«U na composizione intelligente di illuminazione delle facciate e illuminazione stradale tutela le risorse e al contempo fornisce il risultato funzionale ed estetico che cerchiamo, crea nuovi spazi urbani, conferisce una particolare qualità alle architetture durante la notte. Questi vantaggi della luce di strade e facciate li aveva già individuati il principe Carl Theodor nel 1742, quando per la sua visita a Düsseldorf la città studiò un piano regolatore della luce. Ed è proprio a questo piano regolatore che oggi si ricollega la fondazione cittadina DUS-Illuminated con l’intento di dare un valore aggiunto alla città di Düsseldorf attraverso l’illuminazione notturna.»
Dr. Ing. Edmund Spohr
Architetto | Studio Edmund Spohr
Growing by numbers 2011, Mailano | IT
Mirage Shopping Center, Žilina | SK
Dr. Thomas Posch
International Dark Sky Association
«S ono davvero pochi i lighting designer che si sforzano di trovare una soluzione estetica e al contempo ecologica facendo uso parsimonioso delle risorse. Perché l’illuminazione delle facciate progettata male diventa un problema sempre maggiore non solo per l’estetica dei paesaggi notturni ma anche per gli animali che si muovono di notte, come gli insetti o gli uccelli in migrazione. Accade spesso che buona parte della luce accesa non finisca affatto sulla facciata in questione, e che le luminanze siano decisamente più alte di quanto servirebbe.»
Emporio, Amburgo | DE
Supermercato SPAR, Fussach | AT
Stefan Hofmann
Lighting Designer | Lichtwerke
«C on la rivoluzionaria evoluzione dei LED, il tema dell’illuminazione delle facciate è tutto da riscoprire. La possibilità di regolare l’intensità e la colorazione di una sorgente LED, abbinata alla grande scelta di varianti ottiche, fa ideare soluzioni illuminotecniche decisamente innovative. Oggi per esempio si può pensare di illuminare la facciata partendo dal suo interno, visto che i LED hanno dimensioni minuscole. Invece di inondare la facciata di luce, basta semplicemente integrare le sorgenti dentro le architetture. Fra l’altro con un consumo energetico insignificante, del tutto in linea con l’odierna necessità di risparmiare energia. Una strada tutta da esplorare.»
James Turrell
Artista della luce
« La luce è immateriale ma reale. Diventa visibile solo dove viene emessa o riflessa da un corpo. Di per sé la luce è un volume che riempie gli spazi. Ma la visibilità della luce è talmente ancorata ai corpi che può diventare visibile solo con la luce che su di essi si rifrange. Tangibilità e visibilità sono correlate in un modo che confonde, vale a dire cioè che l’atto del vedere rimane essenzialmente invisibile, funzionante di solito come l’espansione di un organo, l’occhio, che a distanza funziona come il tatto.»
Dipl.-Ing. Lighting-Design Sylwia Schafranietz
Lighting designer | co:licht, Berlino
«L e facciate multimediali offrono la chance di potenziare l’identità di un centro abitato, di trasportare la sua unicità verso l’esterno, in modo non solo incisivo ma anche duraturo. Le facciate multimediali innovative sono elementi che riflettono l’identità, che rimandano al luogo e alle sue persone – in caso contrario si rischia la banalità. È compito del lighting designer far confluire questo delicato legame nella concezione illuminotecnica. Ne beneficiano gestori, abitanti e la stessa città, tutti nella medesima misura e a lungo termine.»
Dornier Museum
Galleria Centercity
Bauarena
Nordwesthaus Rohner
| Committente: | Dornier Stiftung für Luft- und Raumfahrt, Monaco/D |
| Architetto: | Allmann Sattler Wappner Architekten, Monaco/D |
| Progettazione illuminotecnica: | Belzner Holmes, Heidelberg/D |
| Illuminotecnica: | Nelzner Holmes, Heidelberg/D |
| Progettazione impianti elettrici: | Raible + Partner, Reutlingen/D |
Ad accogliere i visitatori è un luminoso foyer. Le file continue TECTON e gli apparecchi a sospensione VIVO creano un’invitante atmosfera. Dallo spazioso atrio, provvisto di caffetteria e shop, si accede al cosiddetto museumbox che in undici sale racconta la storia della società Dornier e le tappe dell’aeronavigazione. Modelli di aerei, schizzi e molte altre testimonianze storiche sono esposte nelle vetrine illuminate con precisione da supporti luminosi e compatti spot LED. Il progetto illuminotecnico, che non si avvale della presenza di finestre, riesce comunque a suddividere le sale espositive in zone più scure e più chiare che danno vivacità alla mostra e spicco ai singoli oggetti. L’hangar vero e proprio presenta il fulcro del museo, vale a dire una serie di velivoli storici fra cui alcune autentiche rarità. Qui gli apparecchi SLOTLIGHT con schermature speciali assicurano un’illuminazione omogenea e priva di ombre.
La scenografia notturna della facciata esterna è opera di James Turrell: un’opera d’arte luminosa che con i suoi armoniosi cambi di colori colpisce il visitatore facendolo vivere in una nuova dimensione. Con un innovativo sistema di comando a 16 bit è possibile ottenere milioni di colori, ossia una libertà praticamente illimitata nelle composizioni di luce.
| Committente: | Galleria Centercity, Cheonan/KR |
| Architetto: | UNStudio, Amsterdam/NL; GANSAM Architects & Partners, Seoul/KR |
| Progettazione illuminotecnica: | Wilfried Kramb, ag Licht, Bonn/D, Antonius Quodt, LightLife, Köln/D |
| Illuminotecnica: | DMX-Steuerung: Andreas Barthelmes, Lightlife, Berlin/D |
| Installazione impianti elettrici: | B2, Seoul/KR |
| Fotografie: | Kim Yong-kwan |
Gli apparecchi d’illuminazione installati sono 22.000; di questi 12.399 da 3,6 W in esecuzione RGB, gli altri 10.000 da 1,2 W in tonalità bianca. La concezione dei pixel a luce indiretta estensiva garantisce non solo luminanze armoniose ma anche una spiccata efficienza della superficie illuminata.Quest’installazione unica nel suo genere è stata realizzata collaborando con il rinomato studio di lighting design ag Licht di Bonn e con l’altrettanto famoso studio di architetti UN Studio di Amsterdam.
Le animazioni, studiate al computer dall’UN Studio, sono integrate anche nel lighting design. Con i comandi DMX gli spot LED sono programmati uno per uno in modo da trasferire sulla superficie le animazioni fin nel minimo dettaglio. Il congiunto di tutti i LED fa nascere sulla facciata messaggi e immagini vive.
La Galleria Centercity rappresenta pertanto un esempio magistrale di come le facciate possano diventare elementi interattivi di un contesto urbano e di come gli spazi cittadini possano essere strutturati dalla luce. Tutto questo senza che la luce, indiretta e schermata, provochi alcun disturbo sulla limitrofa zona abitata.
Zumtobel. La Luce.
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“Per la scenografia della facciata il nostro obiettivo era quello di animare una superficie tanto grande da poter dare la stessa impressione sia di giorno che di notte. Volevamo che il design della luce rispecchiasse la stratificazione della facciata e il gioco dei profili che si sovrappongono. Alla fine ci è venuta l’idea di proiettare la luce dai profili dell’involucro verso il guscio interno, cosa che siamo riusciti a realizzare perfettamente con il supporto di Zumtobel.” |
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“Nell’impressione che dà la Galleria Cheonan, la cosa più interessante è che la disposizione dell’atrio e gli effetti moiré della facciata producono illusioni ottiche, come se gli elementi strutturali cambiassero formando doppie immagini. Ne deriva un aspetto d’insieme che non rimane mai immutato.” |
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| Committente: | Allreal Generalunternehmung AG, Zurigo/CH |
| Architetto: | Nüesch & Partner Architekten, Volketswil/CH |
| Progettazione illuminotecnica: | Linda Bohorc, HEFTI. HESS. MARTIGNONI. Zürich AG, Zurigo/CH |
| Progettazione impianti elettrici: | R+B engineering ag, Sargans/CH |
| Installazione impianti elettrici: | Elektro Compagnoni AG, Zurigo/CH |
| Committente: | Hafen Rohner GmbH & Co.KG, Fussach/AT |
| Architetto: | Baumschlager Eberle, Lochau/AT |
| Progettazione illuminotecnica: | Baumschlager Eberle, Lochau/AT |