissimi visitatori presenti nello stand hanno dimostrato enorme interesse.

    In concomitanza con la fiera, Zumtobel ha promosso due eventi nel centro di Milano. Uno era l’installazione „Growing by Numbers“, presentata l’11 aprile insieme allo studio Architettura Attuale: il successo è stato tale da provocare una lunga coda davanti al Pirellone. L’installazione era formata da numeri luminosi alti nove metri, realizzati con apparecchi LED CAPIX, che da dicembre a metà aprile hanno messo in scena i sette grattacieli più alti di Milano.

    Il giorno successivo è stata inaugurata la mostra dello studio SANAA. La rassegna dei progetti dei due architetti giapponesi, fra cui anche il Serpentine Gallery Pavillon di Londra, è ospitata dal Light Centre Zumtobel di Milano e rimane aperta al pubblico fino al 29 aprile.


    Illustrazioni: Pubblicazione gratuita citando: Zumtobel

  • 04/2011
    Prodotti

    Downlights LED Panos Infinity

    Temperatura di colore variabile, design ed efficienza – ora anche di forma quadrata
    Da maggio 2011 il programma è completato dalla versione quadrata Panos Infinity Q e da vari modelli wallwasher LED.
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    Luce per le massime esigenze: con i nuovi downlights LED Panos Infinity la qualità e l’efficienza del futuro sono già diventate realtà. Da maggio 2011 il programma è completato dalla versione quadrata Panos Infinity Q e da vari modelli wallwasher LED. Con tutte le sensazionali prerogative che caratterizzano la serie.

    Linguaggio formale ridotto ed efficienza del sistema che raggiunge i 84 Lumen/Watt dimostrano che la tecnologia LED d’alto livello ha ormai sorpassato le classiche lampade fluorescenti compatte in tema di efficienza e di qualità. Sono disponibili tre potenze: 16 Watt per un flusso di 1.000 Lumen, 23/25 Watt per oltre 1.800 Lumen e 32 Watt per 2.400 Lumen. Una tecnologia LED speciale assicura una temperatura di colore stabile, di 3000 o 4000 Kelvin, per tutte le 50.000 ore del ciclo di vita. Eccellente anche la resa cromatica con un indice Ra superiore a 90. Sono tutti pregi che rendono questo downlight davvero imbattibile.

    I downlight sono previsti anche con l’esclusiva regolazione dinamica della temperatura di colore. Panos Infinity Tunable White è in grado di riprodurre l’andamento della luce naturale grazie ad un esclusivo dinamismo della temperatura di colore. A seconda delle esigenze o delle architetture l’utente può modificare a piacere la tonalità senza bisogno di sostituire lampade o apparecchi. La perfetta regolazione, da 2.700 a 6.500 Kelvin, non solo migliora la qualità percettiva ma crea anche colpi d’occhio, esalta i colori, favorisce il bioritmo umano. Panos Infinity Tunable White vanta un’alta qualità di resa cromatica (Ra 90) che non altera i colori. Per impostare le diverse tonalità di bianco si utilizza l’elemento di comando CIRCLE tune oppure il pannello Emotion Touch.

    Il design di Panos Infinity, opera di Christopher Redfern, mette in risalto le possibilità date al linguaggio formale dalla tecnologia LED. La camera luminosa e il riflettore si uniscono con armonia lasciando invisibile la sorgente. L’apparecchio si inserisce in modo sobrio nelle architetture con il suo anello significativamente ridotto. La nuova variante senza cornice può essere considerata un vero highlight architettonico. Del suo progetto il designer dice: „Con questo downlight desidero creare una luce molto vicina a quella naturale. Una luce di tonalità piacevole, con la possibilità di adattarla alle proprie preferenze.“

    La straordinaria efficienza, ineguagliabile su tutto il mercato, nasce dalla perfetta unione di tecnologie d’avanguardia, di materiali pregiati e di know-how illuminotecnico. Per garantire la durata e il miglior funzionamento dei LED, Zumtobel ha studiato in particolar modo il sistema di dissipazione, riuscendo a sviluppare un meccanismo (di cui è stato richiesto il brevetto) che raffredda il modulo LED passivamente e che di conseguenza migliora in modo sostanziale le caratteristiche d’impiego del downlight. Panos Infinity è dimmerabile DALI come standard e permette quindi interessanti possibilità di ulteriore risparmio energetico.

    Sia la variante rotonda che quella quadrata sono proposte in due misure: 150 e 200 mm di diametro per Panos Infinity rotondo, 140 e 190 mm di lato per Panos Infinity Q – per l’incasso low con soli 100mm di profondità oppure high con 140 mm di profondità. La scelta di quattro riflettori e della versione senza cornice consente di trovare soluzioni ideali nelle applicazioni più svariate.
    La costruzione modulare dei downlights Panos Infinity evidenzia il design d’avanguardia. La camera luminosa LED e il sistema di dissipazione passiva formano un’unità (per cui è stato richiesto il brevetto) che si stacca dall’alimentatore e dal riflettore senza bisogno di utensili. Pertanto diventa facile anche sostituire un modulo LED completo.

    A prima vista sembra identico al downlight, ma assolve funzioni illuminotecniche ben precise. L’apparecchio wallwasher LED PANOS Infinity, di diametro 200 mm, illumina con efficienza oggetti e superfici verticali esposti in gallerie o negozi. I riflettori asimmetrici sono trattati con alluminio brillantato applicato in sputtering.

    I downlights Panos Infinity sono coperti da una garanzia di cinque anni che include alimentatori e LED. Inoltre l’intera gamma di prodotti è certificata con eco+, il rigoroso marchio di Zumtobel riservato ai prodotti particolarmente attenti alle risorse.


    » Alla famiglia di prodotti PANOS INFINITY


    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

  • 04/2011
    Azienda

    Zumtobel alla Euroluce 2011

    Soluzioni illuminotecniche LED: perfette nel design e innovative
    Aprile 2011 - Dal 12 al 17 aprile Zumtobel presenterà al Salone Internazionale dell'Illuminazione Euroluce, che si terrà alla Fiera di Milano, una serie di soluzioni illuminotecniche LED efficienti e innovative.
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    Dal 12 al 17 aprile 2011 si incontreranno a Milano esperti da tutto il mondo del settore design e mobili in occasione del Salone del Mobile e della Euroluce. Zumtobel mostrerà al padiglione 15, stand C23/D20, soluzioni illuminotecniche finalizzate all’impiego per i settori ufficio e comunicazione, arte e cultura, vendita e presentazione nonché a proposito del tema “dinamica della temperatura colore” (Tunable White). Un altro dei temi principali che saranno affrontati sarà quello del comando intelligente ed economico sul piano energetico di componenti come gli apparecchi di illuminazione e le veneziane. I prodotti presentati si distinguono per l’alta qualità del design e per la loro modernissima tecnologia LED. Harald Sommerer, CEO del gruppo Zumtobel, spiega: “Ciò che contraddistingue il marchio Zumtobel è la perfezione tecnica ed estetica delle soluzioni illuminotecniche integrali adottate nel campo dell’illuminazione professionale per edifici. Quest’anno riaffermeremo alla Euroluce questo nostro obiettivo, incentrato sul design e sull’innovazione, con presentazioni di prodotto finalizzate all’impiego”.

    L’idea alla quale la Zumtobel si è inspirata per il suo stand si può riassumere nell’equilibrio perfetto fra qualità della luce ed efficienza energetica. Alla luce di questa filosofia vengono esposte varie soluzioni per l’allestimento di locali e interni architettonici con concezioni di luce integrali. L’attenzione viene richiamata soprattutto sugli apparecchi LED e sulla loro applicazione. La gamma dei prodotti presentati è ampia: sistemi di luce LED, dai più minimalisti a quelli più complessi, apparecchi, dalle versioni decorative ai modernissimi apparecchi LED per facciate, e sistemi di comando. L’effetto combinato di innovazione, tecnologia, design, emozione ed efficienza energetica determina l’alto livello di qualità delle singole linee di prodotti che permette alla Zumtobel di sottolineare la sua posizione di produttore all’avanguardia di apparecchi orientati sul design con altissimo valore d’uso tecnico. Ma non è tutto: Zumtobel presenterà una concezione per lampada da tavolo, ricavata dalla tecnologia dei diodi organici ad emissione di luce (OLED).

    Al centro del padiglione, installato su una superficie di 250 metri quadrati, si trova un’ampia superficie di comunicazione a forma di piazza, ideale per consentire lo svolgimento dei colloqui con i clienti. I cubi di applicazione sono raggruppati intorno alla piazza secondo una logica sistematica: ufficio, shop e arte. In tal modo il cliente potrà godere dalla piazza una buona vista sui prodotti e sulle soluzioni presentate nello stand. Oltre alle applicazioni ci sarà un cubo a parte per la presentazione della funzionalità Tunable White. Gli apparecchi Tunable White consentono all’utente, a seconda dell’applicazione, di adeguare flessibilmente la temperatura del colore nel campo di luce bianca. L’alta qualità della resa colore nel campo dai 2.700 ai 6.500 Kelvin migliore la percezione e favorisce il bioritmo dell’essere umano. Il visitatore può rendersi conto sul posto dei vantaggi e constatare l’effetto positivo dei cambiamenti dinamici della temperatura colore, richiamanti l’andamento naturale della luce diurna. Prodotti come il LED downlight Panos Infinity e il faretto LED Arcos dispongono già di questa dinamica della temperatura colore. Il nuovo faretto LED Iyon, anch’esso presentato alla fiera, sarà disponibile in versione Tunable White a partire dall’autunno 2011.

    L’argomento che sta emergendo sempre di più nelle discussioni sull’illuminazione in generale è l’aspetto dell’“efficienza energetica”. Alla Euroluce quindi la Zumtobel dedicherà particolare attenzione anche al tema del comando luce. Attraverso un soffitto di luce a comando dinamico verranno simulate diverse scene di luce diurna, simulando una posizione del sole sempre diversa. Grazie ad un multi-touch panel il visitatore potrà sperimentare le varie possibilità offerte dal sistema di gestione luce premendo semplicemente un pulsante. In tal modo vedrà e constaterà l’azione combinata di dimmeraggio e commutazione degli apparecchi, affiancata dall’azione a comando delle veneziane, in un coordinamento armonioso e ottimale di tutti i dispositivi a seconda della posizione del sole.

    Il Salone del Mobile, che si svolge a ritmo biennale, festeggia quest’anno il suo 50° anniversario. Nel suo ambito ha luogo la fiera Euroluce che, con i suoi 40.000 metri quadrati di superficie, è ormai da tempo un appuntamento molto atteso da tutti gli operatori del settore Design. Partecipando alla fiera in qualità di espositore Zumtobel trae profitto dal contatto ravvicinato con il cliente. I rapporti di cooperazione internazionale con architetti, designer illuminotecnici ed artisti offrono numerosi impulsi innovativi per portare avanti progetti e prodotti.

    Zumtobel: padiglione 15 C23/D20
    » www.zumtobel.com/euroluce2011

    Dal 12. al 17. April 2011
    Strada Statale del Sempione, 28,
    20017 Rho (Milano)



    Pubblicazione esente da parcella in cambio di riferimento a: Zumtobel
  • 04/2011
    Prodotti

    Pronti per il futuro

    Gli apparecchi Light Fields diventano LED
    Ora gli apparecchi Light Fields sono anche in tecnologia LED.
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    L’intramontabile design di Light Fields è imbattibile nelle architetture degli uffici di tipo lineare. Ora è pronta una serie completa di versioni LED che ne fa la soluzione del futuro. La scelta garantisce totale versatilità d’impiego: incasso, plafoniera o sospensione, disposizione singola o in cluster. I modelli LED sono tra i più efficienti della loro categoria, 70 Lumen per Watt. Tenendo conto dei costi di manutenzione quasi inesistenti, l’investimento in un’eccellente qualità di luce si ripaga in fretta. Inoltre lo sviluppo delle versioni LED consente di progettare impianti unitari in edifici completi.

    La serie Light Fields LED convince sotto due aspetti: uno è quello ottico, moderno e lineare, l’altro è quello tecnologico che si traduce in grande efficienza e perfetta limitazione dell’abbagliamento. L’essenziale linearità rimane invariata, di modo che come prima l’apparecchio si fonde con l’ambiente e con l’architettura. La luminosità emessa, omogenea ma vivace, valorizza ulteriormente il linguaggio formale di Light Fields LED. Il modulo arriva a contenere 360 LED che generano una luce uniforme e brillante come mai sarebbe possibile con le tradizionali lampade fluorescenti.

    Light Fields LED possiede tutti i requisiti ottici e tecnologici previsti dalle nuove norme EN12464 – rivedute nel 2011 – per l’illuminazione dei posti di lavoro. Negli apparecchi LIGHT FIELDS LED la tecnologia MPO+ dei rifrattori è stata ulteriormente perfezionata. Il risultato è una schermatura perfetta per display sia verticali che inclinati, oltre alla riduzione delle luminanze agli angoli verticali da cui deriva una totale libertà di disposizione dei posti di lavoro: una prerogativa sempre più richiesta negli uffici moderni. Alla luce di ottima qualità, con resa cromatica Ra 80 e tonalità stabile di 3000 o 4000 Kelvin, si accompagna una durata di 50.000 ore dopo le quali rimane ancora il 70% del flusso.

    Il necessario raffreddamento dei LED avviene attraverso il lato posteriore che rende superflui voluminosi dissipatori garantendo inoltre la sottile costruzione dell’apparecchio. Pertanto i modelli LED, quadrati o rettangolari, da incasso, a sospensione o a plafone, sono ideali anche in presenza di controsoffitti e locali di altezze ridotte.

    Light Fields LED è dimmerabile via DALI dal 3 al 100 per cento. Risulta dunque semplicissimo realizzare un impianto comandato in base a luce diurna e presenza. Tutti i sistemi di comando Zumtobel sono compatibili con Light Fields LED e danno molte possibilità di personalizzare le scene di luce pur risparmiando energia.

    Il programma è completato da Light Fields Mini LED: un compatto apparecchio da incasso, identico nel design e utile soprattutto in corridoi o zone di passaggio. L’intero programma è coperto da una garanzia di cinque anni. Sarà disponibile da maggio 2011.

    » Alla famiglia di prodotti LIGHT FIELDS


    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

  • 03/2011
    Azienda

    EuroShop 2011 – I LED convincono

    Zumtobel presenta una gamma completa di LED per negozi
    I visitatori dell’EuroShop si sono dimostrati altamente interessati alle tante possibilità che offrono i LED per creare effetti, sensazioni e scenografie nei negozi.
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    Per Zumtobel è decisamente positivo il bilancio della fiera che si è conclusa il 2 marzo a Düsseldorf. In tutti i cinque giorni l’azienda ha riscontrato forte interesse della clientela, contatti intensi, entusiasmo generale per le innovazioni presentate.

    Le concezioni più richieste erano proprio quelle in tecnologia LED. E l’Euroshop è stata il vero trampolino di lancio per l’illuminazione dei negozi su base LED: „Con le nostre innovazioni abbiamo fatto capire che già oggi vale la pena scegliere la tecnologia LED in quasi tutte le applicazioni per negozi. I nostri clienti si rivelano in buona parte disponibili a investire in questa direzione per le loro filiali o catene di negozi. Si tratta di un fondamentale impulso alla crescita del secondo settore applicativo più rilevante per il marchio Zumtobel,“ dichiara Harald Sommerer, CEO del gruppo Zumtobel.

    Zumtobel si trasforma in negozio dove vivere emozioni
    I 300 metri quadrati dello stand Zumtobel presentavano soluzioni illuminotecniche innovative per le differenti zone dei negozi: come scaffali, vetrine, banconi di prodotti freschi o tavoli di vendita. Grande consenso ha riscontrato l’atmosfera dello stand, di giorno tenuto nelle sobrie tonalità del bianco ma di sera trasformato in un irresistibile palcoscenico da una performance multimediale. Fra le principali novità si sono visti i faretti LED Iyon, caratterizzati da una forma appositamente ideata per la tecnologia LED e convincenti non solo per la sensazionale qualità di luce ma anche per la potenza, fino a 3.200 Lumen. Altra novità è il sistema Microtools per illuminazione di scaffali: luce di qualità sempre ottima e soprattutto dimensioni minimaliste. Per illuminare i banchi che contengono prodotti freschi è stato sviluppato il faretto LED Vivo Tunable Food: possiede un innovativo pulsante con cui regolare lo spettro di colore a seconda del prodotto da mettere in luce.

    Tunable White per scenografie dinamiche
    Al tema della luce si dà sempre più importanza perché si sa che è in grado di dare personalità ai negozi, di distinguerli dagli altri e di suscitare emozioni. È proprio pensando a quest’esigenza che Zumtobel ha presentato in fiera funzioni innovative come ad esempio „Tunable White“. Si tratta di una tecnologia, già applicata in diversi programmi di faretti e downlights LED, che permette di regolare le tonalità della luce bianca da 2.700 a 6.500 Kelvin. Nei negozi i LED tornano vantaggiosi anche perché emettono poco calore e abbattono i costi di manutenzione.

    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

  • 03/2011
    Azienda

    Sul podio

    L’iF product design award 2011 premia i prodotti Zumtobel
    Fra di essi due apparecchi Zumtobel: il downlight LED Panos Infinity e la piantana Opura.

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    Il downlight LED Panos Infinity e la piantana Opura hanno convinto la giuria dell’iF product design award di quest’anno. L’ambito premio sottolinea nuovamente l’eccellenza del design dei prodotti Zumtobel, oltre alla qualità e all’efficienza. „Siamo molto soddisfatti di questo riconoscimento internazionale. I premi come l’iF product design award ci confermano che i nostri prodotti, quelli sviluppati insieme a celebri designer, possiedono l’auspicata capacità di fare scuola e creare tendenze“, dichiara il direttore marketing Zumtobel Reinhardt Wurzer.

    In totale si sono candidati al premio 2.765 prodotti di oltre 1000 partecipanti internazionali. Di questi ne sono stati premiati 993. L’iF product design award è uno dei premi di design più importanti al mondo. Della giuria fanno parte designer di fama, imprenditori e professori che ogni anno premiano "i design eccellenti di aziende innovative". Si tratta pertanto di un premio che indica gli sviluppi e le tendenze del futuro.

    Downlight LED Panos Infinity
    Il linguaggio formale ridotto dei downlights LED Panos Infinity e l’efficienza fino a 77 Lumen/Watt dimostrano che la tecnologia LED ha ormai superato le classiche lampade fluorescenti compatte in materia di efficienza e qualità di luce. Il designer di questo prodotto, Christopher Redfern, ha sfruttato i vantaggi della tecnica LED per creare un nuovo stile. La sorgente diventa invisibile nell’armonioso passaggio fra camera luminosa e riflettore. Ed è minimalista anche l’anello con cui il downlight si integra garbatamente nell’architettura.

    La performance dell’apparecchio, per ora unica sul mercato, nasce dall’esclusiva combinazione di tecnologie particolari, materiali della massima qualità e know-how illuminotecnico. Le sue caratteristiche fanno scuola: luce d’alta qualità e temperatura di colore stabile, 3.000 o 4.000 Kelvin, eccellente resa cromatica con indice maggiore di Ra 90. È nuovissima anche la versione con temperatura di colore dinamica da 2.700 a 6.500 K.

    » Alla famiglia di prodotti PANOS INFINITY


    Piantana Opura

    La piantana Opura unisce l’illuminotecnica più moderna alla raffinatezza dello stile. In fatto di design conquista il suo morbido linguaggio formale. Si presenta come se fosse un’unica fusione, apparentemente senza cambi di materiali e con una testata senza fughe. I comandi soft-touch offrono il massimo del comfort.

    È la prima piantana in cui luce diretta e indiretta si regolano separatamente. Quest’apparecchio di design, firmato da Peter Andres & ON Industriedesign, è disponibile in tre differenti esecuzioni: come versione LED al completo, come modello ibrido oppure con lampade fluorescenti compatte. Tutte le piantane Opura possiedono la pregiata ottica a microprismi MPO+ che impedisce ogni fastidioso abbagliamento sui monitor. In aggiunta è possibile la regolazione basata sulla luce diurna il massimo del risparmio energetico.

    » Alla famiglia di prodotti OPURA

    I prodotti premiati saranno esposti ad Hannover nella mostra iF product design award, aperta al pubblico da marzo a giugno 2011.

    Illustrazioni: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

  • 02/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Un cuore scintillante per Žilina

    Mirage Shopping Center
    Il Mirage Shopping Center mette d’accordo gli appassionati di architettura, di luce e di acquisti
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    Impossibile resistere alla voglia di shopping nel nuovo centro commerciale „Mirage“. Si trova a Žilina, importante città slovacca di 85.000 abitanti nel nordovest del paese: la località giusta per costruire un centro shopping di 22.000 metri quadrati, con oltre cento negozi e una concezione architettonica che attrae magneticamente. Nel solo giorno dell’inaugurazione vi si sono riversati 100.000 visitatori.

    La soluzione illuminotecnica progettata da Zumtobel per le aree pubbliche contribuisce alla brillante presentazione della struttura. Insieme all’architetto Michal Diviš sono stati scelti apparecchi e comandi che creano atmosfera e comfort in ristoranti, corridoi e zone di sosta. Giochi di colori e morbida luminosità caratterizzano ogni punto aiutando ad orientarsi attraverso le differenti percezioni. Per il nucleo della facciata, ricoperto da mattoni esagonali, Diviš e Zumtobel hanno studiato un’originale soluzione LED che si fa notare solo quando scende la sera. L’impianto è composto da quasi 2000 spot LED inseriti negli spigoli di ogni esagono in modo da avvolgere l’ingresso in un luminoso involucro. Con i comandi DMX si regola ogni singolo apparecchio LED.

    Ribattezzato „nuovo cuore di Žilina“, questo centro riesce a fare da anello di congiunzione fra il moderno e il tradizionale. L’architettura si integra armoniosamente nel centro storico che la circonda. È caratterizzata in essenza da una costruzione circolare cui si aggiungono elementi cubici. „Mi ha ispirato a dare al Mirage un aspetto rotondo, quasi a mettergli una sorta di corona, il ritrovamento archeologico di una torre circolare“, commenta l’architetto spiegando com’è nata l’idea. La corona si traduce in un luccicante strato di rame dorato che decora la facciata conferendole leggerezza oltre che splendore.

    Per quanto riguarda gli interni, Zumtobel ha puntato sull’efficienza energetica e sull’alta qualità: dalle accurate variazioni di luce generale e d’accento nasce un ambiente stimolante. La hall centrale è coperta da un enorme lucernario che fa entrare luce diurna in gran quantità. L’illuminazione artificiale ne segue l’andamento con un intelligente sistema di gestione. Dell’impianto fanno parte downlights per un’omogenea luce generale e linee luminose per guidare attraverso i corridoi. Inoltre vi sono strisce LED di diversi colori che animano l’atmosfera nei singoli piani offrendo ai passanti dinamici e stimolanti colpi d’occhio. L’illuminazione principale dei corridoi è formata dal sistema modulare Cielos: luce estensiva e molto simile a quella naturale per dare emozione. I cluster da 2 x 2 apparecchi in temperatura di colore neutra creano un’atmosfera confortevole con un soffitto arioso d’aspetto.

    Chi si concede una pausa nel ristorante trova una particolare armonia di luce generale e d’accento. L’impianto è formato da un abbinamento di downlights LED Panos Infinity, ideali per resa cromatica, e Supersystem LED. I minuscoli spot sono quasi invisibili ma estremamente efficaci nel dar vita all’ambiente con accenti precisi. Nemmeno il percorso verso l’adiacente cinema è lasciato al caso: sopra le scale sono sospesi morbidi apparecchi rotondi per una luminosità avvolgente e riposante.

    In ogni edificio complesso la base di un’illuminazione flessibile e attenta alle risorse è data da un sistema di gestione intelligente. Grazie ad esso gli apparecchi si regolano singolarmente o in gruppi, in modo da ottimizzare sempre la quantità di luce e quindi il consumo energetico. Sono tutti vantaggi che sfrutta anche il Mirage Shopping Center con i comandi Luxmate Professional. Il sistema governa tutti gli impianti, compresa la moderna illuminazione di sicurezza LED.



    Informazioni sul progetto :
    Committente : OC Mirage, Žilina/SK
    Impresa generale : Ing.George Trabelssie
    Architetto : Michal Diviš Architekti s.r.o., Žilina/SK
    Progetto elettrico : Marsy, spo. s.r.o., Banska Bystrica/SK
    Installazioni elettriche : Hard - Soft Technologies, s.r.o, Žilina/SK
    Soluzione illuminotecnica : Zumtobel
    Zone pubbliche :
    » sistema modulare CIELOS
    ,
    » linee luminose SLOTLIGHT,
    » linee luminose LED,
    » downlight FD 1000,
    » apparecchio rotondo ONDARIA
    Ristoranti :
    » downlight MICROS,
    » downlight PANOS INFINITY,
    » SUPERSYSTEM
    Sale tecniche :
    » apparecchio stagno SCUBA,
    » apparecchio PERLUCE D
    Illuminazione di sicurezza :
    » Resclite, Ecosign, Ergosign, Comsign
    Gestione della luce:
    » LUXMATE PROFESSIONAL,
    » LUXMATE DAYLIGHT
    Facciata : soluzione speciale LED con  » comandi DMX


    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel
  • 02/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Scintillanti preziosi

    Zumtobel fa brillare una gioielleria svizzera in moderna luce LED
    L’accurata concezione illuminotecnica di Zumtobel fa scintillare i gioielli nelle vetrine di Meister Juwelier: un autentico colpo d’occhio per i passanti.
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    Si trovano gioielli per tutti i gusti nei 120 metri quadrati dell’oreficeria “Meister Juwelier”, nella centrale Bahnhofstrasse di Zurigo. E il proprietario Adrian Meister spiega: „Per le nostre vetrine cercavamo una luce veramente esclusiva, tale da esaltare in egual misura le pietre preziose e gli orologi tentando il cliente“. Allo scopo Zumtobel ha studiato un armonioso sistema d’illuminazione, composto da oltre 60 faretti Arcos e unità LED trifase del programma Supersystem. Si tratta dunque di una soluzione ibrida, con luce generale e luci d’accento, che trasforma la vetrina in uno straordinario palcoscenico, un vero biglietto da visita dell’immagine esclusiva di questo gioielliere.

    Gli aspetti fondamentali nell’illuminazione dei gioielli sono un forte illuminamento e un’ottima resa cromatica che restituisca in modo naturale le pietre preziose, le perle e i metalli senza alterarne i colori. A ciò si aggiunge la necessità di illuminare i preziosi oggetti con estrema sensibilità, attirando su di essi l’attenzione dei clienti. Con una simulazione preparatoria Zumtobel ha dimostrato al committente quale sia la miglior miscela di tonalità calde e fredde per valorizzare al meglio pietre preziose e brillanti.

    Per questo motivo è stato scelto il programma di faretti Arcos, ideale nei negozi grazie alla sua vasta scelta di ottiche e accessori. La versione Arcos con luce di tonalità calda (3000 K) è l’asso nella manica che dalle vetrine attira irresistibilmente i clienti verso l’interno. Anche dal punto di vista formale Arcos ha tutte le carte in regola: le sue sorgenti HIT da 35 W diffondono una luce d’altissima qualità, con un fattore Ra > 90. Le dimensioni compatte e il design lineare ben si accompagnano agli arredi moderni del negozio. Viste da fuori, le sorgenti rimangono quasi del tutto nascoste alla vista, facendo spiccare ancora di più gli oggetti messi in scena.

    L’esclusiva eleganza delle vetrine è accentuata da Supersystem con unità LED di colorazione 4000 K. Questa luce di tonalità neutra fa letteralmente scintillare i preziosi oggetti: le eccellenti caratteristiche di resa cromatica restituiscono i colori con assoluta naturalezza e danno ai gioielli tutto il lustro che meritano. Lo stesso Adrian Meister conferma la riuscita dell’ambiente: „Grazie alla competenza con cui sono stato seguito da Zumtobel abbiamo trovato una soluzione davvero ideale. Molti dei nostri clienti rimangono rapiti dal fascino delle vetrine.“

    Tutti gli apparecchi Zumtobel sono montati su binari trifase unitari: l’impianto pertanto mantiene un aspetto omogeneo e riposante. Per focalizzare perfettamente la luce sui prodotti, i faretti Arcos sono provvisti di due diversi riflettori con angolo di emissione più o meno stretto. Per contro gli apparecchi Arcos wallwasher sulle pareti di fondo delle vetrine diffondono un’equilibrata illuminazione di 4000 Lux.



    Informazioni sul progetto :


    Committente : Meister Juwelier, Zurigo/CH
    Architetto : Designculture, Zurigo/CH
    Installazioni elettriche : Elintec AG, Zurigo/CH
    Soluzione illuminotecnica : Zumtobel
    » faretti ARCOS,
    » sistema LED SUPERSYSTEM


    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel
  • 02/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Maxi Mode Center

    Massima esperienza di acquisto
    Il Maxi Mode Center punta sull’illuminazione per negozi della Zumtobel.
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    Il Maxi Mode Center recentemente aperto a Varna, in Italia, offre una nuova esperienza di acquisto per tutto l’Alto Adige. Il centro commerciale è noto per il suo grande assortimento di articoli di marca nei settori giocattoli, abbigliamento e generi alimentari. Per sottolineare gli eleganti arredamenti del nuovo reparto scarpe e giocattoli la committente aveva deciso di adottare una soluzione illuminotecnica innovativa della Zumtobel. Fu la nuova serie di faretti Discus a persuadere per il suo linguaggio formale moderno e minimalista. Disponibile nelle varianti per montaggio su binari elettrificati e ad incasso a soffitto da 35 o 70 watt, i faretti Discus consentono una soluzione illuminotecnica integrale ed efficiente nei locali di vendita. I faretti, dalla forma particolarmente espressiva, persuadono per il loro straordinario effetto illuminante.

    Per il negozio di giocattoli, con una superficie di 500 metri quadrati, e lo spazioso negozio di scarpe del Maxi Mode Center è stato messo a punto un concetto spaziale e illuminotecnico moderno: le linee luminose Slotlight garantiscono un’illuminazione di base uniforme, mentre i faretti Discus creano le condizioni per illuminare gli articoli con un’illuminazione di accento flessibile.

    Grazie alla loro forma piatta e riservata, i faretti Discus in alluminio pressofuso si inseriscono agevolmente in qualsiasi stile architettonico. Nonostante la linea Discus, come design, sia stata ideata appositamente per un’illuminazione LED, anche i modelli per lampade compatte a scarica ad alta pressione da 20 a 70 watt si presentano con lo stesso linguaggio formale e dimensione. Le versioni montate su binari elettrificati e da incasso a soffitto del sistema faretti permettono quindi soluzioni illuminotecniche in design unitario con sorgenti di luce modernissime.

    Nel reparto giocattoli del centro commerciale gli apparecchi sono stati incassati a filo con il soffitto. Nel negozio di scarpe, invece, si è dovuto risolvere il problema della bassa profondità di montaggio, consistente in 4 centimetri. Le linee luminose, ad esempio, sono state integrate nel soffitto come variante a mezzo incasso. I faretti Discus sono stati montati su binari ad incasso in modo da poterli mantenere flessibili, vale a dire girevoli di 360° e orientabili di 90°. Il rapporto reciproco fra illuminazione generale e illuminazione d’effetto conferisce alle superfici di presentazione un carattere simpatico e vivace che risveglia la curiosità e l’attenzione.

    Si è pensato anche alla massima sicurezza possibile. Gli apparecchi di sicurezza LED compatti ed efficienti Resclite garantiscono in caso di emergenza una quantità di luce sufficiente. Grazie alla sua forma ridotta, il sistema si integra nel soffitto con discrezione.



    Informazioni sul progetto:
    Committente/esercente: Maxi Mode Center GmbH, Appiano/I
    Architettura : G & G Projektmanagement, Varlengo/I
    Elettromontaggio : C. & G. Impianti S.r.l., Varna/I
    Soluzione illuminotecnica : Zumtobel
    » Sistema faretti DISCUS,
    » apparecchio ad incasso SLOTLIGHT II,
    » serie downlight PANOS INFINITY,
    » illuminazione di sicurezza RESCLITE,
    » sistema di file continue TECTON


    Pubblicazione gratuita autorizzata dietro citazione della Zumtobel
  • 02/2011
    Prodotti

    Luce invisibile

    Microtools, un nuovo miniaturizzato per illuminare gli scaffali
    nuovo sistema LED Microtools è praticamente invisibile in scaffali e vetrine.
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    All’EuroShop Zumtobel presenterà in anteprima Microtools: si tratta di un sistema modulare LED, minimalista e d’altissima qualità, concepito per l’illuminazione degli scaffali. Può essere incassato o montato esternamente, si presta al fissaggio su legno, vetro e metallo. Il programma prevede vari moduli, combinabili con facilità, che garantiscono un’illuminazione estremamente flessibile e differenziata: generale, d’accento o entrambe le cose. La tecnologia LED sa dimostrare tutti i suoi pregi in uno spazio ridotto al minimo: i punti luce sono infatti integrati nei moduli. L’anello frontale, che serve a orientare gli spot e a sostituire le ottiche, sporge di soli 4mm lasciando le sorgenti quasi nascoste alla vista. Ciò nonostante l’effetto di luce è efficace al massimo. Gli accenti mirati sanno dare elegante risalto anche ai minimi dettagli degli oggetti illuminati.

    Spot e profili LED sono realizzati in alluminio anodizzato color argento. Le testate a snodo cardanico sono fra le più minuscole attualmente disponibili sul mercato.

    I chip LED di potenza 1,2 W emettono un calore talmente scarso da poter essere collocati accanto al prodotto o all’oggetto esposto: questo significa che pur senza perdere qualità possono sostituire le tradizionali lampade a bassa tensione riducendo in modo significativo la potenza impegnata. L’intelligente tecnologia LED soddisfa in pieno tutte le esigenze illuminotecniche di musei e negozi. La scelta di angoli di emissione, da spot (16°) a very wideflood (68°), consente di creare accenti mirati in aggiunta alla circostante illuminazione omogenea.

    I moduli LED Microtools possono essere ordinati in due temperature di colore, calda e neutra, da scegliere a seconda dell’oggetto specifico. Testimonia l’alta qualità del sistema anche la resa cromatica, Ra > 80 oppure Ra > 90. Zumtobel utilizza esclusivamente chips LED selezionati con i binning più restrittivi di tutto il mercato. Ciò garantisce che sui punti luce messi a confronto diretto non siano percepibili differenze di tonalità. Un altro vantaggio della moderna tecnologia LED è la quasi assenza di manutenzione: Microtools è pertanto da consigliare soprattutto dove vadano evitati interventi che disturbano l’attività.

    L’installazione si esegue facilmente in tre fasi: prima si monta il profilo sullo scaffale, poi vi si fissano a scatto i moduli LED che vengono quindi raggruppati. La regolazione della luminosità è indipendente dai moduli. La totale compatibilità DALI e l’allacciamento a sistemi di gestione come Dimlite, Emotion e Litenet assicurano una flessibilità estrema: per esempio si possono mettere in rete tutte le illuminazioni di scaffali, soffitti, pareti e vetrine, ideando un nuovo modo di attirare con suggestive scene di luce. E si può tenere conto persino dell’intensità della luce diurna.

    Il sistema modulare Microtools viene presentato in anteprima assoluta all’EuroShop e sarà disponibile da maggio 2011. Zumtobel copre l’intero programma con una garanzia di cinque anni.

    » Alla famiglia di prodotti MICROTOOLS


    Immagini: Pubblicazione gratuita citando: Zumtobel

  • 02/2011
    Azienda

    Un “centro shopping” dove vivere la luce

    Innovazione e ispirazione nello stand Zumtobel all’EuroShop
    All’EuroShop lo stand Zumtobel propone idee di luce studiate per vendite e presentazioni.
    Più informazioniMeno informazioni
    All’EuroShop di Düsseldorf, dal 26 febbraio al 2 marzo 2011, Zumtobel presenta le soluzioni illuminotecniche più straordinarie per gli ambienti di vendita. Allo scopo allestisce uno stand di 300 metri quadrati (hall 1 stand A16) suddiviso in riproduzioni realistiche dei negozi, dalla boutique al supermercato. I diversi prodotti LED illustrano efficacemente le molte possibilità di mettere in scena e trasmettere autenticità servendosi della luce.

    Già dall’esterno lo stand richiama gli elementi tipici dei negozi con le loro entrate, vetrine, facciate stilizzate. Persino l’effetto della luce diurna sovrapposta alle vetrine illuminate è simulato in modo realistico con un soffitto luminoso LED. Le superfici dello stand sono tutte ridotte al minimo e rifinite in sobri colori come il bianco o il grigio. L’attenzione pertanto si concentra interamente sugli oggetti esposti e sugli effetti di luce. Solo di sera lo stand prende vita con scenari dinamici che lo trasformano in uno spettacolo multimediale: fonte d’ispirazione per gli occhi e per le orecchie.

    All’interno si trovano molte soluzioni studiate per ogni genere di presentazione: scaffali, nicchie, POS, banconi, cabine o banchi di prodotti freschi. Il visitatore pertanto ha davanti a sé un sistema di luce per ogni esigenza di vendita. „L’EuroShop è la più importante fiera internazionale dedicata agli investimenti commerciali e quindi per noi un’occasione preziosa di mostrare al pubblico soluzioni illuminotecniche moderne e personalizzate per tutti gli ambienti di vendita. Ci preme non solo far conoscere gli innovativi prodotti LED ma anche la nostra concezione globale che include tecnologia, dinamismo ed efficienza offrendo un’esperienza di luce unica nel suo genere“, dichiara Harald Sommerer, CEO del marchio Zumtobel.

    Highlights
    Uno degli highlights presentati alla fiera è il nuovo programma di faretti LED Iyon, sviluppato da Zumtobel insieme allo studio di architetti Delugan Meissl. Iyon è un oggetto di stile raffinato, disegnato appositamente per la tecnologia LED. La sua luce vanta una qualità sensazionale, destinata a fare scuola nell’illuminazione dei negozi. Tra i suoi pregi: un sistema di lenti e riflettori di nuova concezione, potenti moduli LED, eccellente resa cromatica, versioni Stable White e Tunable White. All’EuroShop sarà presentato in anteprima assoluta.

    Un altro debutto è il sistema modulare di LED che Zumtobel ha ideato per l’illuminazione di scaffali. La modernissima tecnologia sa dare una luce di qualità perfetta pur nascondendosi in uno spazio praticamente invisibile. Questo innovativo sistema è formato da testate LED che si compongono in vari modi. Gli anelli frontali delle testate sporgono di soli 4mm: ciò significa che le sorgenti rimangono di fatto nascoste alla vista.

    Per i banchi di alimentari freschi Zumtobel presenta Vivo Tunable Food, un nuovo faretto di grande versatilità. Fa parte del programma Vivo LED e permette di regolare la tonalità della luce adattandosi così alle peculiarità del prodotto – carne, formaggio o frutta che sia. Con un codificatore oppure via DALI si attiva direttamente una delle dieci colorazioni già programmate sulla piastra LED. Il faretto va dunque a sostituire tutte le combinazioni di riflettori e filtri in uso sino ad ora.

    Tunable White – un guadagno per ogni negozio
    Nei negozi l’illuminazione è in grado di incrementare il benessere e di spingere il cliente a sostare più a lungo se viene studiata con un dinamismo di intensità e colorazioni ispirate alla luce naturale. Un’altra importante innovazione che presenta lo stand Zumtobel è il sistema Tunable White. Si tratta di un intero programma di downlights e faretti LED con l’esclusiva possibilità di regolare la temperatura di colore da 2.700 a 6.500 Kelvin.

    Stand Zumtobel: hall 11 stand A 16

    » www.zumtobel.com/euroshop2011

    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

  • 02/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Due applicazioni, una soluzione

    Sistema di file continue e LED per magazzini e complessi di uffici
    La superficie a disposizione dell’azienda di commercio all’ingrosso di componenti elettriche Alexander Bürkle si è ingrandita.
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    Il nuovo capannone recentemente costruito su una superficie di 2.600 metri quadrati e il complesso di uffici adiacente sono stati equipaggiati con apparecchiature modernissime onde sfruttare al massimo le possibilità di una gestione ecologica ed economica. Rientra in tale concetto anche l’illuminazione installata dalla Zumtobel per il nuovo magazzino e i nuovi uffici. L’innovativa concezione illuminotecnica adottata consente un consumo energetico ridotto, mantenendo alta allo stesso tempo la qualità della luce. L’illuminazione basata completamente sui LED dei nuovi locali che ospiteranno gli uffici, con LED downlight Crayon della Zumtobel come soluzione speciale, sottolinea l’approccio molto innovativo della concezione illuminotecnica, che si ripercuote anche nei calcoli di confronto: “Il risparmio di emissioni CO2 che riusciamo ad ottenere con la nuova installazione LED corrisponde all’assorbimento di CO2 di 73 alberi. Nell’ambito della nostra partecipazione al programma di promozione ECOFIT della città di Friburgo questo aspetto di protezione dell’ambiente è stato molto importante per noi”, riferisce il manager di prodotto della Alexander Bürkle GmbH & Co. KG, Martin Rombach.

    Efficiente, flessibile e richiedente poca manutenzione, senza perdite di qualità: sono stati questi i requisiti posti dall’azienda di commercio all’ingrosso di componenti elettriche di Friburgo al nuovo edificio che avrebbe ospitato il magazzino e gli uffici amministrativi. “Il nostro obiettivo è stato quello di mantenere nella zona del magazzino un’illuminazione di alta qualità ed economica. Per i nuovi uffici abbiamo puntato soprattutto su una concezione di spazio e luce armoniosa, per richiamarci allo spirito dei tempi. Anche per questo abbiamo adottato un’illuminazione puramente LED, in grado di soddisfare le nostre esigenze alla perfezione grazie al suo effetto luminoso e alla sua efficienza”, riassume Martin Rombach.

    Diventa sempre più evidente che le soluzioni LED, ormai, non vengono più impiegate solo per scopi decorativi, ma sono già arrivate nel campo dell’illuminazione funzionale. Grazie ad una tecnologia LED di nuovo tipo, il LED downlight Crayon da 12 W raggiunge il livello di una lampada alogena da 50 W o di una lampada fluorescente compatta da 18 W. In tal modo si possono eliminare senza molta fatica i downlight convenzionali, sostituendoli con apparecchi LED più efficienti e di durata più lunga. L’illuminazione generale omogenea, la stabilità del colore e la straordinaria efficienza energetica del modello Crayon fanno del LED downlight Zumtobel un prodotto molto richiesto, in particolare nei settori pubblici. La componente architettonica del nuovo edificio adibito a compiti di amministrazione era predestinato all’uso dei vantaggi offerti dal LED downlight. La concezione e la progettazione del nuovo edificio sono state affidate allo specialista di costruzioni industriali Freyler, di Kenzingen/D, che si è occupato anche di realizzare il progetto chiavi in mano.

    Il complesso di uffici a tre piani con una superficie complessiva di 1.500 metri quadrati, è collegato tramite la zona dell’arrivo merci al capannone ed è rivestito con una facciata di alluminio di alta qualità. Le superfici adibite a uso ufficio sono state realizzate completamente senza elementi di supporto e garantiscono l’impiego flessibile dei locali. Per la moderna struttura dell’edificio la Zumtobel, basandosi su una soluzione di prodotto speciale del LED downlight Crayon, ha sviluppato una concezione di illuminazione uffici altrettanto moderna: sono stati infatti incassati a filo con il soffitto 122 LED downlight Crayon, di forma quadrata e con una potenza di 48 W, dalla dimensione fuori standard di 625 mm. In tal modo si può continuare a usare lo spazio flessibilmente. Il colore di luce caldo, da 4000 K, oltre a permettere di ottenere un’illuminazione di base gradevole e omogenea, offre anche un lungo ciclo di vita con luce dal colore stabile, è esente da manutenzione e dimmerabile. “I LED downlight Zumtobel offrono un’alternativa eccezionale, economica e qualitativa rispetto ai downlight convenzionali. Un buon esempio del fatto che la moderna illuminazione per uffici, oggi, è già possibile in forma puramente LED”, spiega Arno Burgert, progettista responsabile degli impianti elettrici.

    Per quanto riguarda l’esigenza di un’architettura funzionale e non invasiva per le risorse naturali il capannone si distingue per i numerosi lucernari che consentono di sfruttare al massimo la luce diurna. La luce artificiale viene impiegata volutamente solo quando la luce naturale non basta per raggiungere l’illuminamento necessario. Per l’illuminazione di base del capannone i responsabili impiegano il collaudato sistema di fila continue Tecton della Zumtobel. Il nastro di luce a struttura modulare offre una luce ottimale per il settore industriale, garantendo un illuminamento conforme alle norme di 300 lx. Il sistema è flessibile, grazie alla possibilità di ampliamento, e può essere completato con riflettori e apparecchi di sicurezza. In aggiunta sono stati installati nei locali sanitari i LED downlight Crayon con protezione IP 44. La luce viene fatta convogliata con precisione al suo luogo di utilizzazione finale, senza alcuna dispersione, consentendo al personale di lavorare in un ambiente ben illuminato e di grande comfort visivo.



    Informazioni sul progetto:
    Committente : Alexander Bürkle GmbH & Co.KG, Friburgo/D
    Architettura (concezione/progettazione/esecuzione) : Freyler Industriebau GmbH, Kenzingen/D
    Progettazione elettrica : Planungsgruppe Burgert, Schallstadt/D
    Installazione elettrica : El. Geppert, Breisach/D
    Soluzione illuminotecnica: Zumtobel
    soluzione speciale LED downlight Crayon Q,
    » sistema di file continue TECTON,
    » LED downlight CRAYON E165 1/12W,


    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel
  • 02/2011
    Prodotti

    Vivo Tunable Food mette appetito

    Alimentari nella luce migliore con le tonalità programmabili
    Il nuovo faretto LED Vivo Tunable Food possiede una serie di tonalità programmate per l’effetto migliore su frutta, verdura o carne.
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    Zumtobel ha integrato la linea di prodotti Vivo con uno speciale faretto LED dedicato ai reparti alimentari. Vivo Tunable Food è infatti concepito per illuminare prodotti freschi come frutta e verdura, pane, formaggio o carne. Possiede un’innovativa tecnologia che consente di attivare le esatte tonalità precedentemente programmate sulla piastra LED. In altre parole si può impostare direttamente sul faretto la temperatura di colore più adatta alla carne, alla frutta o alla verdura. Vivo Tunable Food sfrutta in pieno le potenzialità della tecnologia LED: con un unico apparecchio si illuminano in modo ideale i diversi alimentari eliminando la complessità – altrimenti inevitabile – che si ha con le combinazioni di lampade, riflettori e filtri.

    Non solo i reparti di frutta e verdura ma anche quelli delle carni o dei formaggi rappresentano i colpi d’occhio che caratterizzano l’immagine dei negozi alimentari. Una luce esattamente calibrata sui prodotti in vendita è essenziale. Deve saper presentare i prodotti stimolando l’appetito ma senza che vada persa la loro genuinità.

    Tutti questi requisiti sono la specialità del nuovo faretto LED di Zumtobel, Vivo Tunable Food: sulla piastra LED sono programmate dieci tonalità che si attivano con un pulsante girevole sul faretto stesso oppure con i comandi DALI. Vivo Tunable Food è pertanto in grado di fornire con esattezza la luce più indicata all’esigenza. La nuova tecnologia va a sostituire le complicate combinazioni di riflettori e filtri che finora erano necessarie. Per garantire una soluzione ideale, Zumtobel ha scelto e collaudato le diverse tonalità insieme ai clienti. Inoltre, con un nuovo sistema di lenti Vivo Tunable Food assicura una distribuzione uniforme e una resa cromatica Ra > 80. Entrambi questi fattori danno come risultato una presentazione genuina. Un altro vantaggio è la possibilità di progettare tutti i reparti alimentari con un faretto unitario. Vivo Tunable Food è pratico da installare e riduce le complicazioni anche sotto quest’aspetto. L’assenza di radiazioni IR/UV preserva i prodotti dal degrado.

    Lo sviluppo del nuovo faretto Vivo Tunable Food è destinato a fare scuola e dimostra che i LED sono perfetti anche per gli alimentari freschi, battendo le lampade a ioduri metallici che finora predominavano in questo settore. Ormai gli apparecchi LED sono più avanti per durata, efficienza, dinamica dei colori e qualità della luce. Il faretto LED Vivo Tunable Food sarà disponibile da maggio 2011 nei colori bianco e titanio.

    Per garantire un impianto unitario nell’intero supermercato, il programma Vivo offre un ulteriore faretto LED. Si tratta di Vivo LED Stable White, identico per design a Vivo Tunable Food ma destinato ad accenti di grande efficacia sugli scaffali. In questo modo la soluzione diventa davvero completa.

    » Alla famiglia di prodotti VIVO

    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

  • 01/2011
    Soluzioni illuminotecniche

    Ušće Shopping Center a Belgrado

    Attrazione Magnetica
    È rosso, è grande e ha la forza di attrazione di un magnete. Con il nuovo Ušće Shopping Center a Belgrado è nata un’icona, una scultura urbana al confine tra città vecchia e città nuova.
    Più informazioniMeno informazioni
    Il nuovissimo Ušće Shopping Center di Belgrado è il più grande centro commerciale della Ser¬bia ed è più che un mero tempio del consumo. La sua facciata color rosso acceso trasmette chiaramente il segnale di una voglia di crescita incontenibile. Rosso sta per forza e per l’ener¬gia che sa trasmettere l’edificio, sorto in un’area colpita duramente nel 1999 da un attacco della NATO. L’ensemble, formato da Ušće Tower e Ušće Shopping Center, è visibile già da lontano. Diverse decine di migliaia di visitatori passano ogni giorno tra le 10 e le 22 attraverso i tre ingressi dell’edificio. All’interno si potrebbero trascorrere intere giornate per vedere, pro¬vare o visitare tutto. Oltre 140 shop di tutti prestigiosi marchi e firme di moda, numerosi café e ristoranti, un cinema multiplex con 11 sale, bowling e sale da gioco e, non da ultimo, un super¬mercato di 4.000 m2 di superficie, rivaleggiano tra loro per conquistarsi il favore del pubblico. È un mondo a sé, ci si può trovare di tutto e non si ha nessuna chance di sottrarsi alla seduzione dello shopping.

    Il pensiero che il commercio avrebbe potuto essere l’unico obiettivo di questo ambizioso progetto costato poi 150 milioni di euro non convinceva completamente i due investitori che già durante le prime fasi della progettazione, volevano ottenere qualcosa di più distintivo per la città di Belgrado, qualcosa che trascendesse la semplice idea di Shopping Center. MPC Holding e Meryll Lynch decidono cosi di incaricare il rinomato studio di architettura Chapman Taylor Architetti di Milano, per la progettazione della facciata e l’allestimento degli spazi inter¬ni. Lo studio aveva già dimostrato in diversi progetti in Italia e all’estero come l’anima com¬merciale e lo spirito architettonico si potessero riunire felicemente in un tutt’uno. L’architetto Gerardo Sannella, associate director e responsabile del progetto, non vede in questo dualismo necessariamente una contraddizione. “Disegnare un’architettura che sia bella, funzionale e di carattere, senza perdere di vista l’aspetto commerciale, è una specialità del nostro studio alla quale da anni ci dedichiamo con passione, ben sapendo che ogni intervento d’architettura oggi ha una portata commerciale perfino le istituzioni museali.”

    L’architettura dell’Ušće vive di forti contrasti. La possente e dinamica facciata “rosso Ferrari” attira i visitatori all’interno, mentre l’ambientazione chiara, luminosa e tranquilla fa in modo che vi si intrattengano piacevolmente all’interno. Tonalità naturali riposano l’occhio e garantisco¬no uno spazio neutro per l’allestimento dei punti vendita e delle attrazioni principali. “Il nostro compito era quello di creare una cornice per i diversi negozi, quindi abbiamo lavorato molto con il bianco e le tonalità chiare: tutta l’attenzione è rivolta così all’offerta dei settori vendita e food”, dice l’arch. Sannella.

    Il contrasto avvincente fra esterno e interno si estende anche alla progettazione illuminotecnica a carico dello studio Voltaire Light Design di Milano e per la parte impiantistica dello studio BDSP di Belgrado. Mentre la facciata dello Shopping Center viene illuminata da sorgenti lumi¬nose a forte emissione, all’interno le lampade di Zumtobel hanno accenti più soft. Ampi lucer¬nai sovrastano le gallerie, che sono distribuite in tre “navate” e quattro piani. Lì la luce diurna viene sostituita nelle ore serali dalla combinazione di faretti Xeno e proiettori Miros, che danno luce morbida verso il basso. Soffitti sospesi, nicchie e sporgenze sono tenuti assieme da un’illuminazione organizzata secondo disegni lineari e razionali tramite file continue. Porzioni di soffitto con un’ illuminazione più riposante si alternano ad ambiti più vivaci e dinamici. I soffitti luminosi emanano una luce chiara e calda, a completamento dei faretti Downlights integrati nei soffitti che consentono di gestire una luce più puntuale guidando il visitatore verso le vetrine dei negozi. Sottili linee luminose disegnano un barcode ricavato in negativo nelle ampie su¬perfici . La gran parte degli apparecchi usati permette di regolare l’intensità della luce consen¬tendo di ottenere effetti piacevoli e riposanti per l’occhio dell’osservatore, piuttosto che avere una luce di intensità costante e perciò monotona. Tale forma di controllo generale dell’intensità illuminante avviene tramite il sistema di gestione luce Luxmate professional.

    Nel progetto di Usce, architettura e luce sono perfettamente armonizzati fra loro, si completa¬no in maniera unica. “Le nostre scelte non sono tanto ricadute sulla selezione e l’allestimento di singoli corpi specifici – per quanto altamente performanti – quanto piuttosto su una filosofia della luce come esaltatore di spazi architettonici, e Zumtobel in questo ha saputo interpretare alla perfezione il nostro approccio”. Per l’architetto Sannella si tratta non solo di un compito da portare a termine con competenza scientifica, ma di una filosofia: “la realizzazione perfetta di architettura e luce consiste nel rendere la luce invisibile ma allo stesso tempo percepibile, e far sembrare naturale la luce artificiale: questa è la vera arte.”



    Informazioni sul progetto:
    Committente: Ušće Shopping Center d.o.o, Belgrado/SRB
    Architettura: Chapman Taylor Architetti S.r.l, Milano/I
    Progettazione illuminotecnica e design: Voltaire Light Design, Milano/I
    Progettazione impianto elettrico: BDSP YU d.o.o, Belgrado/SRB
    Soluzione per l’illuminazione: Zumtobel
    » Soffitto luminoso e linee luminose SLOTLIGHT II,
    » Downlights PANOS Q e PANOS M,
    » faretti XENO
    » proiettori MIROS,
    » sistema di file continue TECTON-TETRIS,
    » illuminazione di sicurezza RESCLITE e » ONLITE SB 128,
    » sistema di gestione luce LUXMATE PROFESSIONAL 

    Immagini: Pubblicazione gratuita citando Zumtobel

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